Il taglio dell’Ires ci fa scendere in classifica. Ma per il peso dei contributi siamo 30esimi
Quella che vediamo qui sopra è una tabella che rappresenta la corporate tax cioè le tasse sulle imprese nel mondo nel corso degli anni. Per quanto riguarda le tasse in Italia si tratta della somma di Ires e Irap. Si raggiunge il 27,9%, di cui 24% di Ires e 3,9% di Irap.
Quante tasse sulle imprese nel mondo
Diciamo subito che l’Italia è 59esima tra 171 Paesi del mondo. Nel grafico i Paesi sono di meno perché abbiamo eliminato quelli che hanno tassazione zero come il Botswana e i paradisi fiscali come Macao e le isole Cayman. Tra gli Stati che hanno un’imposizione zero c’è, comunque, anche la Danimarca. Siamo tra la Siria (28) e la Repubblica Domenicana (27), non lontano dagli Stati Uniti, che è, anch’esso, a quota 27 insieme alle isole Samoa. Tutto sommato, ottima compagnia, se non fosse che il vero problema è la burocrazia che opprime le aziende al momento di pagare le tasse.
Che cosa è la corporate tax
I dati degni di nota sono due. Innanzitutto la nostra corporate tax è stata nel 2018 minore di quella tedesca, che è del 30%, o francese, del 33%. Il confronto per la diversità dei modelli comunque non può essere effettuato in modo perfetto.

Per esempio nel caso tedesco alla media del 30% si arriva sommando la tassa base del 15% a una locale che può variare di molto, tra il 7% e il 21%, con aliquote determinate dai comuni. Nel caso francese vi è da sottolineare che è stato deciso un calo graduale della tassa corporate al 25%. Dal 2018 per esempio le aziende pagano il 28%, quindi all’incirca come in Italia, per i primi 500mila euro di profitto, e il 33% è per il reddito successivo a questa soglia.
In realtà le tasse in Italia stanno calando
La seconda notizia è che in Italia le tasse sulle imprese calano soprattutto a causa della diminuzione dell’Ires, che è passata dal 27,5% al 24% nel 2017. Tra l’altro ora l’Irap non viene più pagata dalle aziende agricole, mentre l’Ires, con l’ultima legge di stabilità, è applicata al 15% in presenza di utili reinvestiti o assunzione di personale che risulti in aumento dell’organico complessivo.
Allo stesso tempo rimangono valide le eccezioni per cui l’Ires è del 27,5% per imprese finanziarie come le banche (in questo caso anche l’Irap è maggiore, del 4,65%) e del 34,5% per le aziende non operative, come le holding.
Cosa succede con le tasse sulle imprese in Germania
In altri Paesi europei non vi era stato finora un calo paragonabile, non per esempio in Francia e Germania, mentre è riscontrabile in Spagna, dove in 15 anni si è passati dal 35% al 25%.
L’Italia non appare quindi come tra i Paesi più tartassati al mondo. Tuttavia non c’è solo la corporate tax. Oltre all’Iva e alla tassazione dei redditi individuali dell’imprenditore, che comunque molti analisti includono nel conto totale della tassazione, vi sono i contributi sociali, nel nostro caso quello che va versato all’Inps, sia a carico dell’impresa che del dipendente.
Poi ci sono i contributi da pagare
Basti guardare a che posizione siamo nei contributi a carico dell’azienda, nel grafico qui sotto.
Siamo undicesimi con il 30%. Primo il Messico con il 51,15%. La Francia è terza con il 45%, che è però una media basata sul fatto che si arriva al 50% per la porzione di redditi oltre i 318mila euro, ma per la gran parte dei dipendenti si oscilla tra il 25% e il 30%.
Anche nel caso dell’Italia il 30% è una sorta di media pesata visto che si oscilla in base al tipo di dipendente (impiegato, quadro, dirigente) tra il 26,46% e il 31,78%. In Germania le imprese pagano meno, un 19,38% sempre in media.
Il fatto particolare è che ci supera la Cina, con un 32,9%, superiore anche al 31,18% della Svezia. In ogni caso da queste classifiche, che vedono Paesi ricchi con tassazione anche superiore alla nostra, e Paesi molto poveri con aliquote basse, capiamo che oltre al peso del fisco moltissimo ha influenza la produttività dell’impresa su cui una tassa è applicata. Ed è in questo che l’Italia è rimasta indietro da molto tempo.
I dati si riferiscono al: 2009-2018
Fonte: Kpmg
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