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I dati di AlmaLaurea: stipendio medio in crescita, ma siamo ancora lontani dal 2008

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A settembre gli universitari italiani torneranno a frequentare le lezioni in presenza dopo la sospensione per il coronavirus. Intanto, però, AlmaLaurea (il consorzio che riunisce 76 atenei italiani) ha pubblicato il rapporto annuale realizzato con le interviste a 278mila tra studenti ed ex studenti. Questo rapporto risponde anche ad alcune domande che interessano da vicino gli studenti: una volta laureati gli ex studenti trovano lavoro? E quanto guadagnano?

Quanto guadagna un laureato?

Come si vede nel grafico in alto, nel 2019 la retribuzione mensile netta a un anno dal titolo è in media di 1.210 euro per i laureati di primo livello e di 1.285 euro per i laureati di secondo livello. Ci sono comunque differenze tra le retribuzioni percepite dai laureati magistrali biennali, pari in media a 1.271 euro netti mensili, e quelle dei magistrali a ciclo unico, che si attestano a 1.331 euro. In un contesto caratterizzato da una sostanziale stabilità dei prezzi al consumo rispetto all’indagine del 2014 le retribuzioni reali a un anno dal conseguimento del titolo figurano in aumento: +16,7% per i laureati di primo livello, +18,4% per quelli di secondo livello. Il miglioramento delle condizioni retributive si rileva anche nell’ultimo anno: +3,0% per i laureati di primo livello e +3,8% per quelli di secondo livello.

La retribuzione aumenta

L’aumento rilevato, tuttavia, non è ancora in grado di colmare la significativa perdita retributiva registrata nel periodo più difficile della crisi economica che ha colpito i neolaureati, ovvero tra il 2008 e il 2014 (-28,7% per il primo livello, -21,2% per il secondo livello). Ovviamente su queste tendenze incide la diversa diffusione del lavoro part-time, che nel 2019 coinvolge il 26,6% dei laureati di primo livello e il 21,8% di quelli di secondo livello.

Queste quote sono in tendenziale diminuzione negli anni più recenti (rispetto al 2014, –10,6 e -9,5 punti percentuali, rispettivamente), dopo il forte aumento riscontrato negli anni di maggiore crisi economica (nel periodo 2008-2014, +18,3 punti percentuali tra i laureati di primo livello e +12,3 punti tra quelli di secondo livello). Specifici approfondimenti hanno confermato le tendenze retributive sopra descritte, anche tenendo conto della diffusione del part-time.

Il tasso di occupazione dei laureati

E’ interessante anche analizzare il tasso di occupazione. Nel 2019 raggiunge il 74,1% tra i laureati di primo livello e al 71,7% tra i laureati di secondo livello del 2018; tra i laureati magistrali biennali il tasso di occupazione sale al 76,3%, mentre per i magistrali a ciclo unico si attesta al 62,8%. I dati Istat mostrano, tra i laureati, livelli occupazionali superiori a quelli registrati tra quanti sono in possesso di un titolo di studio non universitario. Il confronto con le precedenti rilevazioni evidenzia un tendenziale miglioramento del tasso di occupazione che, nell’ultimo quadriennio, risulta aumentato di 8,4 punti percentuali per i laureati di primo livello e di 6,5 punti per i laureati di secondo livello.

Fonte: AlmaLaurea 

I dati si riferiscono al: 2019 

Leggi anche: Un laureato guadagna 1.418 euro a 5 anni dal titolo

 

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