Nel decreto Sostegni viene confermato il bonus dedicato. Ecco chi lo può richiedere
Il governo Draghi ha approvato ufficialmente il decreto Sostegni in cui rientra il discusso condono fiscale. Oltre ad aiuti alle imprese e al mondo del lavoro, si riconfermano però anche una serie di bonus del governo precedente. Tra questi è stato reintrodotto il bonus baby sitter per i genitori che hanno figli in didattica a distanza, ma solo per alcune categorie di lavoratori. Una piccola misura per aiutare le famiglie che, in mancanza di nonni o amici, sono costretti a sostenere anche il costo di una baby sitter quasi a tempo pieno. Ma qual è lo stipendio di una baby sitter e come funziona il bonus? Vediamolo con i numeri.
Quanto prende una baby sitter in Italia
All’interno della relazione tra i genitori e chi si prende cura dei loro bambini, il tema del compenso è fondamentale e al contempo molto delicato. Un genitore coscienzioso, infatti, difficilmente opterà per una politica del “risparmio a tutti costi”, preferendo piuttosto spendere qualche euro in più ma rimanere senza preoccupazioni. E allora, quale è il compenso giusto per una baby sitter? Innanzitutto, dipende dalle ore richieste e dal tipo di contratto che il datore di lavoro, in questo caso i genitori, offre al lavoratore. Non si può non tener conto, però, che il fenomeno delle baby sitter senza contratto sia decisamente diffuso in tutto il Paese. Per questo motivo è di difficile valutazione sia il numero di baby sitter operanti sul territorio, sia il loro compenso medio.
Lo stipendio di una baby sitter per città
Ci viene incontro una ricerca di Sitly, la piattaforma on-line che fa incontrare genitori e baby-sitter. La statistica si basa su un database di transazioni importante: sono oltre 500mila le baby sitter iscritte al portale e sono presenti in tutta Italia. Bene, nel 2019 il costo medio orario di una baby sitter in Italia è di 8,06 euro all’ora. Un dato in aumento anche solo rispetto al 2017 quando la paga oraria si aggirava intorno ai 7,76 euro. Tuttavia, come è facile immaginare, quanto prende una baby sitter all’ora dipende anche dal luogo in cui si vive.
La paga oraria di una baby sitter a Roma e Milano
A Roma e a Milano, per esempio, si spende in media di più: 8,40 euro nella Capitale e 8,91 euro nella metropoli lombarda. Nelle più grandi città del Sud Italia, invece, il costo medio è di 7,50 euro l’ora. Secondo i dati della piattaforma, in ultimo, dei picchi si ritrovano nelle città turistica dove affidare la cura dei bambini per qualche ora è quasi un lusso. A Cortina ci si attesta sui 9 euro, in linea con Genova, ma a Selva di Val Gardena in media la tariffa oraria di una baby sitter è intorno ai 12 euro.
Quanto prende una baby sitter all’ora in Danimarca
Confrontandoci con alcuni Paesi europei, infine, rimaniamo vicino alle media del continente, ma c’è chi ci stacca e di tanto. In testa alla classifica c’è sicuramente la Danimarca in cui il compenso orario per una baby sitter si aggira molto vicino ai 16 euro, più precisamente 15,91 euro orari. Segue in seconda posizione la Norvegia, con 10,21 euro, ben distante dalla vicina ma più economica Finlandia in cui una baby-sitter viene pagata in media 6,03 euro all’ora. Se pensate sia poco, basta guardare a quanto vengono pagate in provincia di Messina: appena 4 euro.
Come funziona il bonus baby sitter
Una volta capito il costo che alcune famiglie sono costrette a sostenere per le limitazioni imposte dalla pandemia, possiamo spiegare meglio come funziona i bonus baby sitter reintegrato nel decreto Sostegni. Il bonus baby sitter è stato reintrodotto per i genitori che hanno figli in didattica a distanza, ma solo per determinate categorie di lavoratori. Al bonus settimanale di 100 euro accedono, quindi, i lavoratori con figli di età minore ai 14 anni o disabili gravi, e la durata dello stesso dovrebbe essere legata sia ai periodi di quarantena obbligatoria che alla didattica a distanza.
I destinatari di questa misura sono:
- i genitori lavoratori iscritti alla gestione separata Inps e autonomi;
- il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica;
- i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori socio-sanitari.
A queste misure se ne stanno aggiungendo altre di carattere regionale e comunale, differenti a seconda delle regioni.
I dati si riferiscono al: 2021
Fonte: Sitly
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Lo stipendio di un laureato in economia è di 1.450 euro
Lo stipendio di un ingegnere è di 1.674 euro netti
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