In Crisi&Ripresa

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Il più fortunato è il laureato che ha iniziato a lavorare nel 1975. Gli altri sono in “rosso”

Forse gli ultimi provvedimenti a favore dei pensionati e la cancellazione della decontribuzione per i nuovi assunti (rimaste solo al Sud) hanno fatto pensare che le priorità fossero altre, ma i grafici qui sopra confermano quale sia l’emergenza maggiore nell’economia italiana: i giovani. Ovvero: la differenza di stipendio padri figli.

La differenza di stipendio padri figli

Ogni linea blu rappresenta coloro che sono entrati nel mondo del lavoro in un anno compreso tra il 1974 e il 2004 e il loro andamento delinea come è salito in quei 30 anni. In questo caso il loro stipendio è indicato a livello settimanale, in termini reali (quindi calcolando l’inflazione) e attualizzato per poter paragonare anni con poteri d’acquisto così diversi. Le linee rosse invece riguardano i giovani che hanno iniziato a guadagnare tra il 1985 e il 2010. 

Sono stati esaminati separatamente coloro che avevano età diverse al primo lavoro, ovvero quelli che ne avevano solo 19-21, 22-24, 25-27 e infine coloro che sono stati occupati per la prima volta a 28-30 anni. E’ evidente che in questi ultimi casi si tratta più facilmente di laureati.

La statistica, proveniente da un’indagine della Banca d’Italia, riguarda solo gli uomini perché il loro tasso di occupazione ha subìto meno mutamenti di quello delle donne e i dati sono maggiormente paragonabili.

Dal confronto tra questi gruppi emerge la netta differenza di stipendio padri figli  tra generazioni: coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 1985 hanno avuto una progressione dello stipendio decisamente inferiore di quella dei fratelli maggiori e dei padri. Come si vede, infatti, le persone che hanno iniziato a lavorare nel 1975 quando avevano tra i 25 e i 27 anni sono quelle che hanno raggiunto i migliori risultati in termini di paga settimanale dopo 30 anni. Coloro, invece, che avevano tra i 20 e i 30 anni, classe d’età che comprende anche i laureati, e hanno iniziato a lavorare dopo il 1985, hanno guadagni decisamente inferiori rispetto alle classi d’età precedenti.

La differenza tra generazioni 

Se si va a vedere più a fondo si scopre che coloro che hanno iniziato a lavorare a 19-21 anni negli anni ’70 (quindi nati negli anni ’50) dopo circa 30 anni di lavoro sono arrivati a guadagnare circa più di 650 euro a settimana, mentre coloro che sono nati 10 anni dopo, pur cominciando negli anni ‘80 con stipendi iniziali maggiori si ritrovano ora dopo una carriera simile con entrate settimanali che non arrivano a 600 euro. Si nota come conti moltissimo lo stop alla progressione degli stipendi avvenuto con la crisi, cioè dal 2008. I dati sono sempre lordi.

E però la distanza tra generazioni si amplia se passiamo a coloro che hanno cominciato a lavorare più tardi, a 25-27 o a 28-30 anni. Qui ci sono i laureati, ed ecco che tra coloro che sono nati a fine anni ’40 e i loro colleghi di 10 anni di giovani vi è circa 100 euro di differenza di stipendio dopo una trentina d’anni, 800 euro contro 700 euro.

Se guardiamo alla progressione dei salari nei primi 10 anni di lavoro di coloro che cominciarono a 25-27 anni ai primi anni ’80, e di quelli che hanno iniziato alla stessa età ma 20 anni dopo, ai primi anni 2000, le differenze sono ancora più forti: nel primo caso si arrivò a sfiorare i 700 euro a settimana, nel secondo, nello stesso lasso di tempo ci si è fermati a circa 500 euro.

Lo stipendio iniziale è sempre più basso 

Certamente in parte anche i 50enni hanno un gap rispetto a coloro che sono nati negli anni ’40 e ’50, che sono le generazioni più fortunate,  ma sono coloro che sono venuti al mondo dopo gli anni ’70 che stanno soffrendo maggiormente, e tra le cause vi è non solo la più grande precarietà e la maggiore sporadicità degli aumenti salariali una volta che è iniziata la carriera, ma proprio il livello sempre minore del primo stipendio, che poi trascina al ribasso anche quelli successivi.

In tutti i casi, qualsiasi sia l’età di inizio, vi è stato un calo del salario di entrata da metà anni ’90 in poi che vediamo in questo grafico:


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Analogamente al primo si distingue tra gli anni di inizio del lavoro e le età di partenza, ma questa volta invece di mostrare l’andamento dello stipendio degli anni si prende in considerazione solo il salario di inizio: le sfere rosse rappresentano il primo salario di chi è nato tra il 1974 e il 2004 mentre le sfere blu rappresentano il primo salario di chi è nato tra il 1985 e il 2010. La curva grigia, invece, rappresenta la media degli stipendi settimanali, la cui entità si osserva sulla scala destra.

Ciò che si nota nella differenza di stipendio padri figli è che fino ai primi anni ‘90 tutti i neo-assunti, anche quelli che avevano solo 20 anni, e quindi evidentemente non erano laureati, ricevevano uno stipendio uguale o superiore a quello ottenuto di coloro che erano entrati l’anno precedente.

E anche se su livelli differenti (da non confondere, linea grigia e punti rossi e blu sono su scale diverse), l’andamento in crescita degli stipendi medi e dei salari di entrata erano simili fino a tutti gli anni ‘80 e quindi non c’era molta differenza di stipendio padri figli. Dopo, non solo il primo stipendio smette di aumentare, ma dal 1995 circa il suo trend si stacca da quello della media, e prende a diminuire in modo inesorabile. Alla fine, il salario settimanale iniziale di una persona che ha cominciato a lavorare nel 2015 a 25-30 anni è stato di poco più di 300 euro, appena più alto di coloro che sono partiti a 19-24 anni, anche qui presumibilmente laureati nel primo caso e diplomati nel secondo, ma soprattutto molto più basso di chi aveva iniziato alla stessa età nei primi anni ’90, che prendeva tra i 350 euro e i 400 euro.

E’ una tendenza in realtà internazionale. Analoghe ricerche negli Usa (di The Equality of Opportunity Project) mostrano che solo metà di coloro che sono nati nel 1985, quindi che sono trentenni, guadagnano più dei loro genitori alla stessa età, mentre tra coloro che sono nati nel 1940 erano il 91%. In Italia probabilmente le percentuali sono ancora minori, del resto il rallentamento e poi lo stop della crescita ci ha colpito più duramente che chiunque altro, eccetto forse la Grecia.

Oltre all’asfittico andamento del reddito conta molto la segmentazione del mondo del lavoro, in cui non vi è per i più giovani come la stessa protezione per i giovani che c’è stata e c’è ancora per coloro che hanno cominciato a lavorare molti anni fa, ma questa è un’altra storia.

Per avere un esempio concreto di quanta sia la differenza di stipendio padri figli basta leggere questo articolo di Truenumbers che spiega a quanto ammonta lo stipendio medio di un poliziotto.

I dati si riferiscono al: 1974-2010

Fonte: Banca d’Italia

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