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Il 51% utilizza servizi di tecnofinanza. Solo Francia, Belgio e Lussemburgo vanno peggio

Il digital divide non è un ricordo del passato ma si estende ora anche al fintech: solo il 51% degli italiani ha utilizzato servizi di tecnofinanza tra il 2018 e il 2019. A prima vista sembrerebbe un buon numero, ma in Europa siamo tra gli ultimi (anche se le startup fintech iniziano a prendere piede). I consumatori peggiori dopo l’Italia sono il Belgio e il Lussemburgo (42%) e la Francia (35%). La Russia invece guida la classifica con un exploit di consumatori pari all’82%. Nel mondo solo Cina e India vanno meglio (87%). La ricerca ha preso in considerazione oltre 27 mila adulti “digitalmente attivi” e comprende servizi quali: trasferimenti di denaro e pagamenti, budget e pianificazione finanziaria, risparmi e investimenti, prestiti e assicurazioni.

La nuova finanza entra in casa

Se pensate che il fintech non vi riguardi, vi sbagliate di grosso. La tecnofinanza è ovunque e sta cambiando il modo in cui facciamo acquisti, risparmiamo e otteniamo prestiti. Questo termine si riferisce a qualsiasi innovazione tecnologica nei servizi finanziari e abbraccia mondi molto diversi, tra cui i mercati finanziari, le banche tradizionali, le assicurazioni e naturalmente le startup fintech. La tecnofinanza regola il funzionamento delle app ma anche dei software più complessi che comprendono l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dei big data, della blockchain e del crowdfunding.

Le startup fintech più famose

Le usiamo quotidianamente, e la cosa non ci stupisce più di tanto. Eppure, queste app hanno rivoluzionato il modo in cui facciamo acquisti: parliamo di Paypal, Apple Pay e Satispay. Anche il modo in cui trasferiamo il denaro è cambiato; basti pensare a sistemi come i Bitcoin (le famose criptovalute utilizzate a livello mondiale) e a Ripple (serve per trasferire fondi in tempo reale). Tra le startup fintech italiane più famose c’è proprio Satispay. Ma non è l’unica: Moneyfarm offre consulenza finanziaria tramite un robot, Prestiamoci ha contribuito a introdurre il prestito tra privati in Italia, Credimi permette alle aziende di ottenere prestiti nel giro di 48 ore e Sardex ha persino introdotto una moneta alternativa sarda.

I dati si riferiscono al: 2018-2019

Fonte: Ernst & Young

Leggi anche: Le banche investono nel fintech solo 134 milioni

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