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 In Green Economy

Presenti nel 21% dei casi: sono i rifiuti più diffusi. Restano 10 anni nell’ambiente

Il vostro vicino di ombrellone fuma in spiaggia e lascia i mozziconi nella sabbia come fosse un posacenere? Ecco, si deve sapere che quel mozzicone impiegherà almeno 10 anni per degradarsi del tutto, una volta finito in mare. Le sigarette non solo uccidono 7 milioni di persone (secondo gli ultimi dati in merito dell’Organizzazione mondiale della sanità), ma mozziconi e filtri sono diventati la prima causa di inquinamento sulle spiagge europee tra quelli che appartengono ad una specifica categoria.

I rifiuti sotto l’ombrellone

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, organismo fondato nel 1990 per monitorare le condizioni ambientali dell’Unione europea, mozziconi e filtri di sigarette rappresentano il 21% dei rifiuti raccolti sulle spiagge europee dal 2013 al 2019. Come si vede nel grafico in alto, che rappresenta le principali tipologie di sporcizia raccolti sulle spiagge europee, la seconda tipologia di rifiuti sono i piccoli pezzi di plastica tra i 2,5 e i 50 centimetri, che rappresentano l’8% dei casi. Ma le spiagge europee sono inquinate anche da oggetti in poliestere, come i sacchetti, e dai cappucci in plastica che vengono utilizzati per i bicchieri delle bevande (entrambi sono il 5% dei rifiuti raccolti).

Mari inquinati

Ma quanto ci mettono i resti delle sigarette fumate a biodegradarsi? Il National Oceanic and Atmospheric Administration, agenzia federale americana che si occupa di oceanografia, meteorologia e climatologia, e il suo programma di ricerca “The Woods Hole Sea Grant” stimano che i mozziconi di sigaretta impiegano dieci anni, mentre per i sacchetti di plastica può essere necessario il doppio del tempo. Tempi considerevoli, ma molto più bassi di quelli necessari per altre tipologie di rifiuti. Le bottiglie di plastica, ad esempio, possono impiegare anche 450 anni per distruggersi.

Miliardi di mozziconi

Per avere un’idea delle dimensioni del fumo nel mondo si devono prendere le stime del progetto di ricerca Cigarette Butt Pollution Project. Ogni anno nel mondo vengono fumati 5,6mila miliardi di sigarette (che si stima passeranno a 9mila miliardi nel 2025), e la quasi totalità (5mila miliardi) dei filtri è “dispersa nell’ambiente” (vale a dire gettata ovunque capiti), dove può diventare cibo per animali, come può avvenire con gli uccelli che hanno come proprio habitat proprio le spiagge e il mare.

Gli angeli delle spiagge

I dati sui rifiuti nelle spiagge vengono raccolti grazie alle campagne di volontari che perlustrano le coste di Mar Baltico, Mar Nero, Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico nord-orientale, cercando di documentare ciò che trovano con l’app Marine LitterWatch dell’Agenzia europea dell’ambiente. Gli utenti sono in particolare organizzazioni non governative, associazioni della società civile e altre comunità che organizzano e facilitano il monitoraggio o la pulizia di eventi. I dati vengono controllati dall’Agenzia europea dell’ambiente.

I dati si riferiscono al: 2019 

Fonte: Agenzia europea dell’ambiente 

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