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A Germania e Italia i record negativi per numero di vittime. Ecco il confronto tra Milano e Bruxelles

Un incendio in un capannone di Quarto Oggiaro, a Milano, sta tormentando l’aria del capoluogo lombardo. L’Arpa, che monitora costantemente la qualità dell’aria, assicura che le strumentazioni non rilevano presenza anomala di sostanze tossiche. Le fiamme del capannone di Quarto Oggiaro hanno solo anticipato il dibattito sulla qualità dell’aria milanese che generalmente diventa oggetto di polemiche all’inizio dell’inverno.

Inquinamento, 450mila i morti ogni anno

Stime prudenziali dell’Unione europea parlano di almeno 450mila persone che in media ogni anno muoiono prematuramente a causa della bassa qualità dell’aria. Dati impressionanti. Per l’Organizzazione mondiale della sanità questo è uno dei principali fattori di rischio per la salute dell’essere umano, costantemente minacciato da ciò che respira. Anche per questo la Ue punta a ridurre del 30% le emissioni di Co2, come Truenumbers ha raccontato in questo articolo.

A causare la morte di migliaia di europei ogni anno sono le polveri sottili (Pm), il diossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3). Il grafico in apertura mostra la stima del numero dei morti da inquinamento nel 2014 in Europa, secondo due diversi scenari ipotizzati dall’Agenzia ambientale europea nel suo annuale report sulla qualità dell’aria.

I morti per inquinamento atmosferico

La differenza tra le due ipotesi sta nella concentrazione di polveri sottili e diossido d’azoto. La quota di ozono resta invece invariata sia nella prima che nella seconda ipotesi. Secondo i dati derivanti dallo scenario A (linea verde) in Europa si sono contati, nel 2014, 399mila morti prematuri a causa dell’esposizione di Pm, 75mila da diossido di azoto e 13.600 da esposizione all’ozono. Totale oltre 487mila persone.

La linea rossa sintetizza, invece, i dati derivanti dall’applicazione dello scenario alternativo. La quota dei morti per inquinamento atmosferico a causa dell’esposizione alle polveri sottili cala del 18% e si attesta a 332mila individui. Triplicano, invece, i morti a causa del NO2: passano da 75mila a 229mila. Il totale, comprese le vittime per l’ozono, sale così a quasi 575mila.

A Germania e Italia i record negativi

Se questi sono i numeri che fotografano l’intera Unione, il grafico qui in basso rappresenta un focus sui alcuni singoli paesi europei. Nelle quattro slide vengono rappresentati, esattamente con gli stessi criteri del grafico generale, le stime su Italia, Germania, Francia e Spagna.

La Germania è il paese che, in entrambi gli scenari, conta più morti per inquinamento atmosferico in tutta Europa: 81mila secondo i primi calcoli e oltre 101mila secondo le stime alternative. L’Italia purtroppo segue a ruota, al secondo posto. Secondo le stime pubblicate dall’agenzia ambientale europea, il numero dei morti per inquinamento atmosferico potrebbe oscillare tra i 79.820 e i 95.930 dello scenario alternativo.

Come sottolinea l’Unione, del resto, non in tutti gli stati membri l’inquinamento affligge la popolazione nella stessa maniera. Un impatto più alto si ha nei paesi dell’Europa Centro-Orientale e in Italia. Nell’Europa Nord-Occidentale, invece, si registrano numeri inferiori.

L’inquinamento a Milano

Ma come cambia l’inquinamento atmosferico in due diverse città europee? Guardiamo i casi di Bruxelles e, appunto, di Milano. Lo stesso studio comunitario confronta diverse città per mostrare come le abitudini della popolazione possano influenzare l’inquinamento dell’aria prodotto da Pm.

Il grafico qui sopra mostra qual è il settore che produce le polveri sottili che infestano le due città. Inoltre, lo stesso grafico mostra anche da dove provengono le polveri sottili che compongono la colonna “totale” – cioè se sono prodotte dalla stessa comunità di cittadini di Bruxelles e Milano o se arrivano da fuori.

La quota maggiore di Pm che infesta l’aria della capitale belga è legata all’attività agricola, 27,7%, seguono i trasporti con il 22,9% e poi l’attività industriale, con il 18,2% mentre per Milano è diverso. La gran parte dell’inquinamento è legato al riscaldamento degli appartamenti, a causa spesso di caldaie molto vecchie e mal tenute: il 30,3% delle polveri complessive sono prodotte dalle abitazioni (contro l’8,6% di Bruxelles). Anche i trasporti nel capoluogo lombardo impattano più di quanto facciano nella capitale belga: 24% (meglio usare l’auto a gas). Sono seguiti dall’attività industriale che pesa invece meno: appena per il 13% delle polveri sottili in città.

I dati si riferiscono all’Air Quality Europe 2017 – stime sulle vittime su dati 2014

Fonte: Unione europea-Agenzia ambientale europea

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