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Sarà comunque superiore a quella del 2021, quando scenderà a un +2,5%

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Nel 2020 a dispetto della devastante crisi economica che ha iniziato a mostrare i propri segni la spesa pubblica aumenterà, e non di poco. La crescita delle uscite del 3,7% del resto è anche conseguenza dello sforzo di tamponare la crisi, a costo di avere un debito e un deficit senza precedenti, ovviamente.

Totalmente lo Stato Italiano nel 2020 spenderà 897 miliardi e 424 milioni euro secondo le previsioni del governo, circa 33,5 miliardi in più rispetto al 2019. Nel 2021 si salirà a 920 miliardi e 576 milioni e nel 2022 a 927 miliardi e 211 milioni.

E’ chiaro che come sempre accaduto anche in questo caso gli aumenti di spesa non saranno omogenei, e forse questa volta anche meno. Come si vede dall’infografica vi sono ministeri per cui saranno addirittura in doppia cifra. Per esempio il MIT, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per cui la crescita sarà addirittura del 21,7%, ovvero di 3 miliardi e 480 milioni circa. Tutti in conto capitale. Vi è un raddoppio infatti della spesa in ferrovia ma soprattutto una quadruplicazione di quella in sistemi stradali e autostradali, per cui i capitali investiti passano da da 1,1 a 4,6 miliardi. Il ponte di Genova e la ristrutturazione delle tante gallerie che stanno rallentando il traffico in Liguria molto probabilmente c’entrano con questi numeri.

Decuplica in 3 anni la spesa in sviluppo sostenibile

Naturalmente, a maggior ragione perchè non si stratta di uscite correnti, il 2021 si cambia registro almeno al MIT, con un crollo delle spese di ben il 31,5%.

E’ quanto accade anche in altri ministeri, come l’agricoltura, dove alla crescita dell’11,1% nel 2020 corrisponde una riduzione del 6,6%. La motivazione di questo incremento, almeno nel 2020, è all’incirca la stessa di quella che interessa anche il ministero dell’ambiente, dove la spesa aumenta quest’anno del 12,5%, ma poi solo dell’1,4% nel 2021, ovvero lo sviluppo sostenibile, che nel caso dell’agricoltura si traduce in sviluppo rurale.

Quest’ultima voce aumenta di 195 milioni, più che raddoppiando, mentre all’interno dei programmi del ministero dell’ambiente quello che fa aumentare più di tutte la spesa è la prevenzione idrogeologica del territorio.

La spesa ambientale più grossa però è quella che non si vede, perchè incastonata dentro l’enorme budget del Ministero dell’Economia e delle Finanze, MEF. Il suo programma “Sostegno allo sviluppo sostenibile” passa da 132,6 milioni del 2019 a 587,3 nel 2020, a 930 nel 2021 a un miliardo e 420 milioni nel 2022. Non si vede, si diceva, perchè complessivamente la spesa del MEF quest’anno sarà di 606,3 miliardi, contro quella di poco più di un miliardo del ministero dell’ambiente.

Si tratta di una attenzione all’ambiente che probabilmente c’entra anche con la possibilità di ricevere fondi europei a questo scopo e di fare aiuti di Stato, come in Germania, se indirizzati a rendere più verdi le aziende per esempio.

Cenerentola della spesa, con un calo degli stanziamenti dell’11,7% quest’anno, del 17% nel 2021, del 9,6% nel 2022, il ministero dei beni culturali. Il budget passerà in tre anni da 2 miliardi e 664 milioni a uno e 720 milioni, con un taglio imponente proprio della voce della tutela del patrimonio culturale. Che a questo punto sarà l’ennesima vittima del Covid19.

I dati si riferiscono al 2019-2022

Fonte: Senato della Repubblica

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