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Il residuo fiscale premia il Nord. Ma il Sud, secondo i conti di Cpt, riceve meno

É vero: se guardiamo i dati sul residuo fiscale, la differenza tra quanto un territorio versa sotto forma di tasse e quanto riceve, le regioni del Sud ne escono malissimo. Ma se pensate che i cittadini del Sud abbiano a disposizione una quota pro-capite di spesa pubblica maggiore a quella dei cittadini del Nord, vi state sbagliando. Certo, sotto alcuni aspetti (se guardiamo le risorse trasferite direttamente dallo Stato centrale) i cittadini del Sud ricevono di più nella spesa pubblica e, quindi, anche nella sanità (il settore della spesa pubblica che, per colpa del coronavirus, abbiamo guadato con più attenzione negli ultimi mesi).

Ma se andiamo a vedere i dati dei Conti pubblici territoriali (vedremo che cos’è), che prende in considerazione anche le espressioni più locali della pubblica amministrazione, il quadro che emerge è abbastanza diverso. Secondo i dati di Cpt la regione con una spesa pubblica pro-capite più alta è la Valle d’Aosta.

La spesa pubblica pro-capite

Su questo tema ci sono i dati della Ragioneria dello Stato. Sono senza dubbio interessanti, ma rischiano di essere parziali. Come precisa la stessa Ragioneria dello Stato su 500 miliardi in questione sarebbero attribuibili alle regioni solo 270. Questo conto, infatti, prende in considerazione solo i pagamenti dello Stato centrale, tenendo fuori voci importantissime come la spesa regionale per la sanità o quelle delle controllate pubbliche che si occupano di servizi come la raccolta dei rifiuti o il trasporto pubblico.

Secondo molti ricercatori, tra i quali si possono inserire anche quelli dello Svimez che si occupano proprio di queste tematiche, farebbero molto di più al caso nostro i dati dei Conti Pubblici Territoriali, istituzione che fa parte dell’Agenzia per la coesione territoriale. I dati, in questo caso, includono tutti i flussi finanziari, anche quelli del cosiddetto “settore pubblico allargato”, le società di diritto privato a controllo pubblico.

Le differenze tra il Nord e il Sud

Se per la Ragioneria, infatti, il Sud e i suoi abitanti ricevono circa 3.800 euro di spesa pubblica pro capite ogni anno, mentre al Centro-Nord la cifra scende al 3.375, guardando i dati del Cpt sul totale della pubblica amministrazione il Centro-Nord supera il Sud con una spesa pro capite di 13.400 euro contro i 10.900. Se nel conto si include anche il settore pubblico allargato il divario arriva a quasi 4 mila euro a persona, con una spesa pubblica pro capite al Centro-Nord pari a 17 mila euro e al Sud pari a 13.300.

Leggi anche: Andamento della spesa pubblica in Europa: ecco dove sale

Le regioni che ricevono di più

Possiamo, però, vedere i numeri delle singole regioni: nel grafico in alto trovate tutti i dati. Scopriamo che la Valle d’Aosta è prima in classifica sia prendendo in considerazione la voce della pubblica amministrazione nel suo complesso, sia quella che considera il settore pubblico allargato con i servizi pubblici gestiti dalle partecipate e le società di diritto privato a controllo pubblico. Come Eni, ad esempio.

Scorrendo tra le slide (il primo grafico considera la spesa di tutta la pubblica amministrazione, il secondo stima anche quella allargata) vediamo le differenze tra le due classifiche. Ma possiamo, senza dubbio, notare che le regioni del Nord occupano tutte (o quasi) le prime posizioni in classifica. Quindi, il Nord sottrae risorse al Sud? Non proprio. Certamente questi dati sono un po’ più completi di quelli della Ragioneria dello Stato, ma dipende anche da che cosa vogliamo vedere.

Fonte: Conti pubblici territoriali 

I dati si riferiscono al: 2018 

Leggi anche: L’andamento della spesa pubblica italiana degli ultimi 10 anni 

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