Il 40% delle informative inviate a istituzioni e forze di polizia riguarda il terrorismo
I servizi segreti italiani sono al centro di una spystory italo americana che coinvolge, oltre al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, anche il ministro della Giustizia americana William Barr e il cosiddetto Russiagate. Ma come funzionano i servizi segreti italiani? Sapere quanti sono quelli che si occupano di spionaggio è, appunto, un segreto. E anche cercare di capire quanto guadagnano gli agenti. Ogni tanto vengono pubblicati bandi di concorso per lavorare nei servizi segreti italiani, ma la paga è top secret.
Cosa fanno i servizi segreti
Si può sapere, però, su cosa lavorano. E la risposta arriva ogni anno dalla Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza che viene presentata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. In questa Relazione vengono approfonditi gli scenari delle principali minacce per la sicurezza nazionale.
La legge che regola i servizi segreti è la 124 del 3 agosto 2007 ed è denominata “Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto”. La legge è stata voluta dal governo Prodi e organizza le due anime dei servizi italiani: l’Aisi e l’Aise. Il coordinamento tecnico-amministrativo spetta invece al Dis. È il presidente del Consiglio che spetta la direzione e la responsabilità generale della politica dell’informazione per la sicurezza. Si occupa anche dell’apposizione e della tutela del segreto di Stato e di alcune nomine. È il premier che può nominare o revocare dei direttori e vice direttori dei servizi di informazione per la sicurezza degli organi Aisi e Aise. È sempre il premier a stabilire l’ammontare annuale delle risorse finanziare per i servizi segreti, di cui deve dare comunicazione al Comitato parlamentare, il cosiddetto Copasir, il comitato presso il quale il 23 ottobre ha deposto proprio Giuseppe Conte.
Servizi segreti, che cosa è l’Aise
E’ l’Agenzia Informazioni Sicurezza Esterna è l’organo che elabora tutte le informazioni utili alla difesa dell’indipendenza, dell’integrità e della sicurezza della Repubblica dalle minacce provenienti dall’estero. Ha compiti e attività di intelligence al di fuori del territorio nazionale e nel territorio nazionale nella branca del controspionaggio e può svolgere operazioni sia all’interno sia all’esterno del territorio nazionale, inteso come spazio terrestre, aereo o navale o marittimo, come pure le ambasciate italiane all’estero. Prima della riforma del 2007 si chiamava Sismi.
Come si vede nel grafico in alto il 40% delle informative inviate a enti istituzionali o a forze di polizia nel 2018 ha riguardato la minaccia terroristica e l’estremismo di matrice internazionale. La seconda attività, racchiusa nella categoria “immigrazione clandestina e criminalità organizzata” ha rappresentato il 12% delle informative.
Come funziona l’Aisi
E’ l’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna e si occupa della parte operativa. Prima della riforma si chiamava Sisde. Ha il compito di ricercare ed elaborare tutte le informazioni utili per difendere la sicurezza interna da ogni minaccia, da ogni attività eversiva e da ogni forma di aggressione criminale o terroristica. Anche l’Aisi nel 2018 si è occupata in particolare di evitare la minaccia terroristica e l’estremismo internazionale. Ma le attività per il contrasto dell’immigrazione clandestina e la criminalità organizzata (nel Rapporto vengono messe assieme) riguardano il 19% delle informative.
Chi coordina chi?
A questo ci pensa il Dis, il Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza. Un tempo si chiamava Cesis ed è il cuore pulsante dei servizi segreti italiani. Qui si intrecciano i dati e si coordinano le azioni d’intelligence. Ha compiti di coordinamento e di vigilanza sull’attività delle agenzie e sulla corretta applicazione delle disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Il direttore è il generale della Guardia di finanza Gennaro Vecchione. C’è però anche il Cisr, Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. E’ composto dal presidente del Consiglio, dall’autorità delegata, dal ministro degli Affari esteri, dal ministro dell’Interno, dal ministro della Difesa, dal ministro della Giustizia, dal ministro dell’Economia e delle finanze e dal ministro dello Sviluppo economico. Svolge attività di consulenza, proposta e deliberazione degli indirizzi della politica sulla sicurezza. Infine, ecco il Copasir: l’organo parlamentare che controlla l’operato dei servizi segreti italiani.
I dati si riferiscono al: 2018
Fonte: Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza
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