Sono quasi 100mila le persone controllate ogni giorno in Italia
Lo scorso marzo, durante il primo e più severo lockdown, erano stati stringenti, severi, spesso anche criticati, e anche per questo in seguito i controlli e le sanzioni anti-Covid erano fortemente diminuiti. Per poi crescere nuovamente con l’arrivo della seconda ondata, ma senza mai raggiungere i livelli della primavera.
Basti pensare che in tutto il mese di marzo 2020 le persone controllate erano state 3 milioni e 882mila, decollate a 7 milioni e 771mila in aprile, per poi scendere a 4 milioni e 766mila in maggio, mentre nel pieno della seconda ondata a novembre coloro che erano stati fermati dalle forze dell’ordine erano stati 2 milioni e 315mila. Che sono saliti a 2 milioni e 405mila a dicembre, ma rimanendo, nonostante gli annunci sui controlli rafforzati per il Natale, meno della metà che in aprile.
In gennaio sono diventati 2 milioni e 781 mila, rimanendo poi stabili a febbraio a quota 2 milioni e 769 mila. Nella prima metà di marzo nonostante l’aggravamento delle restrizioni non sembra esserci stato un rafforzamento della vigilanza da parte delle forze dell’ordine. In media si è viaggiato in particolare nell’ultima settimana (7-13 marzo) sui 96 mila controlli al giorno. Con un picco di 106.951 venerdì 12 marzo. Che hanno dato luogo mediamente a 1.490 sanzioni personali quotidiane.

Anche le sanzioni anti-Covid in calo rispetto alla primavera
Le sanzioni anti-Covid più gravi, quelle che danno luogo alla denuncia, sono una minoranza. La grande maggioranza riguardano le violazioni delle restrizioni riguardanti i confini comunali o regionali, l’uso delle mascherine o gli assembramenti. Solitamente sono multe date a chi è andato senza una ragione valida da una regione all’altra, o a chi non indossa protezioni laddove sono richieste.
Diverso è il caso di coloro che dovrebbero essere in quarantena per essere risultate positive al Covid o perché contatti stretti di questi ultimi. In questo caso le sanzioni anti-Covid si traducono in una denuncia penale, e non solo in una multa. E hanno riguardato 91 persone nell’ultima settimana. Che arrivano a 164 se consideriamo tutto il primo scorcio di marzo. Sono comunque meno per ora delle denunce comminate a febbraio, 395 in tutto, stesso identico numero di gennaio. A dicembre il loro numero era stato di 386, in netto calo rispetto ai 628 di novembre, quando per il picco dei contagi si era giunti a ben 900 mila persone in isolamento.
I dati attuali sono più bassi anche di quelli della prima ondata, quando pure i positivi totali e le persone in quarantena erano meno, visto che il tracciamento effettuato era molto più debole, i tamponi effettuati molto meno di oggi. Nonostante questo in aprile erano state 550 le persone per le quali le sanzioni anti-Covid si erano tradotte in denunce.
Quanti esercizi vengono controllati?
Oltre che sulle persone i controlli avvengono anche sulle attività, le imprese, gli esercizi commerciali. Nella settimana tra il 7 e il 13 marzo sono stati 88.322 quelli che hanno subito ispezioni ed accertamenti, e 501 sono state quelli sanzionati. Per 142 è stata disposta la chiusura provvisoria, di non più di 5 giorni e per 54 una più lunga, fino a 30 giorni, oltre alle multe. Si tratta in questi ultimi casi delle violazioni più gravi, come per esempio nel caso di bar e ristoranti l’apertura al di là dell’orario consentito, con cene e a volte feste private magari nel retro del locale.
Nel complesso il numero delle chiusure quotidiane dell’ultima settimana è di circa 28, superiore alle 22 del mese di febbraio, quando tra provvisorie o più lunghe sono state in tutto 631. In gennaio invece si è arrivati a 755. Più che a dicembre, quando nonostante le feste sono state solo 555. Anche in questo caso comunque i numeri della prima ondata erano stati superiori. In aprile gli esercizi cui erano state comminate le sanzioni anti-Covid più dure erano stati 944.
Scesi appena a 157 in luglio, quando l’emergenza sembrava ormai passata. La speranza è che le condizioni della pandemia consentano anche per il 2021 di arrivare a una situazione, questa volta definitiva, in cui non sia più necessario fare controlli e tanto meno comminare sanzioni.
I dati si riferiscono al 2020 e 2021
Fonte: Ministero dell’Interno
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