Di Maio rischia di nuovo il Maalox del 2014. Salvini punta a stracciare il record del suo partito
La tenuta dell’esecutivo nazionale, i rapporti di forza tra alleati di governo, la possibilità di “contare qualcosa” in Europa. È questa la posta in gioco alle elezioni europee del 26 maggio e tutto dipenderà dai risultati delle due forze di maggioranza, Movimento 5 stelle e Lega. Il primo spera di confermare i voti dell’ultima tornata elettorale o, quantomeno, di non scendere sotto quota 20%; la seconda punta a capitalizzare la popolarità di Matteo Salvini e di superare il 30%, come anticipato da mesi di sondaggi. Per essere pronti alla notte elettorale, però, non si può non partire dai risultati di M5s e Lega alle europee del 2014.
I risultati di M5s e Lega nel 2014
25 maggio 2014. Gli italiani sono chiamati a rinnovare il Parlamento europeo dopo anni di crisi economica, di rischi per la tenuta dell’euro e di politiche di austerity. A Palazzo Chigi c’è ancora Matteo Renzi, all’apice della popolarità, mentre il Movimento 5 Stelle si prepara al suo debutto per le elezioni europee. Nel fronte del centrodestra, invece, Matteo Salvini è da poco segretario della Lega Nord (un partito ormai sull’orlo del collasso, dopo gli scandali che hanno travolto Umberto Bossi), mentre Silvio Berlusconi ha da poco rifondato Forza Italia dopo la scissione con l’ex delfino Angelino Alfano. Insomma, l’Italia chiamata al voto per rinnovare l’Europarlamento è molto diversa da quella attuale.
Lo confermano i risultati elettorali. Come si vede dal grafico sopra, il Partito democratico ottiene il famoso 40,82% sbandierato poi per anni da Matteo Renzi (un risultato storico in termini percentuali, ma non in valori assoluti: il PCI prese 500mila voti in più alle europee del 1984 sull’onda della recente morte di Enrico Berlinguer). Il Movimento 5 stelle supera di poco il 20%, in calo rispetto alle politiche del 2013 (una sconfitta passata alla storia per il Maalox preso da Beppe Grillo), mentre la Lega (ancora Nord) di Matteo Salvini si deve accontentare di un magro 6,16%. Il resto del centrodestra, invece, si divide fra il 16% di Berlusconi e il 4,38% di Ncd e Udc. Riesce a entrare per un soffio in Parlamento europeo anche la lista L’altra Europa con Tsipras, nonostante la soglia di sbarramento fissata al 4% dalla legge elettorale.
La Lega (Nord) dal 1989 a oggi
Tornando ai nostri giorni, mentre per il Movimento 5 stelle si tratta della sua “seconda volta” alle elezioni europee, la Lega ha una storia ben più lunga alle spalle. Il 26 maggio prossimo, infatti, Matteo Salvini non punta soltanto a capitalizzare il consenso che ha conquistato negli ultimi mesi e a diventare la prima forza politica del Paese, ma anche a battere tutti i risultati raggiunti in passato dal suo partito.
Il grafico mostra la percentuale di voti ottenuta dalla Lega (identificata genericamente come “Lega Nord”, anche se ha assunto nomi diversi nel corso del tempo) dal 1989 al 2014. Sono esclusi i risultati del 1979, data della prima elezione diretta dell’Europarlamento, perché all’epoca la Lega come la conosciamo oggi ancora non esisteva, e i risultati del 1984 (anno in cui si presentò alle elezioni soltanto la Liga Veneta).
È nel 1989, infatti, che i vari partiti autonomisti del Nord Italia si riunirono sotto un’unica sigla per correre alle elezioni europee. In quell’occasione la “Lega Lombarda – Alleanza Nord” ottenne l’1,83% dei voti e 2 seggi (lo sbarramento del 4% è stato introdotto solo nel 2009). 5 anni dopo, siamo nel 1994, la neonata Lega Nord raggiunse il 6,56% grazie al traino di Tangentopoli e alla popolarità del suo leader, Umberto Bossi. Nel 1999 un primo calo, per poi risalire al 4,96% delle europee del 2004, fino a toccare il record (finora imbattuto) del 2010. Riuscirà Matteo Salvini a batterlo?
I dati si riferiscono al: 1989-2014
Fonte: Ministero dell’Interno
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Quanti sono gli europei che non vivono nel proprio Paese
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