Nell’ottobre del 2020 era al 33% del tempo nel Tg1, oggi è al 2,87%
L’infografica qui sopra rappresenta la percentuale del tempo dedicato dai Tg Rai a interviste o dichiarazioni di Giuseppe Conte nell’ottobre del 2021 confronto con lo stesso mese dell’anno scorso. Come si può vedere in 12 mesi vi è stato un crollo, dovuto in gran parte alla fine del suo secondo governo. Si tratta di dati tratti dai report dell’Agenzia della Comunicazione (Agcom), che si occupa di monitorare l’osservanza della par condicio e l’effettiva presenza di pluralismo nei Tg e nei programmi politici in Tv.
Perché i 5Stelle non andranno più in Rai
Sono dati importanti che potrebbero spiegare la furia dell’ex premier che, all’indomani dell’accordo politico sulle nomine Rai, ha dichiarato che nessun esponente del suo partito parteciperà più a trasmissioni Rai. L’accordo di cui si lamenta Conte ha portato a nuove nomine ai Tg Rai e, in particolare: Monica Maggioni al Tg1 e Simona Sala al Tg3 mentre Gennaro Sangiuliano è stato confermato al Tg2. Una polemica al calor bianco anche perché viene dal leader di un partito che aveva fatto dello slogan “fuori i partiti dalla Rai” uno dei propri cavalli di battaglia.
“I partiti fuori dalla Rai”
Il tema del rapporto tra Rai e politica è caldissimo almeno dagli anni ’80, quando emerse in modo esplicito la cosiddetta lottizzazione dei Tg e dei canali della Tv pubblica. Divenne ancora più controverso con la discesa in campo di Silvio Berlusconi, proprietario del principale e per lungo tempo unico concorrente della Rai, la Fininvest. Le nomine ai vertici di Viale Mazzini sono, quindi, sempre occasione di polemica politica. Come è accaduto anche di recente.
Rai e Conte, i motivi dello scontro
Ed è qui che entrano in gioco, in particolare, i rapporti tra la Rai e Conte. L’assenza, tra i direttori dei Tg appena scelti, di figure vicine al Movimento 5 Stelle ha provocato l’ira dell’ex premier. La crisi dei rapporti tra M5S e la Rai è del resto evidente anche dai numeri sulle sue presenze nei telegiornali. Di tutto il tempo in cui un politico ha parlato al Tg1 nell’ottobre 2021, solo il 2,87% è stato dedicato a Giuseppe Conte.
Mario Draghi il più presente nei Tg
Tra i politici più presenti in Rai naturalmente il primo posto è andato a Mario Draghi, con il 19,6% degli spazi di informazione di Rai1, seguito da Sergio Mattarella con l’8,67%. Tra i leader di partito che non ricoprono incarichi istituzionali quello cui l’ammiraglia della Rai nei suoi Tg ha dedicato più minuti è stato Matteo Salvini, con il 6,08% del tempo. Prima di Conte vi sono anche Enrico Letta (4,3%), Roberto Speranza (3,59%), e Giorgia Meloni (3,28%).

Il tempo Rai dato a Conte da premier
I numeri degli altri canali Rai non sono molto diversi. Vi è in generale meno spazio per il premier Draghi, che al Tg3 è superato da Mattarella, il quale, a sua volta, al Tg2 è sopravanzato da Matteo Salvini. Per quanto riguarda Giuseppe Conte, raggiunge il massimo dell’esposizione nella terza rete, che gli riserva il 3,27% dei minuti dedicati a interventi e dichiarazioni dei leader.
Sono lontanissimi i tempi in cui sedeva a Palazzo Chigi. Secondo gli stessi dati di Agcom nell’ottobre dell’anno scorso il rapporto tra la Rai e Conte era molto più stretto. All’allora Presidente del Consiglio era concesso ben il 33% dei minuti del Tg1 in cui parlava un politico. Questa percentuale scendeva al 13,68% al Tg2, al 22,39% al Tg3 e al 28,99% a Rai News. Cifre comunque non paragonabili con quelle di oggi.
La presenza dei partiti nei Tg Rai, Pd al primo posto
Agcom non ha analizzato solo la presenza dei politici in Tv, nei programmi Rai e quelli delle altre reti, ma anche quella dei singoli partiti.
Dai dati emerge immediatamente la supremazia del Pd. Nonostante sia oscillato, secondo i sondaggi, intorno al 20%, scendendo spesso al di sotto di tale soglia, la formazione di Enrico Letta dopo ha avuto nel 2021 più del 25% degli spazi dedicati ai partiti nei Tg Rai. Nell’ottobre del 2020, quando era al potere il governo “giallo-rosso”, aveva ottenuto addirittura il 31,42% del tempo. A distanza si è posizionata la Lega, che pure fino a pochi mesi fa era in testa ai sondaggi.
Mentre il Movimento 5 Stelle, che durante l’esecutivo di Conte era messo un po’ in ombra, ha ottenuto più visibilità solo dopo la sua fine. Tuttavia proprio nell’ottobre del 2021, in seguito alle deludenti elezioni comunali, ha visto di nuovo la propria presenza in netto calo, al 12,95%, una percentuale inferiore a quella che gli attribuiscono i sondaggi elettorali.
Anche questo, molto probabilmente non ha contribuito a migliorare i rapporti tra la Rai e Giuseppe Conte, nel frattempo diventato leader del M5S. E le nomine sono diventate l’ultima goccia.
I dati si riferiscono al 2020 e 2021
Fonte: Agcom
Leggi anche: Il Pnrr di Draghi e quello di Conte: il confronto
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