Lo stipendio di un console è di 62mila euro l’anno

Dal caso Claudi al processo Giffoni, vita e stipendi degli diplomatici italiani

Si conclude dopo sette anni e mezzo il procedimento a carico di Michael Giffoni, il diplomatico italiano accusato nel 2014 di favorire l’immigrazione clandestina mentre ricopriva la carica di primo ambasciatore d’Italia in Kosovo. Una carriera distrutta dopo 22 anni di servizio: dal 1992 al 2014. La brillante e lunga carriera di Giffoni inizia negli anni Novanta in Bosnia dove il diplomatico, nato a New York nel 1965, era capo della task force per i Balcani guidata dell’alto rappresentante per la politica estera Ue Javier Solana. In seguito arriva l’incarico a Prestina, come primo ambasciatore d’Italia in Kosovo, infine, prima di venire destituito, Giffoni prestava servizio in nord Africa come capo dell’ufficio per la transizione araba.

Il processo all’ambasciatore Michel Giffoni

La pesante accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dai Balcani verso l’area Schengen ha distrutto la carriera e la vita di Giffoni. In questi sette anni il consigliere d’ambasciata, insieme alla perdita di ranghi e stipendio, ha affrontato la fine del suo matrimonio, ha avuto due infarti, un ictus, un tumore.  Contro la decisione del ministero degli Esteri di procedere, prima che iniziasse il processo, con la più alta sanzione prevista, ovvero la destituzione immediata, Giffoni ha presentato due ricorsi, accolti al Tar del Lazio nel 2015 e nel 2016, che ne ordinano il suo reintegro. Ma la Farnesina li annulla entrambi.

La sentenza del processo Giffoni dopo 4 anni

Nel 2017 ha quindi inizio il processo penale, conclusosi pochi giorni fa e durato quattro anni, durante i quali il diplomatico bibliofilo (proprietario di un fondo di oltre di 10mila volumi) ha vissuto nell’isolamento completo. Ora che i giudici hanno stabilito una volte per tutte l’innocenza del consigliere d’ambasciata nel traffico di visti e permessi di soggiorno, Giffoni è pronto a riprendersi il suo lavoro e, come afferma lui stesso, la sua vita che era terminata in quel febbraio del 2014.

Gli stipendi dei diplomatici italiani

E’ stato utile ripercorre la vicenda (dimenticata) del diplomatico Giffoni per mostrare quanto la vita di un ambasciatore o di un console italiano non sia quella che tutti immaginiamo. A testimonianza di questo, c’è da ricordare anche la vicenda del console italiano Tommaso Claudi, la cui foto mentre aiuta un bambino a scavalcare un muro dell’aeroporto di Kabul (dove giovedì 26 agosto c’è stato un attentato con almeno 90 morti) ha fatto il giro del mondo.

Il giovane diplomatico marchigiano nato a Camerino, piccolo comune italiano della provincia di Macerata, non ha ancora 31 anni. La sua carriera diplomatica è iniziata cinque anni fa, dopo una laurea in Linguistica a Pavia (con specializzazione in russo medievale) e una in Relazioni Internazionali alla Cattolica di Milano. La grande copertura mediatica di cui ha goduto la foto ha riacceso l’interesse per la carriera diplomatica. Per questa ragione in molti si sono chiesti, qual è lo stipendio di un console?

Chi è il console Tommaso Claudi e il suo curriculum

Claudi inizia la carriera diplomatica nel 2017 con la vittoria del concorso che lo porterà a diventare segretario di legazione in prova, ovvero il primo grado della carriera diplomatica (i gradi della carriera diplomatica sono, in tutto, cinque). Il 5 giugno 2018 Claudi viene confermato in questo ruolo con l’assunzione al ministero degli Esteri nella Direzione generale per la promozione del sistema paese.

Come di consuetudine, quando un argomento diventa virale, sono subito scattati sui social i commenti e le domande su quale sia la reale nomina di Claudi, mossi da chi sottolineava che non sarebbe esatta, per il funzionario diplomatico, la definizione di console.

Qual è lo stipendio di un console italiano

Chiariamo subito che l’appellativo di console è assolutamente corretto nel caso di Claudi che, ricordiamo, al momento è Segretario di legazione, in quanto “console” è chi svolge funzioni consolari, al di là del suo grado. Inoltre, per la precisione, il titolo di console non è un grado previsto dalla carriera diplomatica bensì l’esercizio di una funzione, quella consolare per l’appunto, che può essere svolta da tutti i componenti di un’ambasciata.

Quindi anche se l’incarico ufficiale di Claudi a Kabul è relativo alla parte commerciale delle attività diplomatiche, non significa che egli non possa svolgere anche l’incarico consolare di occuparsi e agevolare l’evacuazione dei civili italiani. Ergo, chiamare Tommaso Claudi console, è corretto.

stipendio console

Che differenza c’è tra console e ambasciatore?

La differenza tra ambasciata e consolato è netta quanto, a volte, sfuggente. Entrambi sono organi e luoghi fondamentali per la rappresentanza di uno Stato in un Paese straniero. Veniamo dunque all’ambasciata, ovvero il luogo in cui risiede la massima rappresentanza diplomatica di uno Stato all’interno di un altro Paese, detto appunto ambasciatore. Il ruolo svolto dall’ambasciata è quello di rappresentare il proprio Paese, promuovere la cultura dello stesso ad esempio e gestire i rapporti di politica internazionali. Il suo lavoro è principalmente quello di interfacciarsi con la vita politica, culturale e economica del Paese ospitante, creando opportunità di scambio e dialogo tra paesi stranieri.

Il consolato è invece il luogo che svolge una funzione più amministrativa e fornisce quei servizi detti appunto “consolari”. L’esempio più diretto è quello del rilascio dei visti, il rinnovo dei passaporti in seguito a furto o smarrimento e la gestione delle pratiche giudiziarie. Il console è quindi il capo dell’ufficio consolare e per estensione chiunque svolga servizi “consolari”.

Qual è lo stipendio di un ambasciatore

Insomma: quanto guadagna un console italiano? Il reddito annuo di un console all’estero con funzione di capo missione è di 45.328 euro, a questa cifra vanno aggiunti gli oneri rappresentati dal costo della vita in un paese straniero che, naturalmente, variano da stato a stato. Per riassumere: le ambasciate sono nella capitale e si occupano dei rapporti istituzionali tra due Paesi, mentre i consolati provvedono alle pratiche burocratiche secondo le varie circostanze.

Lo stipendio di un console: minimo 5.170 euro al mese

Come dicevamo i gradi della carriera diplomatica sono cinque. Il più basso è il segretario di legazione, come appunto il nostro Claudi. I dati presenti sul sito del Ministero degli Affari Esteri, ci dicono che nel 2014 il personale con questo titolo erano 272. Lo stipendio di un console al minimo grado, cioè segretario di legazione, è di 5.170 euro lordi. Arriva a 6.771 per il massimo grado di questo incarico, ovvero quello di capo sezione.

Il grado superiore è quello del consigliere di legazione, nel 2014 erano 223. Lo stipendio di un console che ricopre questo incarico è di 7.339 euro, mentre al massimo grado è di 9.802 euro.

Il grado successivo è quello di consigliere d’ambasciata. Nel 2014 ne contavamo 222. Il  loro stipendio mensile è di 11.161 euro lordi al minimo grado e 14.369 euro per il massimo grado, quello di direttore generale.

Chi è il ministro plenipotenziario

Penultima carica è quella di ministro plenipotenziario, che riceve 12.909 euro al mese al minimo grado e 20.000 euro al mese per la massima carica prevista da questo grado, quella di vice segretario generale. Secondo i dati, sempre nel 2014, ammontavano a 192.

Veniamo ora al grado più alto della carriera diplomatica quello di ambasciatore, di cui gli ultimi dati aggiornati ne contano un totale di 23. Un ambasciatore guadagna 16.939 al mese, mentre al massimo grado, quello di segretario generale, il suo stipendio mensile è, come per il vice segretario generale, di 20.000 euro lordi mensili.

I dati si riferiscono al: 18/03/2021

Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Leggi anche: Quanto guadagna un ministro? Minimo 9.203 euro

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