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In Iraq ci sono 926 soldati; 140 in Libano, 126 in Somalia, 77 in Egitto. Ecco la mappa completa

Nessun ritiro, per il momento. I militari italiani presenti a Bagdad, però, verranno spostati in altri luoghi dell’Iraq dopo i missili sparati dall’Iran contro Erbil, la città irachena dove sono stanziati

In Iraq operano 926 militari italiani sui 5.560 impegnati nelle varie missioni internazionali. Ma il numero massimo dei soldati impiegabili nel mondo è di 7.343 persone. Lo dice il provvedimento del Consiglio dei ministri con il quale nell’aprile 2019 sono state prorogate le missioni militari italiane. Lo stesso documento dice che il fabbisogno finanziario delle missioni per l’anno è di 1.130.481.331 euro. Ma vediamo dove sono impegnati i soldati italiani.

I militari italiani in Iraq

Dei 5.560 i militari italiani impegnati nelle missioni internazionali nel mondo, 926 sono in Iraq all’interno della missione denominata “Prima Parthica” in supporto a quella internazionale “Inherent Resolve” iniziata nel 2014 per contrastare l’avanzata dell’Isis. Quello italiano è il secondo contingente più numeroso nell’area dopo quello degli Stati Uniti, che negli anni scorsi ha inviato sul campo tra i 5mila e i 5.500 soldati.

Ma che cosa fanno le truppe italiane in Iraq? ​​Addestrano i combattenti Peshmerga di origine curda, e ​​forniscono personale di staff ai comandi multinazionali siti in Kuwait, e Iraq (Bagdad ed Erbil) oltre a supportare la formazione delle forze armate e di polizia irachene. I militari italiani impegnati nell’area sono, come detto, 926 ma la missione può raggiungere fino ad un massimo di 1.100 persone come previsto dalla relazione di “Autorizzazione e proroga missioni internazionali nell’anno 2019” approvata dal consiglio dei ministri del 23 aprile 2019.

L’esercito italiano in Medio Oriente

Quello a Erbil, in Iraq, però, non è il contingente italiano più numeroso in Medio Oriente. Come si vede nel grafico in alto, in Libano l’esercito italiano è impegnato con 1.200 soldati nell’ambito di due distinte missioni: la missione Unifil, dell’Onu, che impegna fino a 1.076 soldati, e una missione bilaterale Italia-Libano di addestramento delle forze di sicurezza libanesi che ne impegna altri 140. Il terzo contingente italiano in Medio Oriente è in Afghanistan: 894 uomini sono impegnati nell’ambito della missione Nato Resolute support. La missione è iniziata nel 2015 ed è dedicata all’addestramento, consulenza e assistenza in favore delle Forze Armate (Afghan National Security Forces – ANSF) e le istituzioni afgane. Sono, poi, presenti 130 soldati italiani in Turchia, nell’ambito della missione Nato Active Fence iniziata nel 2018 dopo il peggioramento delle condizioni di sicurezza dell’area a ridosso del confine turco con la Siria.

L’Italia partecipa, con 130 soldati, anche alla Task Force Air che opera ininterrottamente negli Emirati Arabi Uniti dal 2002. Inizialmente costituita sull’aeroporto di Al Bateen (Abu Dhabi), dal 1 luglio 2015 opera sulla base di Al Minhad (Dubai) sede, oltre che di assetti operativi delle Forze Armate degli Emirati Arabi Uniti, anche di altri distaccamenti appartenenti a diverse nazioni coinvolte nelle operazioni in Medio-Oriente.

I militari italiani in Libia

Arriviamo, poi, ad un’altra delicatissima questione: quella libica. Qui 228 militari italiani sono impegnati nella missione bilaterale Italia-Libia di assistenza e supporto con sedi a Tripoli e Misurata. La missione è partita il 1 gennaio 2018 per sostenere il Governo di unità nazionale libico, ma adesso si trova nel bel mezzo di una guerra tra le forze del leader al-Sarraj e le quelle del generale Haftar.

Le missioni in Africa

In Africa i militari italiani sono presenti anche in Somalia, dove 126 uomini partecipano invece ai programmi europei di addestramento Eutm e Eucap. In Niger, invece, in 100 lavorano nella missione bilaterale di supporto al Paese africano, per contrastare i traffici illeciti e le minacce alla sicurezza. In Gibuti, invece, la Base Militare Italiana di Supporto (BMIS) impiega 98 militari: è stata realizzata in un’area che è crocevia strategico per le linee di comunicazione marittime che dal Mediterraneo sono dirette, attraverso il Canale di Suez, verso il Golfo Persico, il Sud Est asiatico, il Sudafrica e viceversa.

Ci sono, poi, i 77 soldati italiani in Egitto, con le forze Multinational Force and Observers per la pace tra il Paese e Israele. Siamo anche in Mali per partecipare ad una iniziativa europea nata nel 2013. L’ultima missione ad essere partita è quella del marzo 2019 in Tunisia, per la costituzione di tre comandi regionali per la gestione delle attività di controllo del territorio. Qui sono impegnati 15 militari italiani. Altri uomini (e donne) prestano servizio in varie missioni tra Israele e Palestina – in particolare per l’addestramento delle forze di sicurezza palestinesi – Qatar e Bahrein, in funzione di supporto (il Qatar è oggi il primo acquirente di armamenti italiani).

Mare sicuro e la Lettonia

In Europa, invece, 408 militari sono impegnati nel Mar Mediterraneo nell’operazione Mare Sicuro, in particolare al largo delle coste libiche. Seguono, tra quelli impegnati in missioni navali, il contingente impegnato nell’operazione Eunavfor Sophia (181 militari) e nell’operazione Nato nel Mar Mediterraneo orientale e Mar Nero (166 militari). Tra i contingenti terrestri, il più numeroso è quello dispiegato nei Balcani, nell’ambito della missione Nato Kfor, che consiste di massimo 574 soldati italiani. Segue a distanza il contingente di 166 uomini impiegato in Lettonia nell’ambito dell’operazione Baltic Guardian. Sono poi impegnati 130 uomini nella missione Nato di sorveglianza dello spazio aereo europeo. I restanti uomini sono dispersi in contingenti ridotti in Albania, Bosnia, Kosovo, Cipro e altre operazioni navali.

Fonte: Ministero della Difesa 

I dati si riferiscono al: 2019 

Leggi anche: I cappellani ecclesiastici fanno parte dei corpi militari italiani

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