Più 7mila unità. Calano gli stipendi nella scuola (-1,4%) crescono quelli di Palazzo Chigi (+12,1%)
I dipendenti statali in Italia aumentano. Di poco, solo lo 0,2% tra il 2015 e il 207, ma aumentano. E probabilmente continueranno a farlo: Quota 100, infatti, lascerà liberi migliaia e migliaia di posti di lavoro proprio nel settore del pubblico impiego che dovranno essere riempiti attraverso nuove assunzioni. Vediamo quanti statali ci sono in Italia.
Quanti sono i dipendenti statali in Italia
Il grafico sopra mostra i dati ufficiali (Ragioneria dello Stato) dei dipendenti del pubblico impiego. Risultato: aumento di circa 7mila unità tra il 2015 e il 2017 ma, attenzione, solo a causa della crescita dei contratti precari con la conseguenza che i dipendenti pubblici sono diventati 3.356.750.
La crescita si è concentrata in particolare in alcuni comparti. Innanzitutto la scuola, con una crescita nei due anni presi in considerazione di 39mila unità e, in parte, nel comparto degli enti di ricerca, che ha messo a segno un +9,8% (ma, essendo più piccolo, i numero assoluti sono più bassi).
Al contrario vi sono stati tagli negli enti locali, in particolare nelle regioni ordinarie e nei comuni, in cui i dipendenti sono diminuiti di più di 25mila unità, ovvero il 5,2%.
In calo anche i membri delle forze di polizia, erano 7mila in meno i poliziotti nel 2017 rispetto al 2015, e quelli delle forze armate, calati di quasi 5mila unità.
Le Regioni con più dipendenti statali in Italia
Ma dove sono i dipendenti pubblici? In quale aree dell’Italia ce ne sono di più? Ecco i numeri Regione per Regione.
Lombardia e Lazio avevano quasi lo stesso numero di dipendenti pubblici, ovvero rispettivamente 410.923, il 12,76% del totale, e 407.141, il 12,65%, nonostante la Lombardia sia popolosa quasi il doppio, ma in questo caso gioca il fatto che a Roma è concentrata la gran parte della macchina burocratica statale (ministeri, enti pubblici…). Ma ciò non toglie il fatto che nel Lazio, dal 2015, vi sia stato un aumento di quasi 7mila persone, mentre in Lombardia si sia verificato un leggero calo.
Aumentano i dipendenti statali nelle Regioni
Segue la Campania, con 282.048 statali, l’8,76%, ma qui è da segnalare il calo di 6mila unità. Vi è poi la Sicilia, con 272.743 dipendenti, l’Emilia Romagna, con 228.306, il Veneto, con 223.336. Sopra i 200mila dipendenti pubblici poi ci sono la Puglia, la Toscana, il Piemonte. In fondo naturalmente la Valle d’Aosta, con 11.826 persone. E’ però evidente che le regioni a statuto speciale hanno più dipendenti pubblici rispetto alle altre, almeno in proporzione agli abitanti. Così, per esempio, la Valle d’Aosta ha un decimo della popolazione dell’Abruzzo, eppure poco meno di un sesto dei dipendenti. Le province di Trento e Bolzano hanno ognuna gli stessi abitanti della Basilicata, ma circa un 25% in più degli statali, 40.538 e 41.552 contro 33.490.
Al Sud calano i dipendenti pubblici
Nel complesso è in Campania e in Sicilia che c’è stato il maggior calo nel numero degli statali, con decrementi, come si è visto, di circa 6mila unità in ognuna delle regioni, mentre nel Lazio, che dipende meno dai tagli agli enti locali, essendo sede di organi centrali, vi è stato l’aumento maggiore, di quasi 7mila persone.
Quanto guadagnano i dipendenti pubblici
Ma quanto guadagnano i dipendenti pubblici in Italia? Anche qui vi sono differenze rilevanti. In base soprattutto al comparto in questo caso.
Tra il 2015 e il 2017 lo stipendio lordo totale, completo di tutte le eventuali indennità, è aumentato di pochissimo, solo del 0,3%, arrivando a 34.491. I più fortunati? Quelli che lavorano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che non solo erano arrivati a prendere mediamente 64.611, ma che avevano anche messo a segno una crescita in due anni di ben il 12,1%. Piove sul bagnato anche nel comparto delle autorità indipendenti. I suoi dipendenti prendevano 91.259 euro i media nel 2017, dopo un aumento del 7,4%. In diminuzione invece gli emolumenti medi dei lavoratori del settore della scuola, che già sono i più bassi, di 28.440 in media, scesi dell’1,4%. Giù del 6,5% anche gli stipendi di coloro che sono impiegati nella carriera diplomatica.
In entrambi i casi è possibile che abbia influito l’inserimento di personale più giovane, e quindi junior, in questi anni.
I meglio pagati comunque sono i magistrati, con 137.294 euro a testa in media, nonostante una diminuzione del 0,9%.
Vengono poi coloro che seguono la carriera prefettizia, con 94.293 euro, i già citati lavoratori delle autorità indipendenti, quelli impegnati nella carriera diplomatica, con 87.121, e coloro che seguono quella penitenziaria, con 81.817 euro, che tra l’altro hanno goduto di una crescita del 4,9% degli emolumenti.
Gli insegnanti i dipendenti statali in Italia che sono più poveri
I più poveri, oltre agli insegnanti, anche gli impiegati nelle regioni e nelle autonomie locali, con solo 28.632 euro a testa, tra l’altro in diminuzione dell’1,2% sul 2015. I più sfortunati, ovvero coloro che hanno subìto il peggior decremento della remunerazione, sono stati gli statali che lavorano negli istituti di formazione artistica e musicale, con la maggiore diminuzione degli stipendi, del 2,5%.
I dati si riferiscono al: 2015-207
Fonte: Ragioneria generale dello Stato
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