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I dati sui pensionamenti dei 9 mesi. A risposo 349.621 persone. Assegno medio: 1.107 euro

Si avvicina una nuova riforma delle pensioni che farà aumentare drasticamente il numero delle persone che andranno a riposo. Non è ancora chiaro come il Def 2019 intende rispondere a una delle promesse elettorali più importati che la Lega ha fatto in campagna elettorale (la cosiddetta “quota 100”, somma dell’età anagrafica e dell’età contributiva), ma intanto il numero di italiani che decide di andare in pensione è in leggero calo.

Quanti sono andati in pensione

I dati del grafico sopra riguardano i pensionamenti in Italia nei primi 9 mesi del 2018, prima della riforma delle pensioni. Il numero totale è di 349.621 persone (dai 603.107 dell’intero 2017), la maggior parte delle quali concentrate nella gestione dei dipendenti che hanno anche l’importo medio dell’assegno più alto tra tutte le gestioni considerate: 1.339 euro al mese.

Il secondo assegno più pesante è quello dei commercianti: nei primi 9 mesi dell’anno ne sono andati in pensione 40.737 con 1.042 euro al mese. Complessivamente l’assegno medio delle persone che si sono ritirate nei primi 9 mesi dell’anno è di 1.107 euro rispetto a una media di 991 euro l’anno scorso. Ma quello che impressiona è l’importo medio delle pensioni dei parasubordinati. Se, infatti, si vanno a vedere i dati ufficiali dell’Inps si scopre che i 24.969 neo-pensionati identificati come parasubordinati, sono andati a riposo con un assegno medio di 259 euro. Si tratta di 521 euro meno dell’importo della cosiddetta “pensione di cittadinanza” che per un certo periodo il governo ha detto che avrebbe introdotto. Sarebbe dovuta essere di 780 euro al mese, lo stesso importo del “reddito di cittadinanza”. Se può consolare, la pensione dei parasubordinati è aumentata in questi anni: in questo articolo Truenumbers ha pubblicato lo stesso dato del 2015.

La pensione dei parasubordinati

Come mai la pensione dei parasubordinati è così bassa? Bisogna tener presente che i dati dell’Inps riguardano i lavoratori che non hanno un proprio albo professionale e, quindi, non hanno una gestione separata. Sono, tipicamente, le persone che si occupano, per esempio, delle vendite a domicilio, che lavorano con contratti di collaborazione coordinata e continuativa: insomma: i famosi “lavoretti”. In Italia sono circa 2 milioni, come Truenumbers ha scritto in questo articolo. Bisogna però anche aggiungere che nella maggior parte dei casi si tratta di seconde pensioni che un lavoratore percepisce proprio per aver svolto “lavoretti” oltre a quello principale.

In ogni caso le cause del fatto che la pensione dei parasubordinati è così basse sono due: la bassa remunerazione di questi lavoratori quando sono in attività e il fatto che, mediamente, non lavorano che 6 mesi l’anno. Su questo tema, il sito di informazione economica LaVoce ha pubblicato uno studio piuttosto interessante raggiungibile a questo link.

I dati si riferiscono al: primi 9 mesi 2018

Fonte: Inps

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