Dal 4 maggio si potrà far visita ai congiunti. Il 42% degli over 75 ha 3 malattie croniche
Il nuovo decreto del governo, quello del 26 aprile, permetterà gli spostamenti per fare visita ai congiunti nel proseguire del lockdown da coronavirus. Abbiamo cercato di leggere questo periodo, che resterà storico, attraverso i numeri. Qui abbiamo visto quante sono le case sovraffollate in Italia e qui quanto spazio abbiamo a disposizione nelle nostre case. In questo articolo, invece, prendiamo in considerazione il rapporto tra figli e genitori, in particolare se quest’ultimi sono over 75. L’Istat ci dice che in Italia vivono 7.058.755 over 75 (il dato è aggiornato al 1° gennaio 2019): il 60% sono donne.
Dove vivono gli anziani italiani
Ma è importante vedere anche dove vivono gli anziani, se abitano vicino a figli o nipoti. I dati più aggiornati dell’Istat (raccolti con l’indagine “Famiglie, soggetti sociali e ciclo di vita“) sono del 2016, ma sono gli unici di una fonte ufficiale che possiamo utilizzare su questo tema. Scopriamo così che in Italia il 60% degli anziani abita nello stesso comune del figlio, come vediamo dal grafico in alto (possiamo scorrere le slide per indagare poter vedere anche i dati relativi a distanza e frequenza delle visite).
In particolare il 20,9% vive con i figli, il 15,1% nello stesso caseggiato e il 25,8% entro 1 km. Solo lo 0,9% ha figli lontani all’estero, il 5% a più di 50 km. Gli anziani che vivono soli e non hanno figli sono l’8,9%. Tra quelli che vivono da soli e hanno figli, il 56,4% è abituato a vedere i figli giornalmente, più le donne che gli uomini (60,5% contro 43,4%). Fra le persone di 75 anni e più che vivono da sole, due su tre hanno almeno un nipote. Abitando nello stesso comune, per il 74,0% di questi anziani la distanza abitativa con il nipote più vicino è decisamente contenuta e nel 40% dei casi i contatti sono settimanali.
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Come stanno gli over 75 italiani
Se ci chiedessimo, invece, come stanno gli italiani over 75 vedremmo che 42,3% delle persone di 75 anni e più è multicronico, cioè soffre di tre o più patologie croniche. Questa quota è più elevata per chi vive nel Mezzogiorno (52% rispetto al 36,3% nel Nord e al 42,7% nel Centro) e tra le donne (48,1% rispetto al 33,7% tra gli uomini), raggiunge il 47% tra le persone di 80 anni e più (rispetto al 35,6% delle persone di 75-79 anni). La quota di anziani che, a causa di problemi di salute, dichiarano di avere gravi limitazioni nelle attività che le persone generalmente svolgono, è pari al 22% (18% tra gli uomini e 24,7% tra le donne) per salire al 27,7% tra gli ultraottantenni (22,9% tra i maschi e 29,8% tra le femmine).
A non avere alcuna limitazione nelle attività della vita quotidiana per motivi di salute sono comunque il 41,4% degli uomini e il 31,2% delle donne ma le differenze territoriali e sociali sono particolarmente rilevanti. Infatti, la quota di anziani senza limitazioni è maggiore tra le persone con almeno il diploma (46,5% tra gli uomini e 38,5% tra le donne) e tra gli anziani residenti al Nord (44,6% tra gli uomini e 35,6% tra le donne), mentre diminuisce tra chi possiede al massimo la licenza elementare (37,9% tra gli uomini e 27,8% tra le donne) e tra chi risiede nelle regioni del Mezzogiorno (36,8% tra gli uomini e 24,1% tra le donne).
Fonte: Istat
I dati sono aggiornati al: 2016
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