La classifica dei Paesi più pacifici. La Russia supera gli Usa, Ue solo undicesima
Misurare la pace, o meglio quanto un Paese è pacifico, non è mai stata cosa semplice, molti Think Thank, organismi, fondazioni, si sono cimentati. Così anche il Parlamento Europeo che ha adottato la classificazione nata in seno alla Regione della Normandia, in Francia, molto recentemente, e che da anni misura i rischi posti internamente e esternamente dai vari Paesi alla pace nel mondo. Il Normandy Index, così si chiama in onore alla regione in cui è stato ideato, utilizza 11 parametri, molti dei quali legati solo indirettamente al tema della pace nel mondo. E’ un approccio a 360 gradi che tiene conto anche di ciò che può indebolire la sicurezza di uno Stato o di una regione. Per esempio il cambiamento climatico, le crisi economiche, l’insicurezza energetica, che si affiancano alla presenza di conflitti armati o di terrorismo, o all’alto livello di criminalità, nonché a elementi nuovi come il grado di cybersecurity in un Paese e di resistenza alla disinformazione.

I dati riguardanti molti di questi indicatori si ritrovano in altri report, come il Global Peace Index dell’Institute for Economics and Peace, e quindi il Normandy Index si configura come un aggregatore di ranking più vasto e completo. Il risultato finale, dopo avere messo insieme i punteggi ottenuti nei vari indicatori, vede in testa, nel 2020 come nel 2019, la Norvegia, con 9,34 punti su 10.
Pace nel mondo, le Mauritius tra i primi dieci
Sono poche le sorprese che riservano i primi posti. In fondo la Norvegia, prima, l’Australia, seconda, la Svizzera, terza, sono in testa a moltissime classifiche analoghe, quelle che per esempio riguardano il grado di sviluppo umano. Così come Canada, Nuova Zelanda, Islanda, che seguono subito dopo. Tra le prime 10 posizioni però vi sono anche due Paesi che non fanno parte del Primo Mondo, e dell’Occidente classicamente inteso, ovvero Oman e Mauritius, rispettivamente all’ottavo e al decimo posto. Il primo è riuscito a porsi come Paese equidistante e neutrale in una zona caldissima, il Medio Oriente, il secondo ha saputo sfruttare in modo equilibrato il turismo per svilupparsi anche a livello civile oltre che economico.
La pace nel mondo è possibile anche nel Medio Oriente
Superano anche l’Unione Europea, qui trattata come se fosse un unico Paese, all’undicesimo posto, in avanzamento di due rispetto al 2019, con un punteggio di 7,54. Il Regno Unito è solo diciassettesimo, gli Usa 48esimi, in calo di sei posizioni, e con 6,09 punti sono poco sopra la media mondiale di 5,64, in particolare per la presenza di armi nucleari, il largo uso e possesso di armi da fuoco, il coinvolgimento in conflitti nel mondo. Ma Cina e Russia, all’89esimo e al 107esimo posto, fanno peggio.
Le ultime posizioni in classifica non riservano anch’esse grandi sorprese. All’ultimo con solo 1,82 punti, vi è la Repubblica Centrafricana, seguita da Siria, Yemen, Somalia, Sud Sudan. Africa centrale e Medio Oriente come era facile immaginare sono tra le zone più insicure al mondo.
I Balcani tra le aree con i più grandi miglioramenti
Il report su Normandy Index sottolinea però anche le maggiori variazioni intervenute in un anno, che forse sono anche più importanti dei punteggi assoluti. Il fatto che per esempio il Venezuela, che da anni è in gravissima crisi, è riuscito a scalare 16 posizioni andando dal 94esimo al 78esimo posto, anche se la palma per il maggior miglioramento va all’Algeria, passata dal 73esimo al 54esimo. Bene anche diversi Paesi balcanici nostri vicini, come la Bosnia, il Montenegro, l’Albania, che sono tutti tra i primi 10 per posizioni di classifica scalate.
Tra quelli con i più grandi peggioramenti invece lo Sri Lanka, scivolato dal 49esimo al 68esimo posto, e poi Brasile e Nicaragua, che di posizioni ne hanno perse 15. In Europa male la Macedonia del Nord, che è passata dal 42esimo al 32esimo posto.
I dati si riferiscono al 2020
Fonte: Think Thank del Parlamento Europeo
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