Maturità 2026: scatta l’esame per 527.747 candidati

Lombardia in testa con 78.387 maturandi, licei primi tra gli indirizzi con 273.959

Ogni anno la scena si ripete: studenti davanti al foglio, penna in mano, vocabolario sul banco e quella sensazione a metà tra rito collettivo e prova personale. Una scena così italiana da avere persino una colonna sonora, “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, diventata nel tempo quasi il sottofondo ufficiale della maturità. Nel 2026 il rito coinvolge 527.747 candidati, cioè 3.332 in più rispetto ai 524.415 del 2025: l’aumento è dello 0,6%.

Dentro questo mezzo milione di maturandi, la grande maggioranza arriva dal percorso scolastico ordinario. Sono i candidati interni, cioè gli studenti iscritti all’ultimo anno di una scuola superiore statale o paritaria: nel 2026 sono 513.738, pari al 97,3% del totale. Gli altri sono i candidati esterni, persone che sostengono l’Esame di Stato senza frequentare la quinta classe nello stesso percorso, spesso dopo una preparazione da privatisti o da percorsi non ordinari: quest’anno sono 14.009, cioè il 2,7% dei candidati complessivi.

Quali regioni hanno più maturandi nel 2026

La geografia della maturità racconta soprattutto la geografia demografica del Paese. Come si vede dal grafico, la regione con più candidati è la Lombardia, dove l’Esame di Stato coinvolge 78.387 studenti. Alle sue spalle c’è la Campania, con 72.461 maturandi, seguita dal Lazio, che arriva a 53.474. La parte alta della classifica è completata dalla Sicilia, con 44.325 candidati, e dal Veneto, con 39.377. Sono numeri che spostano il baricentro dell’esame verso le grandi aree urbane e i territori con maggiore densità scolastica: nelle prime cinque regioni si concentrano 288.024 candidati, pari al 54,6% del totale nazionale. In fondo alla graduatoria ci sono invece le regioni più piccole per popolazione scolastica: la Valle d’Aosta, con 942 candidati, e il Molise, con 2.649.

Maturità 2026, Roma prima per candidati

Se si scende dal livello regionale a quello provinciale, la maturità assume il volto delle grandi città. La provincia con più candidati è Roma, dove l’Esame di Stato riguarda 39.842 studenti: da sola raccoglie il 7,6% dei maturandi italiani. Subito dopo arriva Napoli, con 36.872 candidati, mentre Milano si ferma al terzo posto con 25.062. La distanza tra la Capitale e il principale polo economico del Paese è ampia: Roma conta 14.780 candidati in più rispetto a Milano. Nel complesso, le tre province maggiori sommano 101.776 maturandi, pari al 19,3% del totale nazionale.

Alle spalle del podio compaiono altri territori con numeri consistenti. Torino arriva a 18.300 candidati, confermandosi il principale bacino del Nord-Ovest dopo Milano. Nel Mezzogiorno spiccano Salerno, con 16.883 candidati, Caserta con 11.657, Bari con 11.623 e Palermo con 10.779. In Lombardia, oltre a Milano, superano quota diecimila anche Brescia, con 10.157 maturandi, mentre Catania si ferma appena sotto, a 9.974.

Da quali scuole arrivano i maturandi 2026

La maturità 2026 fotografa anche le scelte scolastiche fatte cinque anni prima: il gruppo più numeroso arriva dai licei, con 273.959 candidati, pari al 51,9% del totale. Gli istituti tecnici portano all’esame 167.104 studenti, cioè il 31,7% della platea, mentre gli istituti professionali si fermano a 86.684 candidati, pari al 16,4%. Il confronto dà la misura del peso dei percorsi liceali nella scuola superiore italiana: i maturandi dei licei sono 106.855 in più rispetto a quelli degli istituti tecnici e 187.275 in più rispetto a quelli degli istituti professionali.

Quanti maturandi arrivano dalle scuole paritarie

Dentro la maturità 2026 c’è anche il peso delle scuole paritarie, che portano all’esame 46.921 candidati su 527.747, pari all’8,9% del totale nazionale. La quota è composta da 42.726 candidati interni e 4.195 candidati esterni. Il dato più alto arriva dalla Campania, con 17.369 maturandi nelle paritarie, seguita dalla Lombardia con 8.936 e dal Lazio con 6.577. Più indietro ci sono Sicilia con 2.486, Veneto con 2.342, Emilia-Romagna con 1.388 e Piemonte con 1.299. La distribuzione è molto concentrata: le prime tre regioni sommano 32.882 candidati, cioè il 70,1% di tutti i maturandi delle paritarie. All’estremo opposto ci sono Basilicata con 46, Umbria con 75 e Valle d’Aosta con 91.

studenti maturità 2026

Quali sono state le tracce della prima prova

La prima prova del 2026 si svolge il 18 giugno ed è uguale per tutti gli indirizzi di scuola superiore: 6 ore di tempo, 7 tracce e 3 tipologie tra cui scegliere. Nella tipologia A, dedicata all’analisi del testo, gli autori sono Cesare Pavese e Vitaliano Brancati: per Pavese la traccia parte dalla poesia “Passerò per piazza di Spagna”, pubblicata nel 1950. La tipologia B, quella del testo argomentativo, porta invece gli studenti tra Assemblea costituente, comunicazione, confini e frontiere: i testi di partenza sono il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat, un brano di Piero Bianucci tratto da Te lo dico con parole tue del 2007 e il saggio di Frank Furedi sui confini. La tipologia C, dedicata all’attualità, ruota attorno a due parole chiave: “incanto” e “fatica”, con una traccia tratta da un articolo di Wenke Husmann pubblicato su Internazionale nel 2026 e un’altra dal saggio Alzarsi all’alba di Mario Calabresi, uscito nel 2025.

Maturità 2026, le tracce più scelte dagli studenti

La traccia più scelta alla prima prova della Maturità 2026 è stata quella dedicata alla “fatica”, a partire da Alzarsi all’alba di Mario Calabresi, indicata dal 23,2% degli studenti. Al secondo posto si colloca il testo argomentativo sui confini, tratto da Frank Furedi, scelto dal 20,7% dei maturandi. Completa il podio la traccia sull’“incanto”, ispirata all’articolo Funziona a meraviglia di Wenke Husmann, con il 19%. Più indietro ci sono Vitaliano Brancati con I piaceri e Giuseppe Saragat con il discorso di insediamento all’Assemblea costituente, entrambi al 12,7%. Le meno scelte sono state la traccia sulla comunicazione da Piero Bianucci, ferma al 6,5%, e l’analisi del testo su Cesare Pavese, con Passerò per Piazza di Spagna, scelta dal 5,3% degli studenti.

Commissioni, quanti membri hanno

La maturità è anche una macchina organizzativa nazionale. Dietro i 527.747 candidati ci sono 13.996 commissioni d’Esame, chiamate a valutare due prove scritte, un colloquio orale e il percorso complessivo degli studenti. Nel 2026 ogni commissione è composta da 5 membri: 1 presidente esterno, 2 commissari esterni e 2 commissari interni. È una struttura più snella rispetto al passato, quando i componenti erano 7. Il rapporto medio è di 37,7 candidati per commissione, un dato che aiuta a misurare il carico di lavoro distribuito tra correzione degli elaborati, conduzione degli orali e attribuzione del voto finale, espresso sempre in 100 punti.

Maturità 2026, cosa cambia all’orale

Nel 2026 l’orale della maturità non è identico a quello degli anni precedenti. Le modifiche introdotte con il decreto-legge n. 127 del 2025 sono state applicate con l’ordinanza ministeriale del 26 marzo 2026. Cambiano sia il modo in cui viene valutato il colloquio sia il suo perimetro. La prova orale vale fino a 20 punti. Il voto finale resta espresso in 100 punti. Da quest’anno, però, fino a 5 punti possono essere assegnati al nuovo indicatore su “maturazione personale, autonomia e responsabilità”. È una quota rilevante: pesa per il 25% del punteggio dell’orale. In pratica, la commissione non valuta solo conoscenze e competenze nelle discipline. Valuta anche la capacità dello studente di ragionare sul proprio percorso, argomentare le scelte e mostrare consapevolezza.

Cambia anche la struttura del colloquio. L’orale diventa un passaggio obbligatorio per superare l’esame e non riguarda più l’intero programma, ma 4 materie. La prima è italiano, la seconda è la disciplina caratterizzante dell’indirizzo, mentre le altre 2 sono individuate dal Ministero. Restano dentro la prova anche educazione civica e i percorsi scuola-lavoro, cioè le esperienze formative svolte fuori dall’aula durante il triennio. Al liceo classico, per esempio, il colloquio ruota attorno a italiano, latino, matematica e storia. Al liceo scientifico, invece, le materie sono italiano, matematica, storia e scienze naturali.

Come viene calcolato il voto finale

Il voto finale resta espresso in centesimi, ma la sua costruzione è cambiata. Il punteggio massimo è sempre 100, diviso in due blocchi: fino a 40 punti arrivano dai crediti maturati nell’ultimo triennio, mentre gli altri 60 punti dipendono dalle prove d’esame. Ogni prova vale 20 punti: 20 per il primo scritto, 20 per il secondo scritto e 20 per il colloquio orale. Dentro l’orale, però, fino a 5 punti possono essere assegnati al nuovo indicatore sulla “maturazione personale, autonomia e responsabilità”. Cambia anche il peso della condotta: solo chi ha 9 può ambire al massimo dei crediti, mentre chi ha 6 deve presentare all’orale un elaborato di cittadinanza attiva e solidale. Il bonus a disposizione della commissione scende infine da 5 a 3 punti.

Maturità 2026, date di scritti e orale

Il calendario della maturità segue una sequenza precisa, ma non tutti gli studenti affrontano le stesse prove. Si parte il 18 giugno 2026 con la prima prova scritta di Italiano, uguale per tutti gli indirizzi: licei, tecnici e professionali lavorano sulle stesse tracce ministeriali. Il giorno dopo, 19 giugno, arriva la seconda prova scritta, che invece cambia in base al percorso di studio. Nei licei classici la materia è latino, mentre nei licei scientifici è matematica; negli altri indirizzi la prova riguarda la disciplina caratterizzante del corso. Non c’è più, invece, la terza prova scritta, quella che in passato metteva insieme più materie in un unico test. Dopo i due scritti resta il colloquio orale, l’ultima parte dell’esame prima del voto finale.

 

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Fonti: Ministero dell’Istruzione e del Merito
Anni di riferimento: 2026

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