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Dal 2007 sono più che triplicati gli stranieri nei campi. Ma la maggioranza resta nell’edilizia

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La popolazione straniera in età da lavoro (tra i 15 e i 64 anni) in Italia è di 3 milioni e 950 mila persone, mentre gli occupati di 15 anni e oltre sono 2.455.000. Truenumbers ha già raccontato in questo articolo quanti sono gli stranieri occupati in Italia. Resta da scoprire: in quale settore gli stranieri, comunitari e non, sono la maggioranza? Gli stranieri trovano impiego più facilmente nei servizi, come ad esempio il lavoro nel turismo: sono infatti 1.468.006 suddivisi in 447.673 provenienti dall’interno dei confini dell’Unione Europea e quasi il doppio, 920.334 da fuori. Il secondo settore lavorativo con la maggior presenza di stranieri è l’industria con 137.859 lavoratori di altri paesi dell’Ue e 300.691 extra Ue, per un totale di 438.550. Nelle costruzioni e nel commercio gli assunti stranieri sono quasi gli stessi, rispettivamente 242.285 e 250.043. L’ultimo settore è l’agricoltura con 156.118.

Stranieri triplicati nel lavoro agricolo

Il lavoro degli stranieri in Italia è diventato indispensabile soprattutto in alcune attività economiche. In particolare l’agricoltura che è quello dove la percentuale di stranieri sul totale dei lavoratori ha avuto una maggiore variazione in positivo. Il tema è stato al centro negli ultimi giorni per l’accordo tra le forze di governo sulla sanatoria, inserita nel decreto Rilancio, per i migranti con il lavoro di braccianti agricoli. In 10 anni il lavoro degli stranieri in Italia è più che triplicato: nel 2007 erano il 5,3% e nel 2018 sono saliti al 17,9%, come mostra il grafico sotto che mostra l’incidenza del lavoro degli stranieri in Italia rispetto al totale dei lavoratori per diversi settori di attività economica (i dati sono espressi in percentuale sul totale).

In costante crescita anche la presenza nel commercio e nei servizi, nonostante in quest’ultimo settore siano diminuiti dello 0,1% tra il 2017 e il 2018. Industria e costruzioni, invece, presentano sì un aumento ma le consistenze sono diverse. Nell’industria gli stranieri nel 2007 erano il 6% sul totale degli occupati, salgono sino al 8,8% nel 2011 sino ad attestarsi nel 2018 al 9,4%. Nelle costruzioni dopo il picco del 18,3% , cala sino al 16,1% del 2015 per attestarsi al 17,2% nel 2018. Nonostante nell’agricoltura si sia triplicata la presenza di stranieri sul totale dei lavoratori, è il mondo del commercio con i suoi 250.043 dipendenti ad avere il maggior numero di assunti Ue ed extra Ue.

I dati si riferiscono al: 2019

Fonte: Ministero del Lavoro

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