E’ uno dei settori più in difficoltà con il coronavirus e il numero di occupati è cresciuto
Il lavoro nel turismo occupa 1.621.000 persone che rappresentano il 7% del totale. Ma chi sono? In quali settori sono impiegati? Negli ultimi anni, con un aumento di 259mila unità rispetto al 2013, l’incidenza risulta in crescita (era il 6,1%). L’Istat, nel fare il punto della situazione dell’occupazione nel settore (i dati sono aggiornati al 2018), rileva che questo è uno dei comparti più colpiti dagli effetti della crisi da coronavirus.
Quanto pesa il lavoro nel turismo
Dobbiamo per forza usare una definizione ampia per stimare la dimensione del settore. L’Istat infatti parla di attività strettamente turistiche e altre parzialmente turistiche.


Come si vede nel grafico in alto (dove si può passare dai numeri in valori assoluti a quelli in percentuale cambiando slide), la maggior parte degli occupati (1 milione 254 mila, il 77,4% del totale dei settori turistici) lavora nei secondi, con una prevalenza del lavoro nella ristorazione (il 58,5% delle attività parzialmente turistiche) e nel comparto dei bar e esercizi simili (25,1% di tale insieme). I soli settori strettamente turistici danno lavoro, invece, ai restanti 367 mila occupati, impiegati per il 60,3% nel comparto degli alberghi e strutture simili.
Chi sono i lavoratori del turismo?
Nel 2018 nell’insieme dei settori turistici si osserva una maggiore quota di dipendenti a termine (25,4% in confronto al 13,1%) e di indipendenti (29,3% e 22,9% rispettivamente). Inoltre, è più frequente il lavoro part time (28,4% contro il 18,6% del totale occupati), che in sette casi su dieci è di tipo involontario, ossia un lavoro svolto a tempo parziale in mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno. Quindici professioni coprono l’80,7% degli occupati nel settore turistico. Le prime cinque riguardano: baristi, camerieri, cuochi, esercenti nelle attività di ristorazione, addetti alla preparazione, cottura e distribuzione di cibi. I lavoratori del settore turistico sono più presenti nel Centro-Sud (52,5% rispetto al 48,0% del totale occupati) e si caratterizzano per una più alta presenza femminile (45,1% contro il 42,1%), una più bassa incidenza di laureati (9,9% e 23,1%) e soprattutto per una maggiore quota di giovani 15-34enni (37,9% in confronto al 22,0%).
Fonte: Istat
I dati sono aggiornati al: 2018
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