Più del doppio del “normale”. Il 61,6% è rimasto in Lombardia, il 22,3% in Veneto
Per due settimane di febbraio la Banca d’Italia ha aggiunto tre domande al questionario che somministra ai viaggiatori stranieri in partenza dagli aeroporti e dai valichi con destinazione Italia. La prima chiedeva se fossero venuti per i Giochi e la seconda se sarebbero venuti comunque. Hanno risposto 9.622 persone.
Dalle loro risposte esce il conto dell’evento: 249mila viaggiatori arrivati in Italia con l’intenzione precisa di assistere alle Olimpiadi invernali, per una spesa di 394 milioni di euro. È il 13,8% di tutto quello che i turisti stranieri hanno speso in Italia in quel mese. I dati sono contenuti in un report specifico diffuso propio dalla Banca d’Italia proprio per valutare l’impatto dei Giochi sul turismo del Nord Italia e il suo valore economico.
Senza i Giochi, febbraio sarebbe stato un mese piatto
La cifra che rende il dato interessante non è il totale ma è il confronto. A febbraio 2026 la spesa dei viaggiatori internazionali che hanno pernottato in Italia è stata di 2.851 milioni di euro, contro i 2.475 milioni del febbraio 2025: 376 milioni in più, il 15,2%. I viaggiatori venuti per le Olimpiadi ne hanno spesi 394.
Cioè: l’intero incremento delle entrate turistiche di febbraio è attribuibile ai Giochi, e con un margine. Tolti quei 394 milioni, il mese si sarebbe chiuso sotto il livello dell’anno prima. Nello stesso mese i viaggiatori sono cresciuti dell’11,1% e le notti del 6,4%: sono venuti in più, sono rimasti meno ma hanno speso molto di più.
Quanto vale l’indotto delle Olimpiadi Milano Cortina
Vediamo allora più precisamente quanto vale l’indotto delle Olimpiadi Milano Cortina. Il viaggiatore ha speso in media 1.583 euro per l’intero soggiorno, contro i 726 euro di chi era in Italia per altri motivi. Su base giornaliera la distanza è ancora più netta: 308 euro al giorno contro 127, due volte e mezzo. Non è un effetto della durata, anzi: chi è venuto per i Giochi si è fermato 5,1 notti, mezza notte in meno della media degli altri viaggiatori pernottanti, che si attestano a 5,7. La differenza sta tutta nell’intensità della spesa quotidiana, e in particolare in due voci.
Dove vanno i soldi delle Olimpiadi: 146 euro di alloggio al giorno
L’alloggio pesa 146 euro al giorno per il viaggiatore olimpico, contro i 56 euro degli altri: due volte e mezzo, l’effetto combinato di alberghi vicini ai siti di gara e di tariffe di alta stagione in una settimana di picco. La ristorazione segue a 65 euro contro 30.


La voce che segnala davvero la natura del viaggio è però un’altra: le “altre spese” valgono 51 euro al giorno contro i 10 euro di un turista normale, cinque volte tanto. Dentro ci sono i biglietti per assistere alle gare e alle cerimonie, che nel bilancio di questi viaggiatori pesano quanto un pasto al ristorante ogni giorno di permanenza. Anche lo shopping fa la differenza: 26 euro contro 18.
Germania, Stati Uniti, Svizzera: da dove sono arrivati i turisti
Cinque paesi da soli valgono più della metà dei viaggiatori olimpici. La Germania ne ha mandati 37 mila, il 14,9% del totale; gli Stati Uniti 31 mila (12,5%), la Svizzera 29 mila (11,7%), i Paesi Bassi 19 mila (7,7%), la Francia 16 mila (6,5%). Seguono Regno Unito con 16 mila, Spagna con 14 mila e Polonia con 13 mila.
La graduatoria è quasi identica a quella del turismo straniero ordinario in Italia, dove la Germania guida con il 10% e gli Stati Uniti seguono con il 9,7%. Significa che i Giochi non hanno portato mercati nuovi: hanno amplificato quelli che già c’erano, in particolare i tre confinanti alpini. Anche il profilo anagrafico è sovrapponibile: 60,1% di uomini ed età media di 40,1 anni, contro il 61,3% e i 39,9 anni degli altri viaggiatori.
La Lombardia si prende il 61,6% della spesa
Le tre regioni che hanno ospitato i Giochi — Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige — hanno visto crescere la spesa turistica internazionale del 20,1%, da 1.049 a 1.260 milioni di euro. Le altre diciassette regioni italiane si sono fermate a +11,6%.
La Lombardia ha assorbito 243 dei 394 milioni della spesa olimpica, il 61,6%, con il 71,4% dei viaggiatori e il 64,7% delle notti. Il Veneto è secondo per spesa con 88 milioni (22,3%), il Trentino-Alto Adige terzo con 52 milioni (13,1%) ma secondo per numero di viaggiatori, 35 mila contro i 29 mila veneti. Alle altre regioni italiane sono arrivati 12 milioni, il 2,9%: una briciola.
Il Trentino raddoppia i viaggiatori, il Veneto la spesa
Guardando le variazioni tra il periodo dei giochi invernali e lo stesso periodo dell’anno precedente (febbraio 2025), la classifica si ribalta. Il Trentino-Alto Adige ha quasi raddoppiato i viaggiatori stranieri, da 80 a 147 mila, un aumento dell’83,8%, con la spesa a +27,3%. Il Veneto ha registrato la crescita più forte della spesa, +38,5%, da 259 a 359 milioni, con i viaggiatori a +15,8%.
La Lombardia, che pure ha incassato la quota maggiore in valore assoluto, mostra gli incrementi percentuali più contenuti: spesa +11,9%, viaggiatori +4,2%, notti +4,5%. È l’effetto di una base di partenza già molto alta: Milano a febbraio i turisti stranieri li aveva comunque.
Il voto all’organizzazione delle Olimpiadi Milano Cortina
Alla terza domanda posta da Bankitalia, quella sul grado di soddisfazione per l’organizzazione degli eventi, i viaggiatori olimpici hanno risposto con un voto medio di 8,4 su 10, con le risposte concentrate nella fascia alta della scala e una presenza trascurabile di giudizi negativi.
Un secondo gruppo, poco più di 50 mila viaggiatori, ha partecipato ad almeno un evento olimpico pur non avendo nei Giochi la ragione principale del viaggio: la loro spesa complessiva è stata di 93 milioni di euro. Sommati ai primi, i turisti stranieri passati per un impianto olimpico sono stati circa 300 mila, per 487 milioni.
Le Paralimpiadi non ingranano ancora
Le Paralimpiadi, dal 6 al 15 marzo, non hanno lasciato traccia nei flussi: il 99,5% dei viaggiatori olimpici aveva già lasciato l’Italia prima che cominciassero. E marzo 2026 si è chiuso in negativo su tutti e tre gli indicatori rispetto a marzo 2025: spesa -1,2%, viaggiatori -2,0%, notti -6,2%.
Il trimestre nel suo complesso resta positivo — 8.690 milioni di spesa contro 8.232, +5,6% — ma il profilo mensile racconta un evento che ha concentrato il proprio effetto in due settimane e non si è propagato a quella successiva. Se l’indotto di lungo periodo esista, i dati di febbraio non lo dicono: dicono che in quel mese, senza i Giochi, l’Italia avrebbe incassato meno dell’anno prima.






