Incidenti ferroviari Ue: il 77% per persone sui binari

Sono 750 le vittime con Polonia e Germania prime. Alti anche i suicidi: 2.357

In pochi giorni i treni spagnoli sono finiti al centro delle cronache, riportando al centro il tema della sicurezza ferroviaria. Una domanda, soprattutto in Spagna, ha iniziato a circolare ovunque: quanto sono davvero sicure le ferrovie?  L’episodio più grave si è verificato in Andalusia, dove una collisione tra due treni ad alta velocità ha provocato 45 morti. Secondo le prime ricostruzioni, all’origine dell’incidente ci sarebbe stata una frattura del binario, avvenuta prima del deragliamento. Nei giorni successivi la tensione è salita ancora: nei pressi di Barcellona un treno pendolare è uscito dai binari dopo il crollo di un muro di contenimento, indebolito dalle forti piogge, causando la morte del macchinista e quattro feriti gravi; altri episodi hanno coinvolto un convoglio deragliato per la presenza di un masso sui binari e un treno che ha urtato il braccio di una gru, con diversi feriti lievi.

Dal punto di vista statistico, questi episodi restano eccezioni. Nel 2024 nell’Unione europea si contano 1.507 incidenti ferroviari, con collisioni e deragliamenti che rappresentano solo una quota minoritaria del totale. A livello europeo, le collisioni sono aumentate del 52,6%, mentre i deragliamenti sono scesi a 63 casi (–21,3%). I dati non indicano criticità strutturali per la Spagna: il Paese rientra tra quelli con meno di 1 morto per 1.000 chilometri di rete, insieme ad Austria, Finlandia, Estonia e Irlanda. Sul fronte dei passeggeri, nel 2024 le vittime nell’UE sono state 16 in totale (una di queste in Spagna).

Europa, incidenti ferroviari in calo dal 2010

Ma il sistema ferroviario europeo è davvero diventato più sicuro? Allargando lo sguardo ai dati, la risposta è sì, almeno nel lungo periodo. Dal 2010 a oggi il numero di incidenti ferroviari significativi nell’Unione europea è diminuito del 32,4%, pari a 722 casi in meno, un calo che indica un miglioramento strutturale della sicurezza.

Lo stesso andamento si ritrova nelle conseguenze più gravi: nel 2024 le vittime sono state 750, con 548 feriti gravi, contro oltre 1.200 morti all’inizio del decennio scorso. La traiettoria, però, non è stata lineare. Dopo il minimo toccato durante la pandemia – quando tra 2019 e 2021 il traffico ferroviario si era quasi dimezzato – tra 2021 e 2023 si è registrato un rimbalzo di incidenti e vittime. Con il ritorno dei treni pieni, insomma, è tornata anche l’esposizione al rischio, mostrando quanto i livelli di sicurezza siano strettamente legati non solo alle infrastrutture, ma anche ai volumi di traffico.

Dove avvengono gli incidenti ferroviari

Il dato chiave è dove avvengono gli incidenti ferroviari in Europa. Nel 2024, il 54,1% riguarda persone investite da treni in movimento, quasi sempre pedoni sui binari in aree non autorizzate. Un altro 22,9% avviene ai passaggi a livello, dove l’interazione tra strada e ferrovia rende decisivo l’errore umano. Insieme, queste due categorie concentrano il 77% degli incidenti ferroviari nell’UE, indicando che il rischio è legato soprattutto a comportamenti inappropriati, più che a criticità strutturali del sistema ferroviario.

Vittime ferroviarie in Europa: i numeri

Quando si passa dagli incidenti alle vittime, il quadro cambia. Nel 2024 in Europa i morti per incidenti ferroviari sono stati 750, con 548 feriti gravi. La maggioranza delle vittime (65,6%) riguarda persone non autorizzate sui binari, mentre un altro 25,5% è legato ai passaggi a livello. I passeggeri rappresentano una quota minima: 2,1%, pari a 16 morti in tutta l’UE. Per chi viaggia in treno, il rischio resta quindi statisticamente molto basso: secondo l’ERA, spostarsi in auto è 84 volte più pericoloso che viaggiare in treno.

Un capitolo distinto è quello dei suicidi ferroviari, conteggiati separatamente dagli incidenti. Nel 2024 se ne registrano 2.357 nell’UE, più delle vittime causate dagli incidenti. Dal 2010 i suicidi ferroviari mostrano un andamento oscillante, con picchi significativi: 2.687 casi nel 2011 e 2.608 nel 2014 e nel 2016, senza però segnare un calo strutturale nel lungo periodo. In Italia, nel 2024 si contano 234 casi, mentre l’anno più critico resta il 2017, con 176 suicidi registrati (numeri nettamente inferiori a quelli della Germania dove ci sono stati nel 2024 ben 688 casi).

incidenti ferroviari in Europa

Dove in Europa si muore di più sui binari

Cinque Paesi concentrano la maggior parte delle vittime ferroviarie europee. Nel 2024 la Polonia è in cima alla lista con 163 morti, seguita dalla Germania (142). Poi arrivano Romania (65 vittime), Francia (63) e Italia (57). Insieme, questi cinque Paesi concentrano il 71,8% delle vittime per investimento da treni in movimento nell’Unione europea. Il dato va però letto con cautela: non riflette solo livelli di sicurezza diversi, ma anche l’estensione delle reti e i volumi di traffico. Non a caso, se si guarda ai morti per 1.000 chilometri di linea, emergono criticità in Paesi più piccoli come Portogallo, Ungheria e Slovacchia, mentre Stati con reti estese, come Spagna, Austria e Finlandia, restano sotto 1 vittima per 1.000 km.

Incidenti ferroviari in Italia: i numeri

In Italia nel 2024 gli incidenti ferroviari significativi sono stati 103, un valore contenuto nel quadro europeo. Le vittime totali sono state 57, a cui si aggiungono 29 feriti gravi. La distribuzione è però molto concentrata: 54 morti su 57 sono dovuti a persone investite da treni in movimento, mentre solo 3 vittime riguardano utenti di passaggi a livello. Non si registrano morti per collisioni o deragliamenti.

Anche sul fronte dei feriti gravi il quadro è analogo: 26 su 29 sono causati da investimenti da treni in movimento e 2 da incidenti ai passaggi a livello. Le vittime tra i passeggeri sono state 2, una quota minima e in linea con il dato europeo, che vede i passeggeri rappresentare solo il 2,1% dei morti complessivi. Nel complesso, i dati indicano che in Italia il rischio ferroviario resta prevalentemente comportamentale, legato alla presenza di persone sui binari, più che a criticità infrastrutturali o a scontri tra convogli.

Sicurezza ferroviaria: quanto investe l’Europa

Quando si parla di sicurezza ferroviaria, prima o poi il discorso torna sempre lì: manutenzione e infrastrutture. Non a caso, come osservano gli esperti, gli investimenti hanno ripreso a crescere in modo stabile solo dal 2021, dopo gli anni di stop e rallentamenti legati alla pandemia.  Nel 2022 la spesa infrastrutturale ferroviaria dell’UE ha raggiunto 50,8 miliardi di euro, con un aumento nominale del 31% rispetto al 2018. Ma, tolta l’inflazione, la crescita reale si riduce a circa +5%, molto meno di quanto sembri a prima vista. Di questi fondi, 25,2 miliardi di euro – la metà della spesa totale – sono stati destinati a manutenzione e rinnovi, cioè a tenere in efficienza una rete già esistente e sempre più sollecitata.

Nel dettaglio, nel 2022 il 25% delle risorse è andato alla manutenzione ordinaria, un altro 25% ai rinnovi, il 26% al potenziamento della rete e il restante 24% a nuove infrastrutture. Numeri che raccontano una scelta precisa: l’Europa investe tanto nel ferro, ma lo fa soprattutto per non far invecchiare una rete sempre più usata, dove basta una crepa, come nel caso andaluso, per trasformare un problema tecnico in una tragedia.

Alta velocità UE, rete sempre più carica

Il punto è che la rete ferroviaria europea, oltre a essere molto estesa, è anche sfruttata al massimo. Nel 2022 contava 202.131 chilometri di linee, di cui 12.015 chilometri ad alta velocità, in crescita del 10,4% rispetto al 2018. Su questa rete circolano sempre più treni, spesso più veloci e più frequenti. Il risultato è che ogni chilometro di binari lavora senza sosta: nell’arco di un anno è come se fosse percorso 18700 mila volte, sommando il passaggio di tutti i treni. E quando una rete lavora così intensamente, manutenzione e gestione diventano decisive per garantire sicurezza e affidabilità.

Il risultato è che una parte crescente della rete lavora vicino al limite: 6.711 chilometri sono stati ufficialmente dichiarati saturi, cioè troppo carichi per assorbire nuovi treni senza creare ritardi o conflitti. In questo contesto entra in gioco anche la tecnologia: il sistema europeo di controllo e segnalamento Ertms – pensato per aumentare sicurezza e interoperabilità – è attivo oggi solo sul 14% della rete centrale, anche se sono già stati firmati contratti per coprire un ulteriore 19%. Numeri che spiegano perché la sicurezza non dipende solo da quanto si spende, ma anche da quanto intensamente viene usata la rete e da quanto velocemente si riesce ad aggiornarla.

Domande e risposte, clicca per aprire
Quanti incidenti ferroviari ci sono stati nell’UE nel 2024?
Nel 2024 nell’Unione europea si contano 1.507 incidenti ferroviari significativi. Collisioni e deragliamenti rappresentano una quota minoritaria del totale.
Dove avviene la maggior parte degli incidenti ferroviari?
Nel 2024 il 54,1% degli incidenti riguarda persone investite da treni in movimento e il 22,9% avviene ai passaggi a livello. Insieme, queste due categorie concentrano il 77% degli incidenti ferroviari nell’UE.
Quante sono state le vittime ferroviarie in Europa nel 2024?
Nel 2024 si contano 750 morti e 548 feriti gravi. Il 65,6% delle vittime riguarda persone non autorizzate sui binari, mentre i passeggeri rappresentano solo il 2,1% dei morti (16 casi).
I suicidi ferroviari sono inclusi negli incidenti?
No. I suicidi ferroviari sono conteggiati separatamente. Nel 2024 nell’UE se ne registrano 2.357, un numero superiore alle vittime causate dagli incidenti ferroviari.
Quali Paesi registrano più vittime ferroviarie?
Nel 2024 la Polonia registra 163 morti, seguita da Germania (142), Romania (65), Francia (63) e Italia (57). Questi cinque Paesi concentrano il 71,8% delle vittime per investimento da treni in movimento.
Quanto è sicuro viaggiare in treno rispetto all’auto?
Secondo l’Agenzia ferroviaria europea (ERA), spostarsi in auto è 84 volte più pericoloso che viaggiare in treno. Il rischio per i passeggeri ferroviari resta statisticamente molto basso.

 

Fonte: Eurostat / ERA, Railway safety statistics in the EU – Commissione europea, Nona relazione sul mercato ferroviario

I dati sono aggiornati al 2024
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