fbpx
 In Hot Topic

Se dovesse ritornare il lockdown le perdite di gettito arriverebbero a più di 1,5 miliardi

Il Covid-19 ha già cominciato a fare male ai conti dei comuni, un po’ ovunque, ma soprattutto in Lombardia, secondo i recentissimi dati di Banca d’Italia. La perdita di gettito già certa e realizzata ammonta a 524 milioni e 394 mila euro. Si tratta del 5,4% delle entrate correnti, una percentuale maggiore di quella che si riscontra a livello nazionale, dove si arriva al 4,1%.

L’ammanco maggiore, 247 milioni e 117 mila euro, proviene dalle entrate di beni e servizi che non si sono verificate. Si tratta o della vendita di immobili o di servizi come le mense o le rette degli asili nido o l’affitto dei locali. A differenza dei pagamenti di imposte fisse, queste sono entrate che dipendono dall’usufrutto di un servizio, che è variabile e può essere interrotto, come è avvenuto con l’emergenza coronavirus.

Vi è stato anche un calo di 75 milioni e 844 mila euro delle entrate da sanzioni amministrative, ovvero le multe. E’ chiaro che queste dipendono in modo diretto dai movimenti dalla popolazione e quasi si annullano in caso di lockdown stretto come quello che si è visto in Italia.

Bar e ristoranti chiusi abbattono il gettito

Tosap e Cosap, che con leggere differenze riguardano il pagamento di una tassa o di un canone per l’occupazione di suolo pubblico (o privato con servitù di passaggio) risentono rispettivamente di perdite di 22 milioni e 340 mila euro e  di 62 milioni e 463 mila. E’ l’effetto dell’interruzione di ogni tipo di evento, banchetto, chiosco o mercato durante il periodo d’emergenza e in parte anche dopo, se pensiamo al fatto che manifestazioni come le “Feste della birra” quest’anno sono annullate. Le perdite del gettito dalle imposte di soggiorno, di poco più di 14 milioni, sono minori di altri. Più importanti i cali delle entrate dalle affissioni, poco meno di 40 milioni, e dalle imposte sui rifiuti, 48 milioni e 326 mila euro, a causa soprattutto del lockdown per bar, ristoranti e uffici.

Ma il dato più spaventoso è quello che riguarda le perdite potenziali: Banca d’Italia calcola che se nella seconda parte dell’anno ci fosse lo stesso blocco delle attività di marzo-maggio si arriverebbe a un calo del gettito di 1 miliardo 535 milioni e 569 mila, tre volte quello attuale, il 15,7% delle entrate totali. Anche in questo caso la diminuzione sarebbe trascinata dal calo di vendite di beni e servizi, che inciderebbe per 722 milioni e 939 mila.

In Italia con un nuovo lockdown gettito giù di 7,3 miliardi

Se lo sguardo si sposta su tutto il Paese il danno del lockdown dovuto al Covid19 appare ancora peggiore per i comuni. Il calo già acquisito del gettito ammonta a 2 miliardi 402 mila e 431 euro, il 4,1% delle entrate correnti, quindi leggermente meno che in Lombardia, a causa probabilmente di una circolazione delle persone di poco più alta. Si salirebbe però a ben 7 miliardi 279 milioni e 315 euro nel caso di nuovo lockdown. Si tratta quasi del valore di una finanziaria. E’ facile immaginare a quanto ammonterebbero le perdite totali dello Stato se l’impatto sul gettito comunale, che è una grandezza limitata rispetto al bilancio dello Stato, arriverebbe a tali livelli.

Si tratta naturalmente di una proiezione estrema, per ora è difficile immaginare una seconda ondata prima dell’autunno, e anche in tal caso dovremmo essere più protetti. E’ tuttavia indicativa della vulnerabilità dei comuni, le cui finanze dipendono in modo massiccio dallo svolgersi di attività che hanno a che fare con il libero movimento delle persone, l’uso di dehors da parte dei bar, i mercati all’aperto, le fiere, gli asili nido per i bambini più piccoli.

Sarebbero probabilmente i più colpiti.

I dati si riferiscono al 2020

Fonte: Banca d’Italia

Leggi anche: Un terzo delle aziende dilazionano i pagamenti

 

 

Start typing and press Enter to search