Il 52% degli autonomi ha difficoltà a comprare casa

Si arriva al 64% nel commercio e ristorazione. Ecco le famiglie che hanno difficoltà a pagare il mutuo

Le famiglie italiane riescono a pagare i mutui in questa crisi da coronavirus? Può sembrare una domanda difficile, anche perché parliamo di una crisi appena iniziata. Però, abbiamo a disposizione i dati di un’indagine della Banca d’Italia svolta ad aprile sul debito delle famiglie italiane.

Le difficoltà delle famiglie a pagare il mutuo

Bisogna iniziare dal dire che la capacità delle famiglie di fronteggiare la crisi, favorita dal livello contenuto dell’indebitamento e dai bassi tassi di interesse, dipende anche dalla loro disponibilità di risorse finanziarie per compensare la caduta del reddito medio pro capite. Secondo i dati dell’indagine straordinaria tra 3mila famiglie condotta dalla Banca d’Italia ad aprile il 38 per cento dei mutuatari ha affermato di avere difficoltà nel pagare le rate a causa dell’epidemia di Covid-19. La percentuale è più elevata tra i lavoratori autonomi e tra quelli impiegati nel settore del commercio e della ristorazione (52 e 64 per cento, rispettivamente).

Tra gli indebitati per finalità di consumo, la quota di quelli in difficoltà nel pagamento delle rate è, in media, lievemente più contenuta (34 per cento). Inoltre, nel grafico in alto possiamo vedere come si compone il debito finanziario delle famiglie italiane e come è cambiato nel corso degli anni.

I debiti delle famiglie italiane

Gli individui che hanno dichiarato di avere accumulato risparmi sufficienti per i consumi essenziali (cibo, riscaldamento, igiene, ecc.) e, se indebitati, per il pagamento delle rate per non più di tre mesi, sono il 38 per cento del totale. La percentuale sale a oltre il 50 per cento nel caso in cui il soggetto sia un lavoratore con un contratto a termine o il reddito familiare si sia più che dimezzato in conseguenza della pandemia. Gli individui finanziariamente più solidi, con risorse sufficienti per fare fronte a queste spese almeno sino alla fine dell’anno, sono circa un terzo del totale.

Le richieste di moratoria alle banche

Sulla base di una specifica rilevazione avviata dalla Banca d’Italia, all’8 maggio si stima che fossero arrivate alle banche poco più di 105.000 domande di sospensione delle rate del mutuo per la prima casa collegate al Fondo Gasparrini, per un debito residuo di poco superiore a 9 miliardi; le domande accolte erano oltre 32.000, quelle
rigettate poco più di 5.500, le rimanenti in corso di lavorazione. Considerando le risorse del Fondo non ancora utilizzate, si stima che sarebbe possibile concedere circa 300.000 ulteriori sospensioni. Le domande di sospensione delle rate dei finanziamenti con scopo di consumo erano quasi 400.000, per un ammontare superiore a 6,5 miliardi; la maggior parte delle domande esaminate sono state accolte.

Fonte: Banca d’Italia 

I dati sono aggiornati al: 2020 

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