Smentiti tutti gli allarmi: i numeri veri dell’Aifa sulle reazioni degli italiani
Sono stati 309 ogni 100mila dosi gli eventi avversi al vaccino anti Covid in Italia: parliamo nella grandissima parte di sintomi di lieve entità. Il monitoraggio sugli eventi avversi dell’Agenzia Italiana del Farmaco ha smentito i timori legati in particolare al vaccino Astrazeneca.
Il rapporto dell’Aifa prende in considerazione i vaccini fino al 26 aprile, si esaminano le segnalazioni successive a ben 18 milioni e 148 mila vaccinazioni effettuate, tra prime e seconde dosi. Gran parte, 12 milioni e 872 mila, con Comirnaty, il vaccino dal nome sconosciuto ai più di Pfizer e BioNTech, poco meno di 4 milioni con Vaxzevria, e 1 milione e 276 mila con Moderna. Ebbene sono state solo 56.110, 309 ogni 100 mila dosi, gli eventi avversi segnalati.
Gli eventi avversi al vaccino anti Covid
Si sale però a 328 nel caso dei vaccini Pfizer, mentre quello di Astrazeneca è in media e quello di Moderna ne ha provocati solo 129 su 100 mila dosi. Gran parte degli eventi avversi, il 91,2%, sono stati tuttavia lievi. E non ha richiesto cure mediche ospedaliere. con una grande maggioranza che è stato segnalato risolto o in miglioramento. Gli eventi avversi gravi, una minoranza, sono stati l’8,6% (per il 0,2% non vi è indicazione di gravità), ovvero 27 ogni 100 mila vaccinazioni.
Complessivamente, considerando sia gli eventi avversi gravi che quelli non gravi, sono state soprattutto le donne a essere colpite. Il 75% delle segnalazioni si riferisce a loro, a fronte di un 57% di vaccini somministrati a italiane di genere femminile. Vuol dire che sono effettivamente più colpite degli uomini. Si tratta di un dato che riguarda tutte le età e Aifa afferma che questa maggiore predisposizione femminile va indagata maggiormente per capire se effettivamente vi è una maggiore sensibilità ai vaccini per le donne o una maggiore tendenza alla segnalazione di malesseri.

Il monitoraggio dei vaccini in Italia
Quelli che però comprensibilmente impauriscono di più il cittadino e che hanno risalto sui media sono gli eventi avversi che si traducono in decessi. Secondo i dati di Aifa sono stati fino al 26 aprile 223 in tutto, ma sono solo 3 quelle che potrebbero essere collegate al vaccino.
Bisogna precisare, infatti, che 191 morti su 223 presentavano già patologie pregresse gravi, tumori, morbo di Alzheimer, malattie cardiovascolari, patologie renali, ecc. E solo 3 secondo Aifa possono veramente essere collegati in modo diretto al vaccino. Si deve segnalare anche che il vaccino Astrazeneca è quello che ha presentato meno morti “sospette”: 0,85 ogni 100mila abitanti, contro le 3,05 di Moderna.
Anche considerando tutti i 223, comunque, 1,23 morti ogni 100 mila persone in un lasso di tempo di alcuni giorni è un tasso decisamente inferiore alla media attesa secondo i dati sulla mortalità dell’Istat, anche considerando l’età. E anche se va calcolato il fatto che alcuni decessi non vengono segnalati perché non ritenuti già dai parenti o dal personale medico in relazione ai vaccini il giudizio di Aifa sulle conseguenze dei vaccini rimane complessivamente positivo. I benefici superano di molto i rischi.
I dati si riferiscono al 2021
Fonte: Aifa
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