Le segnalazioni più comuni in Europa di eventi avversi raccolte dall’authority Ue
Con l’arrivo dei vaccini contro il Covid sulla scena mediatica un tema tornato sotto i riflettori riguarda gli effetti collaterali dei farmaci. I timori legati agli eventi avversi collegati al vaccino Astrazeneca ci hanno ricordato che in realtà tutti i farmaci, anche quelli che riteniamo più innocui e che prendiamo quotidianamente di nostra iniziativa senza consultare il medico, possono generare reazioni, che in alcuni casi possono anche essere gravi.
Quali sono gli effetti avversi dei farmaci
Lo leggiamo dai bugiardini, che contengono i lunghi elenchi degli effetti indesiderati o delle interazioni con alimenti o altri farmaci da evitare. Ebbene, questi elenchi nascono anche grazie alle segnalazioni che provengono dai cittadini che tali effetti subiscono e che riferiscono al medico.
Presso l’Ema (Europea Medicines Agency) l’ormai celebre Agenzia Europea del Farmaco, è attivo EudraVigilance, il sistema che dal 2001 è stato creato per raccogliere in tutta la Ue tali segnalazioni, provenienti dalle autorità regolatorie nazionali, nel caso italiano dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza per esempio, dalle aziende farmaceutiche e da chi si occupa di studi clinici.
Quali sono gli effetti collaterali del paracetamolo
Naturalmente si tratta di eventi avversi sospetti. Saranno poi le indagini scientifiche del caso a confermare se un dato farmaco ha dato o può dare quegli effetti collaterali. Come quelli generati dall’uso di paracetamolo, tra le sostanze più usate in Occidente, presente da solo o in associazione ad altre in moltissimi farmaci, dalla Techipirina al Panadol all’Efferalgan.

Gli effetti collaterali del paracetamolo sono anche dermatologici
Sono milioni le persone nel mondo che lo hanno usato miliardi di dosi di paracetamolo. Dati i numeri i 66.853 effetti collaterali segnalati non appaiono molto preoccupanti, anche se in valore assoluto non sono pochi. Anche perché sono inclusi anche quelli provenienti dai Paesi extraueropei, e non solo quelli della Ue. In media arrivano a EudraVigilance tra le 400 e le 700 segnalazioni ogni mese.
Riguardo al paracetamolo la maggior parte delle segnalazioni riguarda casi di avvelenamento da paracetamolo per sovradosaggio: 21.156 comunicazioni. Si tratta di un effetto avverso che rischia di verificarsi se invece della dose giornaliera di 4 grammi se ne assumono più di 10. In questo caso subentra insufficienza epatica, con sintomi come nausea, vomito, sudorazione, fino al coma e alla morte.
Cosa comporta il sovradosaggio del paracetamolo
Sono soprattutto le donne a segnalare questi effetti collaterali del paracetamolo: sono loro ad aver segnalato 12.148 effetti collaterali dovuti al sovradosaggio mentre dagli uomini sono arrivati solo 5.977 alert. (in 3.031 casi il genere non è comunicato). Sono 15.287 invece gli eventi avversi segnalati come “generali”, senza una chiara definizione dei sintomi. Tra quelli più specifici invece prevalgono quelli dermatologici, che hanno interessato 14.015 persone, anche in questo caso con una netta prevalenza femminile, con 7.966 donne che hanno denunciato effetti collaterali del paracetamolo sulla pelle.
Gli altri effetti avversi, ci sono anche quelli psichiatrici
Insomma, sembra proprio che anche un farmaco così apparentemente innocuo come il paracetamolo non sia esente dal provocare reazioni indesiderate. Dopo quelle dermatologiche a essere segnalate di più sono quelle in campo psichiatrico, 11.906 negli anni. Quelle denunciate da persone di sesso femminile in questo caso sono ancora di più in proporzione al totale, 7.096 contro 3.490 quelle segnalate da uomini e 1.347 senza indicazione del genere.
Gli effetti gastrointestinali del paracetamolo
Più di 10mila anche gli effetti gastrointestinali ed epatici, mentre poco di meno sono quelli neurologici, 9.545. 8.131 risultano sotto investigazione e non chiari, non attribuibili a una parte del corpo. Mentre meno, ma comunque intorno alle 3 mila sono le infezioni, o gli effetti muscolo-scheletrici. 3.684 le reazioni avverse di tipo cardiaco e 5.431 quelle respiratorie. Più di metà degli effetti collaterali sono stati segnalati da persone tra i 18 e i 64 anni, pochissime riguardano minori, mentre poco più del 13% sono riferibili ad anziani. Ma anche qui vi è una parte che non è attribuibile a un’età precisa, quasi il 20%.
In sostanza tutti i medicinali, nessuno escluso, necessitano attenzione e di essere assunti senza sottovalutare gli eventuali effetti indesiderati, se si vuole che servano allo scopo, ovvero di generare più benefici che danni al corpo umano.
I dati si riferiscono al periodo 2001-2021
Fonte: Ema
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