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Dai musical alla scrittura dei testi: i numeri che hanno reso grande il batterista dei Pooh

A pochi giorni dalla morte di Gigi Proietti, Roma e l’Italia perdono un altro baluardo culturale. Stefano d’Orazio, onorato dal mondo della musica e insignito anche da Cossiga dell’onorificenza di cavaliere, è morto proprio nel momento in cui stava uscendo da una pesante leucemia. Già per il re del cinema e del teatro avevamo scritto un articolo partendo dai numeri di tutte le sue performance, e così vogliamo fare per il batterista dei Pooh, una delle band italiane che hanno segnato la storia del nostro Paese con ben 344 brani in carriera.

Con i Pooh record italiano: oltre 100 milioni di dischi venduti

Partiamo allora proprio dalla storia del gruppo. Formatosi nel 1966 a Bologna e scioltosi, ufficialmente, dopo l’ultimo concerto il 30 dicembre 2016, conobbe diverse mutazioni nel corso dei suoi ben 50 anni di storia, ma la formazione fu stabile dal 1973 al 2009 con Roby Facchinetti alle tastiere, Dodi Battaglia alla chitarra, Red Canzian al basso e proprio Stefano D’Orazio alla batteria. In questi 36 anni conquistò i suoi successi più importanti, come la vittoria de 40° festival di Sanremo. Nel corso della loro carriera i Pooh hanno venduto più di 100 milioni di dischi, stabilendo un record ancora imbattuto per un complesso italiano, ottenuto 15 dischi d’oro e 30 di platino, tenuto 63 tour tra stadi e teatri per un totale di oltre 3.000 concerti e più di 6.660 ore di live.

La sua storia con il gruppo musicale

Entra a far parte dei Pooh nel 1971, in seguito all’uscita di Valerio Negrini, e vi rimane fino al 2009, scrivendo anche una parte dei testi delle canzoni del gruppo. Lascia la band dopo un tour di 38 date conclusosi a Milano e dopo un’ultima canzone inedita cantata a quattro voci, Ancora una notte insieme, contenuta nella raccolta omonima. Rientra però nel gruppo nel 2015, in occasione del cinquantennale della band, e scrive gli ultimi suoi tre testi per il gruppo: Tante storie fa, Le cose che vorrei, Ancora una canzone, che sono anche le uniche canzoni di tutta la discografia del gruppo interpretate a cinque voci alternate con Riccardo Fogli. Tra tutte le sue doti, Stefano D’Orazio aveva sicuramente anche una predisposizione alla scrittura: sono oltre 70 i brani firmati come autore dei testi.

La passione per i musical e il record da botteghino

In seguito alla fuoriuscita dai Pooh decide di dedicarsi alla scrittura dei musical. Nel febbraio 2010 annuncia l’uscita di Aladin, musical da lui scritto e per il quale i suoi tre ex colleghi Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian compongono le musiche. Lo spettacolo, che si aggiunge ad altri 5 musical con il suo nome, debutta al Teatro La Versiliana di Pietrasanta e rimane in scena per i teatri di tutta Italia, con oltre 200 repliche sold out che valgono il biglietto d’oro come campione d’incassi della stagione 2010-2011.

Nell’ottobre 2010, il musical Pinocchio di Saverio Marconi, di cui D’Orazio scrive i testi con Valerio Negrini, già paroliere con i Pooh, viene messo in scena a Broadway e poi al Danny Kaye Theatre, dopo 460 repliche in sette anni di programmazione. Tra le altre cose, per il suo impegno artistico e i suoi 40 anni di carriera nel 2011 gli viene dedicata una statua al Museo delle cere di Roma.

 

 

Fonti: Siae, stefanodorazio.it

Ultima modifica 10 novembre 2020

 

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