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Lo dicono i numeri: dai 45 film alle 17 trasmissioni tv fino alle 8 opere liriche

Gigi Proietti è morto proprio nel giorno del suo 80° compleanno. Re su ogni palcoscenico, è stato l’esempio massimo di artista poliedrico. In una carriera lunga oltre 50 anni ha spaziato dal cinema al teatro. Certo, la grandezza di un’artista non si misura certo con i numeri, ma i dati sulla sua vita artistica mettono in luce quanto abbia saputo lasciare il segno su ogni tipologia di palcoscenico. Non a caso, è stato attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico e insegnante.

Partiamo dal teatro, suo primo amore. Ha recitato in 48 opere e fatto il regista ad altre 38. Ma non possiamo non ricordare il cinema: ha partecipato a 45 film. Il primo è stato Se permettete parliamo di donne del regista Ettore Scola del 1964. L’ultimo è stato Pinocchio di Matteo Garrone. Ma non è difficile rendersi conto che la gran parte delle partecipazioni cinematografiche si concentrano negli anni ’70: sono 22 su 45 le partecipazioni come attore, con ruoli più o meno importanti, dal 1970 al 1980.

Il Maresciallo Rocca, campione di ascolti

Non possiamo, però, dimenticare le produzioni televisive: quelli che una volta si chiamavano sceneggiati e adesso tutti conoscono come fiction. Ha partecipato a 37 produzioni: in alcune è stato protagonista di singole puntate, in altre è stato il personaggio centrale per tanti anni. E’ il caso della serie Il maresciallo Rocca, la serie tv andata avanti dal 1996 al 2005. Se Montalbano è stato il prodotto televisivo campione di ascolti degli anni 2000 e La Piovra negli anni ’80, il Maresciallo Rocca lo è stato degli anni ’90. Supera dieci milioni di telespettatori, l’ultima puntata della prima stagione batte addirittura il Festival di Sanremo con 16 milioni di italiani incollati davanti allo schermo,

I mille volti di Gigi Proietti

Non tutti lo ricordano, ma è stato anche un cantante. Il primo album è stato pubblicato nel 1971 e l’ultimo nel 1997: in tutto sono stati 11 con 15 singoli. Non si possono non ricordare, però, le esperienze da doppiatore. Sono state 33 in tutto. Fu proprio Proietti a dare voce al grido iconico di Rocky in una delle scene cult del primo film con Sylvester Stallone (che dopo quella pellicola fu sempre doppiato da Ferruccio Amendola), quell'”Adriana!” diventato celebre. Ma la carriera come “voce nell’ombra” di Proietti comprende anche altri doppiaggi celebri come quello di Dustin Hoffman in “Lenny” (di cui ha diretto anche il doppiaggio, ndr), Robert De Niro in “Casinò” (1995) di Martin Scorsese e prima ancora di un De Niro nei primi film, “Mean Streets” e “Gli ultimi fuochi”.

É stato anche regista di opere liriche. Lo è stato per 8 produzioni teatrali. La prima volta lo ha fatto nel 1983 con la Tosca di Giacomo Puccini, l’ultima volta nel 2010 con la Carmen di Bizet. Ha condotto 17 programmi televisivi e in 2 ha fatto il giudice. La prima esperienza da conduttore è stata Sabato sera dalle nove alle dieci del 1974. Ed è stato protagonista anche di 5 serie di spot televisivi, la più ricordata è quella per Kimbo andata avanti dal 2002 al 2010. Ha scritto pure 4 libri.

Fonte: sito gigiproietti.it, Wikipedia, Auditel 

Ultima modifica: 2 novembre 2020 

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