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Lockdown a parte, il fatturato è aumentato di oltre il 44% e i prodotti MDD hanno una quota del 19,8% sul totale grocery

Per quanto riguarda il 2020 è ancora tutto da scrivere, contando i boom di vendita durante il lockdown e la normalizzazione estiva. Ma quello di Despar è un trend che sembra essere destinato a continuare a crescere. Il 2019, infatti, si chiude con un fatturato di vendita al pubblico di 3,615 miliardi di euro che, come si vede nel grafico è pari ad un aumento di oltre il 44% rispetto ai dati del 2014 forniti dall’Osservatorio di Mediobanca.

Quanti sono i punti vendita in Italia?

Strategico per il gruppo è stato l’ingresso del Gruppo 3 A che ha permesso l’ampliarsi dell’insegna in regioni come Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con 149 strutture che hanno consolidato la rete di 1.240 punti di vendita. Sono le nuove entrate e il tentativo di rafforzare la propria rete, con interventi di ristrutturazione e nuove aperture,  giustificare l’investimento di oltre 95 milioni di euro che Despar le società legate hanno investito nel 2019.  Secondo Despar il 98% dei fornitori del Consorzio è italiano, ma il punto chiave dal punto di vista strategico sembra essere la valorizzazione del prodotto a marchio che, tra tutte le voci di fatturati, è quella che merita più attenzione.

I marchi del distributore sono il 19,8% sul totale grocery

Negli anni, infatti, si è registrato un incremento significativo anche nel fatturato in acquisto per i prodotti a marchio Despar che nel 2019 è stato di 353,8 milioni di euro. Questo risultato porta la quota marchi del distributore (MDD) sul totale grocery al 19,8% con un avanzamento di 0,6 punti percentuali in linea con le performance positive riscontrate negli ultimi anni. L’attuale stima di crescita per l’anno in corso, riferita al valore di acquisto destinato ai prodotti MDD, si attesta nell’ordine del 3%. A fine 2019 il personale impiegato dalle sei aziende del Consorzio ammontava a 13.000 collaboratori, considerando punti vendita, sedi e piattaforme logistiche. Rispetto al 2014, quindi, il numero di dipendenti è aumentato oltre il 20%.

Esselunga al secondo posto nell’e-commerce

È evidente che l’attuale stato emergenziale causato dall’epidemia ha modificato drasticamente gli scenari, condizionando i protagonisti della distribuzione nella revisione delle proprie strategie future. Eppure, Despar sembra poter rispondere adeguatamente alle trasformazioni che l’anno della pandemia ha portato. Infatti, in un sondaggio condotto da Statista sui canali di spesa online, risulta tra i primi fornitori in Italia: il 48% degli intervistati dichiara di usare abitualmente Amazon come canale e-commerce, mentre Esselunga con il 21% delle risposte è al secondo posto, con ben 27 punti percentuali di distacco. Despar, invece, è subito dietro a Easycoop con l’8% delle risposte.

 

I dati di riferiscono al 2014-2020

Fonti: Despar, Mediobanca, Statista

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