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Quello di WallMart supera il Pil dell’Austria e Carrefour è terza, per J Sainsbury il 16,2% arriva dall’e-commerce

Il mondo della Grande distribuzione sta affrontando un processo di trasformazione importante. Il lockdown e il new normal, infatti, stanno scombinando le abitudini dei consumatori non solo italiani. Come mostra l’indagine 2020 di Mediobanca il comparto della Gdo segna ricavi complessivi pari a circa il 40% del giro d’affari mondiale. Eppure, neanche una italiana compare tra le top mondiali, complice la mancata internazionalizzazione dei nostri marchi che pure potrebbero esportare i loro brand tricolori.

WalMart fattura quattro volte Kroger, Auchan in caduta libera

Il grafico sopra mostra il fatturato dei più grandi protagonisti della Gdo. WalMart ha di gran lunga le maggiori dimensioni con un fatturato pari a 445,7 miliardi di euro. Per quantificare la grandezza del colosso americano basta sapere che è di poco inferiore al PIL dell’intera Austria (455,3), è quattro volte il secondo operatore, Kroger, e quasi pari alla somma dei sei successivi. Dopo Kroger troviamo la multinazionale francese Carrefour con 76 miliardi di fatturato e la britannica Tesco con 71,4 miliardi. È proprio quest’ultima, insieme alla giapponese Seven & i a crescere maggiormente sui valori dell’anno precedente, mentre la peggiore è Auchan. Gli store del marchio francese in Italia sono stati rilevati da Conad con un investimento di un miliardo di euro e in Cina ad Alibaba per 3 miliardi. In ogni caso non compare neanche un’italiana, perché la Coop Group, nonostante il nome e il logo molto simile a quella che troviamo nel nostro Paese, è in realtà un’omonima svizzera.

Internazionalizzazione e e-commerce, le armi che mancano in Italia

Guardando le voci che compongono il fatturato, un aspetto caratteristico dei maggiori gruppi stranieri è la loro proiezione internazionale. Mediamente il 22% delle vendite è realizzato in punti vendita esteri. L’olandese Ahold Delhaize segna il maggiore importo della quota estera pari al 77,4%, grazie all’apporto della belga Delhaize confluita nel gruppo; mentre per Carrefour le vendite realizzate in punti vendita esteri sono pari al 53,1% del totale.

Anche le vendite online in questi mesi hanno raggiunto picchi del 288%, ma partono da trend già positivi. Tra gli operatori internazionali esaminati dall’indagine di Mediobanca, l’incidenza dell’e-commerce si colloca tra l’1% e il 2% del fatturato totale per Loblaw, WalMart, Carrefour e Woolworths, mentre ancora più elevata l’incidenza per la britannica J Sainsbury che tocca il 16,2%.

Carrefour punta sul digitale: +26,5% di conversione rate

Anche in Italia è in atto un processo di digitalizzazione. Carrefour, uno dei più grandi protagonisti mondiali attivo anche nel nostro Paese, ha da poco annunciato una partnership con ShopFully, tech company italiana leader del settore Drive-to-Store che connette 30 milioni di utenti con 250 mila negozi intorno a loro. Grazie a questa nuova partnership la misurazione dei risultati delle attività intraprese raggiunge un grado di precisione del 98,8% e la conversion rate del volantino digitale, quindi il numero di persone che sono entrate in un negozio Carrefour dopo essere state esposte alla notifica push, è raddoppiata, passando dal 13,6% al 26,5%. Inoltre, la percentuale di nuovi visitatori è aumentata del 19%.

 

 

Fonte: Area Studi Mediobanca

I dati si riferiscono al 2017-2020

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