Tasse sul lavoro: il cuneo fiscale è al 47,9%, terzi al mondo

Pd e 5Stelle per un taglio di 6 miliardi. Le imprese pagano l’11,8% in più rispetto alla media Ocse

Una delle proposte sul tavolo dei dirigenti di M5S e Pd, alla ricerca di un punto di caduta su programmi e nomi per far nascere il nuovo governo giallorosso, riguarda il cuneo fiscale in Italia. Cioè: la differenza tra quanto l’impresa paga al dipendente e quanto il dipendente incassa al netto di tasse e contributi pensionistici. Le tasse sono tutte a carico del lavoratore, i contributi sono divisi tra lavoratore e datore di lavoro.

Come si calcolano le tasse sul lavoro

Da indiscrezioni si sta parlando di un taglio del cuneo fiscale, riducendo evidentemente il peso delle tasse sulle buste paga, pari a 6 miliardi che farebbero aumentare gli stipendi di alcune decine di euro all’anno per dipendente (evidentemente è una media: il beneficio dipende dalla busta paga). Una seconda proposta sul tavolo è quella di investire (in mancati incassi per lo Stato) 15 miliardi in tre anni in modo da aumentare il netto in busta paga dei lavoratori dipendenti di 1.500 euro l’anno.

tasse lavoro

Il grafico sopra mostra la percentuale della retribuzione lorda che non va al lavoratore ma allo Stato. I dati prendono a riferimento un lavoratore single senza figli a carico e considera il valore della busta paga media di ciascun Paese.

La definizione di cuneo fiscale

In questa classifica l’Italia, tra tutti i Paesi Ocse, è in ottima posizione (per fare dell’ironia): terza dopo Belgio e Germania. Il Belgio ha un cuneo fiscale pari addirittura al 52,7% e la Germania del 49,5%. Vuol dire che più della metà della retribuzione lorda di un lavoratore belga va in tasse e contributi e appena sotto per quanto riguarda un lavoratore tedesco.

Ma il 47,9% (47,88% per la precisione) è una media, perché se si entra nello specifico e si fanno delle simulazioni si scopre, per esempio, che un operaio che guadagna (netto in busta) 23.290 euro l’anno (circa 1.800 euro al mese) costa all’azienda 49.445 euro con un cuneo fiscale che supera il 50% e raggiunge il 52,9%. Altri tipi di lavoratori possono arrivare a incassare il 43% di quanto pagato dall’azienda. Come mai? Dipende dal peso variabile dei contributi Inail (infortuni), detrazioni Irpef e da eventuali contributi a enti bilaterali (come, per esempio, per la formazione professionale) e fondi di assistenza (come quello dei bancari).

Sopra la media per le tasse sul lavoro

In Italia, secondo i dati Ocse, il cuneo fiscale è del 47,9% e, come detto, siamo terzi tra i Paesi aderenti all’Ocse. Il 47,9% è 11,8 punti percentuali superiore alla media Ocse, pari al 36,1%.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Ocse

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