I costi del conto corrente bancario aumentano dal 2017

Lo dice la Banca d’Italia. Le spese fisse hanno toccato i 57 euro l’anno

Partiamo da un’indagine della Banca d’Italia. Un’indagine corposa, che si basa sui costi del conto corrente bancario dopo un’analisi approfondita su ben 12.705 rapporti e 900 conti postali, provenienti da 608 sportelli bancari e 45 sportelli postali. E i risultati sono chiari. In media il costo del conto corrente bancario è in crescita. Perlomeno lo sono stati negli ultimi 3 anni, tra il 2017 e il 2019.

Quali sono i costi fissi di un conto corrente bancario

In particolare sono aumentate soprattutto le spese fisse del conto corrente che dai 52,3 euro annui del 2017, sono diventate di 55 euro nel 2018 e di 57 nel 2019. Qualcosa di simile è avvenuto anche per il costo dei conti correnti postali, anche se gli incrementi sono stati meno netti. Si è passati da un costo fisso medio di 36,4 euro nel 2017 a uno di 38,1 nel 2018 a uno di 38,6 nel 2019.

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I costi del conto corrente all’anno

La colpa in particolare è secondo la Banca d’Italia della crescita del canone annuo del conto corrente che rappresenta la grande maggioranza delle spese per aprire un conto corrente bancario. Nel caso dei conti bancari erano di 47,8 euro del 2018 e sono diventati l’anno dopo 48,9, ma tra 2017 e 2018 l’incremento era stato ancora maggiore, da 42,7 a 48,9.

E conta anche il fatto che è passata dal 66% al 69% la percentuale di clienti obbligata a pagare un canone di base. Contano meno altri costi fissi del conto corrente come quelli relativi al dossier titoli, ma anche questi sono cresciuti. E qualcosa di simile è avvenuto anche nell’ambito dei conti postali.

Aumentano i costi bancari

Al contrario la maggiore diffusione delle carte di credito e di debito (i “bancomat”) ha fatto in modo che scendesse quella parte di canoni fissi relativi a questi strumenti di pagamento. Diminuzione di costo unitario però neutralizzata a livello di spesa media dall’aumento della proporzione di persone con una carta di credito in mano, passata dal 36% al 37% o con un bancomat, saliti dal 96% al 98% e che quindi ne paga i costi.

costi conto corrente

Quali sono le spese fisse di un conto corrente bancario?

È andata diversamente con le spese variabili dei rapporti bancari che, almeno tra 2018 e 2019, sono diminuite. Sono passate da 29,6 a 28,7 euro tra 2018 e 2019, e, per quanto riguarda i conti correnti postali, da  da 16,3 euro a 15,5 . Ma in questo caso tra il 2017 e il 2018 erano cresciuti molto: da 24,3 a 29,6 euro, e da 12,9 a 16,3.

Si tratta, secondo Banca d’Italia, dell’effetto della riduzione della spesa per pagamenti automatici, scesa mediamente di 1,7 euro. Al contrario cresce di 23 centesimi quella per i bonifici allo sportello e di 15 quello dei bonifici bancari effettuati tramite altri canali.

L’impressione è che diventino più onerose quelle operazioni o quei servizi tecnologicamente meno avanzati e che forse molte banche vogliono sfavorire tutto ciò che è effettuato in presenza, con l’ausilio di un operatore.

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I costi di un conto corrente online

Una dimostrazione viene dai numeri sui costi del conto corrente online, decisamente inferiori in media. La spesa per il canone fisso di base è mediamente molto più bassa di quella per un conto tradizionale: solo 6,6 euro, anche se i bonifici allo sportello costano unitariamente quasi il doppio, 4,09 all’anno contro 2,47, proprio per la volontà di incentivare l’uso delle app, in realtà le operazioni allo sportello bancario vengono usate pochissimo e la spesa media è solo di 0,31 euro l’anno, contro i 3,35 di chi ha conti classici.

Contribuisce anche la spesa più limitata per il canone delle carte di credito, mediamente di 4,05 euro, contro i 7,07 nel caso degli altri conti correnti. Tuttavia il grande successo dei conti corrente online ha consentito un aumento dei costi e quindi anche della spesa relativa tra 2018 e 2019. Quest’ultima è cresciuta di 4,36 euro, ma rimanendo più convenienti continuano ad attrarre un numero crescente di clienti

I dati si riferiscono al 2017, 2018, 2019

Fonte: Banca d’Italia

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