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 In Soldi

Ci sono 1.560 miliardi, +6,6% in un anno. Giù le obbligazioni. Unicredit pensa ai tassi negativi

Prudenza, prudenza, prudenza. Il rapporto degli italiani con le banche è improntato alla massima prudenza: investono sempre meno in obbligazioni bancarie e preferiscono tenere i soldi sul conto corrente, invece di investirli, in attesa di tempi migliori. E’ questo il motivo principale per il quale il numero uno del colosso Unicredit ha annunciato che dal 2020 la banca applicherà tassi negativi sui depositi superiori al 100mila euro. In pratica chi lascia “dormire” sul proprio conto somme consistenti di denaro dovrà pagare la banca perché glieli custodisca e non il contrario.

Quanto risparmiano gli italiani?

Una decisione clamorosa? Dal punto di vista mediatico certamente sì, ma bisogna considerare che, i9n realtà, tra bolli e costi di tenuta conto le banche italiane che remunerano i conti correnti sono davvero poche. In realtà avere un conto corrente già ora costa ma, nonostante questo gli italiani continuano a depositare i propri risparmi in “costosi” conti correnti invece di investirli. Lo si capisce dai dati sulla consistenza dei depositi bancari che continuano ad aumentare da almeno due anni a questa parte. Nell’agosto del 2017 i miliardi degli italiani sul conto corrente erano 1.404, un anno dopo, ad agosto 2018 sono diventati 1.560.

I conti correnti e le obbligazioni

Le stime sono dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana comprendono sia i conti correnti “classici” che i conti deposito che i conti vincolati. Ma comprendono anche i pronti contro termine (speciali forme di investimento a brevissimo termine) e conti correnti a durata prestabilita. Ebbene, considerando tutte queste tipologie di depositi bancari, i soldi sui conti correnti degli italiani sono aumentati, nel giro di un solo anno del 6,6% pari a 97 miliardi di versamenti in più, come mostra il grafico sopra.

Ma i depositi bancari non sono l’unico modo attraverso il quale gli istituti di credito raccolgono denaro dalla clientela, ci sono anche le obbligazioni bancarie. Ebbene: considerando anche questa forma di raccolta il totale dei soldi che gli italiani consegnano alle banche è pari, sempre ad agosto 2019 (ultimi dati disponibili) a 1.802,5 miliardi di euro ovvero il 5,2% rispetto solo ad un anno prima.

Il record dei depositi bancari

Per le banche tutto bene anche perché in un periodo (che dura da anni e che continuerà ancora chissà per quanto) di tassi bassi, bassissimi, a zero e spesso a sotto zero, riescono a raccogliere denaro pagandolo pochissimo, come loro pagano pochissimo il denaro dalla Bce, la Banca Centrale europea. Ma per le banche tutto bene anche considerando che  prima dell’inizio della crisi (cioè a fine 2007, quando peraltro le banche erano molte di più) l’ammontare della raccolta bancaria era di circa a circa 1.549 miliardi di euro. Vuol dire che da allora ad oggi gli italiani hanno versato sui propri conti correnti 253 miliardi di euro in più e, importante, tutti parcheggiati in semplici depositi. Già, perché dal 2007 ad oggi la consistenza dei conti correnti è aumentata di 535 miliardi e gli investimenti in obbligazioni bancarie è diminuita (sempre dal 2007 ad oggi) di 282 miliardi.

Obbligazioni bancarie, diminuiscono

Ma il calo degli investimenti in obbligazioni bancarie, che rappresentano per gli istituti di credito la forma più semplice di finanziamento a medio e lungo termine, ha riguardato anche gli ultimi mesi: la tendenza è, insomma, confermata. In un anno gli italiani hanno investito in obbligazioni bancarie il 3,3% in meno (agosto 2019-agosto 2018) e il 3,6% in meno mese su mese (agosto 2019-luglio 2019). In un anno le banche hanno raccolto 8 miliardi in meno con le obbligazioni.

Ma c’è un altro dato interessante: non sono solo gli italiani che deposita sui conti correnti delle banche italiane: crescono, infatti, anche i soldi che dall’estero finiscono nei conti correnti tricolori. Ad agosto 2019 la loro consistenza era pari a 326,9 miliardi di euro, il 4% in più rispetto a un anno prima e (addirittura) il 6% in più sul mese precedente. La quota dei depositi dall’estero sul totale è pari al 13,3%, lo 0,3% in più rispetto ad agosto 2018.

I dati si riferiscono al: agosto 2017-agosto 2019

Fonte: Abi

Leggi anche: Il 16,2% della borsa è fatto da banche

La classifica delle banche con il più alto valore del marchio

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