In Italia consumati 2 metri quadrati al secondo di suolo

Nel 2020 il consumo di suolo ha coperto altri 57 chilometri quadrati

Il consumo di suolo continua a trasformare il territorio italiano ad una velocità stratosferica. Secondo i dati più aggiornati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) le nuove coperture artificiali nel 2020 (sono i dati più aggiornati) hanno riguardato altri 57,5 km quadrati ovvero, in media, circa 16 ettari al giorno: un’estensione di circa 21 campi da calcio coperti da superfici artificiali al giorno.

Si mantiene la velocità di trasformazione del territorio registrata tra il 2017 e il 2018, ovvero 2 metri quadrati di suolo perso irreversibilmente ogni secondo. Sebbene il fenomeno mostrasse segnali di rallentamento, probabilmente a causa della congiuntura economica, dal 2018 il consumo di suolo ha ripreso a crescere. Il territorio italiano, tra l’altro, è fortemente esposto al dissesto idrogeologico. La popolazione a rischio frane che risiede in aree a “pericolosità elevata e molto elevata” ammonta a 1.281.970 abitanti, pari al 2,2% del totale.

I dati sul consumo di suolo in Italia

Secondo l’Ispra il fenomeno fino allo scorso anno, seppur in crescita, mostrava sensibili segnali di rallentamento nella velocità di trasformazione, a causa probabilmente della congiuntura economica, nel 2018 questo rallentamento è, di fatto, terminato e che si sta continuando a incrementare il livello di artificializzazione e di conseguenza l’impermeabilizzazione del territorio. Nel 2020 le nuove coperture artificiali hanno riguardato circa 57 km2 di territorio, ovvero, in media, poco più di 2 mq al secondo. Dopo aver toccato anche gli 8 metri quadrati al secondo degli anni 2000, il rallentamento iniziato nel periodo 2008-2013 (tra i 6 e i 7 metri quadrati al secondo) si è consolidato negli ultimi tre anni, con una velocità ridotta di consumo di suolo.

consumo suolo

Le città con il consumo di suolo più alto

Anche quest’anno, indagando i primi cento comuni in termini di percentuale di superficie artificiale rispetto ai confini amministrativi, si osserva che i piccoli centri urbani della Campania e della Lombardia si distinguono per essere quelli che presentano un alto o altissimo tasso di suolo consumato. Nel grafico in alto, invece, possiamo vedere in quali città il consumo di suolo è aumentato di più.

Il consumo di suolo in Lombardia

In 15 regioni il suolo consumato supera il 5%, con i valori percentuali più elevati in Lombardia (12,1%), Veneto (11,9%) e Campania (10,3%). Seguono Emilia-Romagna, Puglia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia, con valori compresi tra l’8 e il 9%. La Valle d’Aosta è l’unica regione rimasta, sotto la soglia del 3% (2,1%). Naturalmente, come evidenziato in precedenza, va considerata sia la diversa morfologia regionale sia la storica e peculiare evoluzione del territorio nell’interpretare la rilevanza dei valori riscontrati. L’ultimo dato che rivela l’Ispra è il fatto che il consumo di suolo degli ultimi 8 anni costa più di 3 miliardi di euro all’anno. Un numero che dovrebbe far pensare molto.

Fonte: Ispra 

I dati sono aggiornati al: 2021

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