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In Italia aumentano i consumi anche di farina (+79%) e carni in scatola (+63%)

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Con l’inizio dell’emergenza sanitaria sono cambiate sia le abitudini alimentari degli italiani, sia la scelta dei canali di vendita. L’e-commerce hanno registrato un aumento di vendite del 97%, i negozi di vicinato del 17%. Ma come sono cambiati (se sono cambiati) i consumi? Il carrello degli italiani ha visto, in queste settimane, tra i prodotti più acquistati quelli a “effetto stock”: farina (+79%, con punte del +162%), carni in scatola (+63%), riso (+49%, con punte del +75%, pari ad oltre +12 milioni di euro sull’analoga settimana del 2019), conserve rosse (+45%) e pasta (+44%, con punte del +66%). Ma, come mostra il grafico sopra, uno degli alimenti le cui vendite sono aumentate di più è il riso.

I lombardi spendono più di 6 milioni in riso

Nelle settimane dal 17 febbraio al 15 marzo, infatti, il mercato del riso ha generato vendite pari a 36.208.647 euro per 18.917.446 kg di prodotto. Tra i marchi  che hanno goduto di più di questo incremento troviamo, oltre quelli della grande distribuzione, troviamo Riso Scotti, Riso Gallo e Flora. Analizzando i dati per area geografica, nello stesso arco temporale, è il Nord Ovest che ha registrato il maggior volume di vendite con ben 6.015.192 kg, equivalenti a 11.814.060 milioni di euro, come si può vedere nel grafico sotto.

Il Nord Est, invece, ne ha consumato quasi la metà, 3.696.367 kg, il Centro Italia 4.483.164 kg, pari a 8.710.892 di euro, e il Sud 4.722.724 kg. Ogni regione ha i suoi prezzi, ma quelle che più hanno speso in riso sono state la Lombardia con un totale di vendite di oltre i 6 milioni di euro, il Veneto, l’Emilia-Romagna e il Lazio con un mercato intorno ai 2 milioni di euro, e la Campania a poco più di un milione. Ecco i numeri delle quattro regioni italiane dove si è venduto più riso.

Il Piemonte è la regione con più risaie: 110.519 ettari

L’aumento delle vendite è sicuramente una buona notizia per il mercato del riso che negli ultimi anni ha conosciuto una fase di lenta decrescita. Nel 2016 erano 416.494 le tonnellate consumate dalle famiglie italiane, nel 2019 si è arrivati a 403.495 tonnellate. Inoltre, negli ultimi anni, non è stata solo la produzione e il consumo a diminuire, ma anche l’area coltivata. Nel 2018 i campi di riso si sono ridotti di 12.352 ettari (-5,4%) rispetto al 2017. Nonostante il rendimento agronomico, ossia il rapporto tra tonnellate prodotte e ettari coltivati, nel 2019 (6,79 t/ha) sia risultato superiore a quello rilevato nella campagna 2017-2018 (6,60 t/ha), la riduzione della superficie ha comportato un calo produttivo del 2,7%. Le regioni cardini per la produzione di riso sono il Piemonte e la Lombardia: la prima dispone di 110.519 ettari coltivati a riso; la seconda di 92.863 ettari. La terza regione produttiva è l’Emilia-Romagna, con appena 6.325 ettari di risaie.

Fonti: Ismea

I dati si riferiscono al: 2018-2020

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