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La produzione del formaggio pressato sale fino al 12,7% nei primi 3 mesi, quello d’allevo al 92,4%

Per il Formaggio d’Asiago il 2020 si apre con grandi aspettative. Nonostante la pandemia da coronavirus abbia fermato tutto il Paese, la produzione del consorzio caseario è aumentata. Reggerà il lockdown? In Italia, terzo paese europeo per quantità di formaggio confezionato, l’Asiago è al quarto posto tra i formaggi bovini Dop, dietro a Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Gorgonzola. La produzione casearia del consorzio si divide tra il Formaggio d’Asiago pressato (fresco e lavorato a pasta semi-cruda) e d’allevo (stagionato e lavorato con pasta semi-cotta) nelle province di Trento, Padova, Vicenza e Treviso.

Il primo trimestre inverte il trend

Dal 2005 il volume di produzione ha conosciuto una fase di lieve ma continua decrescita. Basta pensare che tra il totale del 2005, 1.763.749 forme, e il totale del 2019, 1.589.039, sono state prodotte 174.710 in meno. Ma il 2020 sembra poter essere l’anno della rinascita. I dati del primo trimestre, infatti, mostrano che a gennaio si è registrato un aumento del 12,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente per l’Asiago pressato, quello di gran lunga superiore per numero di forme prodotte. Per l’Asiago d’allevo, invece, l’aumento a marzo 2020 è stato addirittura del 92,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In totale la differenza tra i primi semestri del 2019 e del 2020 vedono un aumento del 4,5% per il pressato e del 37% per l’allevo.

Padova la provincia peggiore nel 2019: -42,67%

Ma la situazione non è stata sempre florida, soprattuto se analizziamo i dati per provincia. Quelle a più bassa produzione sono Padova e Trento; di gran lunga superiori di numero, invece, le produzioni di Treviso e Vicenza. Padova, ad esempio, nell’ultimo anno ha diminuito le forme confezionate  sia dell’Asiago pressato, -11,35%, sia di quello d’allevo, -42,67%. Dal record del 2018 con 10.934 forme, dove aveva segnato un +599,55 rispetto al 2017, riduce la produzione a 6.269 nel 2019. Ecco il grafico.

In generale, tra 2018 e 2019, si vede un forte calo nella produzione di Asiago d’allevo con valori negativi per tutte le province. Oltre la già citata Padova, Trento segna un -4,66%, Treviso -5,08% e Vicenza -10.86% di forme. Situazione non delle migliori per quest’ultime anche per quanto riguarda il pressato, soprattutto tenendo conto dell’enorme volume: Treviso aumenta di 1,31% e Vicenza di solo 0,31% rispetto all’anno precedente.

Formaggio d’Asiago DOP forte anche sui social

Il Formaggio d’Asiago Dop, però, non si colloca tra i primi posti solo per produzione ma anche per numero di fans su Facebook. La pagina del Formaggio d’Asiago Dop, infatti, è nelle prime dieci pagine di marchi caseari in Italia con oltre 265.000 fans, superando Nonno Nanni e ViviDanone. Il podio della classifica è mantenuto con largo vantaggio da Philadephia Italia, con oltre un milione e mezzo di followers, seguito da Parmalat e Vallelata, entrambi intorno al mezzo milione.

I dati si riferiscono al: primo trimestre 2020

Fonte: Clal

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