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Nel caso migliore il Pil pro-capite inglese calerebbe dell’1,7% in 10 anni. Invece la Turchia…

Il 23 giugno del 2016, il 51,9% dei cittadini del Regno Unito (Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord) ha votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea. Da quel giorno si è innescata la Brexit, il processo che dovrebbe portare il Regno Unito ad uscire formalmente dall’Ue alle ore 23 (orario di Greenwich, naturalmente) del 29 marzo 2019. La portata dell’evento ha reso necessario l’inserimento di un periodo di transizione che lascerà comunque tutto invariato sino al 31 dicembre 2020. Dopodiché ci sarà la separazione definitiva. Ma quali sono le conseguenze della Brexit e che cosa comporterà per le tasche dei cittadini di Sua Maestà e per quelle di chi abita negli altri 27 Stati dell’Unione?

Le conseguenze della Brexit nel Regno Unito

Il grafico in alto ci mostra le conseguenze della Brexit studiate su un arco di tempo di 10 anni, ovvero nella finestra 2020-2030, per il Pil pro-capite dei cittadini del Regno Unito e di alcuni altri Paesi europei ed extra europei. Le cifre, che provengono dallo studio di uno dei più accreditati think tank economici britannici (quindi non sono, in questo caso, dati ufficiali) si differenziano notevolmente nel caso in cui la bozza di accordo Regno Unito-Unione Europea sia ratificata da entrambe le parti oppure non lo sia.

In caso di accordo, il Pil pro-capite dei cittadini inglesi, gallesi, scozzesi e nordirlandesi subirà un calo dell’1,7% nei dieci anni tra il 2020 e il 2030. Se l’accordo non si trovasse, invece, il calo della ricchezza individuale sarebbe quasi doppio e raggiungerebbe il 3,3%. In termini di moneta sonante, il costo economico della Brexit per il Regno Unito oscillerà tra i 60 e i 200 miliardi di sterline, ovvero tra i 66,8 e i 222, 6 miliardi di euro.

Che cosa accadrebbe in Europa

Come già spiegato da Truenumbers in questo articolo, le conseguenze della Brexit saranno negative anche per le economie europee. Il grafico sopra spiega che, per molti Paesi, tra il 2020 e il 2030 ci sarà un calo del pil pro-capite, mentre per altri l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea porterebbe addirittura ad un miglioramento.

A subire le conseguenze più negative sarebbe, comprensibilmente, la vicina Irlanda, con un Pil pro-capite in calo dell’1,7% in presenza di accordo e del 2,75% se l’accordo non si raggiungesse. Il problema è, però, che tutte le economie europee subirebbero un calo più o meno importante del Pil procapite e a guadagnarci sarebbero i Paesi extra europei, con la Turchia in testa. L’Italia, nella finestra 2020-2030, subirebbe una variazione del Pil pro-capite tra -0,1%, in caso di accordo, e -0,25 in caso di mancato accordo.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Centre for economic performance

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