In tilt 27 linee ferroviarie al giorno, ogni anno in media 107 incidenti gravi
È bastato un chiodo per scatenare il caos nella circolazione ferroviaria, nello specifico piantato in un cavo della cabina elettrica centrale che alimenta i treni del nodo di Roma. Il pericoloso errore (commesso da lavoratori di una ditta esterna a Trenitalia nella notte del 2 ottobre 2024) ha prima mandato in tilt le stazioni di Termini e Tiburtina e poi scatenato un effetto domino sulla circolazione dei treni di tutto il Paese. Il conto, della mattinata di ritardi del 2 ottobre 2024, è salato: 40 milioni di euro di danni ai viaggiatori, a fronte di un rimborso massimo sul prezzo del biglietto del 50%.
Caos treni, la percentuale di regionali in ritardo è del 99,9%
La media dei ritardi dei treni, durante la giornata di caos ferroviario, è stata di 60 minuti per i regionali e di 160 minuti per l’alta velocità. Ogni anno, invece, avvengono circa 10mila interruzioni di linea. Ovvero 27 al giorno. Nel grafico in apertura la percentuale annuale di treni regionali che arriva in ritardo nella stazione di destinazione, praticamente tutti: il 99,9%. Leggermente inferiore il dato relativo ai ritardi dei treni interregionali, che riguarda il 97,9% degli arrivi. Più alto, invece, il dato dei treni internazionali: di questi il 98,6% arriva in ritardo.

Il ritardo medio di un treno è di 8,7 minuti, scende a 2 per i regionali
I dati della”Relazione sulla qualità del servizio” di Rfi relativa al 2023, indicano anche il ritardo medio dei treni in Italia che, per le tratte regionali, si attesta a due minuti invariato rispetto al 2022. Aumenta anno su anno, invece, il ritardo medio dei treni a media e lunga percorrenza (8,7 minuti da 8,2) e quello dei treni internazionali (7,5 minuti nel 2022 era di 7). Lo vediamo nel grafico qui in basso.
Circolazione ferroviaria, lo 0,5% dei treni viaggia con ritardi superiori a 120 minuti
Per quanto riguarda i ritardi gravi dei treni in Italia, ossia quelli superiori a 120 minuti, le tratte più colpite sono quelle dei collegamenti tra regioni: lo 0,5% dei treni a lunga percorrenza arriva in stazione con ritardi di oltre due ore, in aumento dal 2022. Una percentuale che scende allo 0,1% per quelli regionali. Ritardi di oltre due ore interessano, poi, lo 0,3% dei treni internazionali, come mostra il grafico qui sotto. Tuttavia, va specificato che da questi dati calcolati dal sistema informatico di Rfi (l’azienda pubblica che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale), sono esclusi i ritardi per eventi eccezionali e scioperi.
Treni soppressi, l’1,2% dei regionali viene cancellato
Il quadro dei treni soppressi ogni anno in Italia è decisamente più positivo nel confronto con il 2022, come mostra il seguente grafico. La tipologia con più cancellazioni è quella dei treni regionali, nel 2023 l’1,2% non è mai partito dal binario ma nel 2022 la percentuale era del 2,8%. Da sottolineare il dato dei treni a lunga percorrenza, nel 2022 infatti ben il 3,3% spariva dal cartellone delle partenze, una percentuale crollata a 0,6% nel 2023. Migliorano anche i treni con destinazione estera, nel 2022 veniva soppresso l’1,2% dei convogli, nel 2023 il dato rilevato è sceso allo 0,6%, come per la media percorrenza.
Incidenti ferroviari gravi in Italia, la serie storica
Nel 2023, il numero di viaggiatori in transito nelle stazioni ferroviarie è aumentato del 19% rispetto all’anno precedente, per un totale di 1,35 miliardi di viaggiatori.
Non diminuisce, tuttavia, il numero degli incidenti ferroviari gravi che avvengono ogni anno in Italia. Lo vediamo dal grafico qui sopra con la serie storica degli incidenti ferroviari in Italia, dal 2013 al 2022. Ogni anno in Italia ne avvengono in media 107. Il più recente per gravità è avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, quando un treno ha travolto e ucciso cinque operai vicino alla stazione ferroviaria di Brandizzo, in provincia di Torino, anche in questo caso le persone coinvolte lavoravano tutte per una ditta esterna.
Autore: Davide Frigoli
Pubblicato il: 29 ott 2024
I dati si riferiscono al: 2013-2024
Fonte: Rete Ferroviaria Italiana
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