Valore catastale dell’immobile, boom di costi con il ricalcolo

A Milano l’Imu salirebbe del 174,2%, a Bolzano sarebbe 4 volte quella attuale

L’Imu viene calcolata sulla base del valore catastale. Questo può essere, e di fatto è, nel nostro Paese, molto diverso dal valore di mercato, molto più ballerino, soprattutto nei periodi di bolle immobiliari e di corsa agli acquisti di case. In Italia i valori catastali sono di fatto fermi da moltissimi anni, a un’epoca in cui i prezzi erano decisamente più bassi di quelli attuali, soprattutto nelle grandi città.

Che cosa è il valore catastale dell’immobile

Per ovviare al problema (problema per l’Agenzia delle Entrate, evidentemente, non per il cittadino) è stato applicato un coefficiente del 168%, ovvero la rendita catastale originaria viene moltiplicata per 1,68 per ottenere la cifra su cui applicare l’aliquota Imu. Anche così però di ottiene un valore lontano da quello che si ritrova negli annunci della agenzie immobiliari. Per questo motivo si riparla, come già spesso in passato, di un nuovo calcolo del valore catastale dell’immobile.

valore catastale immobile

A Milano si avrebbe un’Imu maggiore del 174,2%

Se effettivamente venisse attuato, e se la rendita su cui si calcola la tassa sugli immobili fosse portata a livelli di mercato, in moltissime città italiane si avrebbero incrementi del suo ammontare complessivo anche del 100% o del 200%, ovvero si arriverebbe a raddoppi o triplicazioni. Come si vede dalla nostra infografica che prende in considerazione i maggiori centri urbani, Milano è la città in cui l’incremento sarebbe più alto, del 174,2%, visto che il nuovo calcolo dei valori catastali li porterebbe da 1.429 euro al mq a 3.918, che è il prezzo medio di vendita. Non è un caso che il capoluogo lombardo sia quello in cui il mercato immobiliare nel nostro Paese è stato più dinamico negli ultimi 10 anni, con il segno più anche nei momenti di maggior crisi, come quello attuale.

Questo vuol dire che il milanese medio che pagasse 2mila euro di Imu ogni anno dovrebbe sborsare 3.484 se vi fosse un adeguamento completo delle rendite catastali. Importanti sarebbero anche gli aumenti a Venezia, città sui generis in Italia, con prezzi sempre elevati. Qui si andrebbe da valori di 1.018 al mq ad altri di 2.585. Un raddoppio, pur se su livelli inferiori, visto che si andrebbe da 1.008 a 2.101, si avrebbe anche a Napoli. Così come a Palermo, con un balzo del 11,7,5%

A Roma il ricalcolo dell’Imu sarebbe meno importante

Nella Capitale invece l’incremento sarebbe del 56,5%, ma qui l’imponibile di base, di 1.734, è già mediamente il più elevato, anche più alto di quello di Milano. Con un ricalcolo si arriverebbe a 2.713. Più limitati anche le rivalutazioni a Torino e Genova, rispettivamente 46,4% e del 49,1%. Si tratta di città che sono state negli ultimi anni meno dinamiche economicamente, e che hanno anche perso abitanti più di altri centri.

Il nuovo calcolo dei valori catastali

Spostandosi dalle metropoli ai centri medi si ritrovano in alcuni casi incrementi potenziali del valore catastale ancora maggiore, anche se per quello attuale si considera già il coefficiente Imu del 168%. Per esempio a Bolzano il salto sarebbe del 284,7%, con quasi una quadruplicazione tra il livello medio di 1.002 applicato in questo momento ai 3.885 euro al metro quadro che sono i prezzi di mercato rilevati dall’Agenzia delle Entrate, prezzi che sfiorano quelli di Milano, a testimonianza del benessere presente in Alto Adige, confermato da tutti gli indicatori su reddito e occupazione che da 15 anni ne fanno un’isola felice in Italia.

Nella vicina Trento il balzo sarebbe per le stesse ragioni comunque notevole, del 227,7%. Viceversa vi sono realtà in cui il valore catastale adesso è addirittura superiore a quello di mercato. Si tratta di città periferiche, colpite da declino demografico ed economico. Tra queste Alessandria e Biella in Piemonte, e poi Viterbo, Pordenone, Pistoia, Mantova, Benevento ma anche Siracusa in Sicilia e forse un po’ a sorpresa Lecce e Padova.

I contribuenti di queste città sarebbero gli unici favoriti da una revisione del valore catastale dell’immobile. Ma anche calcolando che nella stessa situazione potrebbero trovarsi gli abitanti di diversi comuni di piccole dimensioni si tratterà sempre di una minoranza ridotta degli italiani.

I dati si riferiscono al 2020

Fonte: Agenzia delle Entrate

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