Trasporto pubblico oltre il miliardo: altri 77 milioni per bus, tram e metropolitane
Mentre a Milano iniziano a circolare nomi e ipotesi per la prossima corsa a Palazzo Marino, c’è una partita già aperta che il futuro sindaco non potrà ignorare: quella dei conti del Comune. Nel 2026 il bilancio complessivo di Milano vale 11,214 miliardi di euro. È una cifra enorme, ma non significa che Palazzo Marino possa disporre liberamente di oltre 11 miliardi. Nel totale rientrano infatti spese correnti, investimenti già programmati, operazioni finanziarie, anticipazioni di tesoreria, rimborso dei prestiti e partite di giro, cioè somme che attraversano il bilancio senza poter essere spostate su qualsiasi esigenza.
Per capire quanto costa ogni anno assicurare i servizi ai milanesi, bisogna guardare alla gestione corrente. Le entrate correnti previste per il 2026 ammontano a 4,020 miliardi di euro, mentre le spese correnti, prima della variazione estiva, raggiungono 3,900 miliardi. Sommando anche il rimborso della quota capitale dei prestiti, le uscite della parte corrente salgono a 4,066 miliardi. È con queste risorse che il Comune finanzia trasporto pubblico, personale, welfare, cultura, energia, manutenzioni e servizi essenziali.
Come cambia il bilancio del Comune di Milano
A luglio Palazzo Marino ha rimesso mano ai conti per far fronte a spese che, nel frattempo, sono diventate più pesanti. La variazione di bilancio ha dovuto aggiungere circa 203 milioni di euro alla spesa corrente del 2026. I 203 milioni aggiuntivi equivalgono a circa il 5,2% dei 3,9 miliardi stanziati inizialmente. La parte più consistente delle nuove risorse serve a mantenere in funzione i servizi utilizzati ogni giorno dai cittadini: 77 milioni vanno al trasporto pubblico locale, 32 milioni al personale, 19 milioni al welfare e 15,3 milioni a energia e riscaldamento. Insieme, queste quattro voci assorbono circa 143 milioni, oltre il 70% dell’intero incremento. La manovra viene definita “anticiclica” perché, davanti all’aumento dei costi, il Comune sceglie di rafforzare la spesa invece di ridurre i servizi: più risorse per bus e metropolitane, dipendenti, anziani, persone fragili e bollette degli edifici pubblici.
Quanto costa il trasporto pubblico a Milano
Il trasporto pubblico è la voce che assorbe più risorse nel bilancio comunale. Nel 2026 la spesa complessiva per la mobilità milanese ha raggiunto circa 1,05 miliardi di euro, superando per la prima volta la soglia del miliardo. La variazione approvata a luglio aggiunge 77 milioni agli stanziamenti già previsti. A far crescere i costi concorrono più fattori: l’entrata a regime della linea M4, l’ampliamento dei servizi, il rincaro dell’energia e i maggiori oneri operativi sostenuti da ATM. In termini concreti, significa finanziare più corse, più chilometri di rete e una macchina del trasporto pubblico diventata complessivamente più costosa. L’obiettivo è evitare che l’aumento delle spese si traduca in tagli al servizio o in una riduzione della frequenza di bus, tram e metropolitane.
Come viene finanziato il trasporto pubblico milanese
A sostenere il trasporto pubblico milanese sono soprattutto tre grandi fonti di entrata. Circa 400 milioni di euro arrivano da biglietti e abbonamenti, 263,8 milioni dal Fondo nazionale trasporti e almeno 313 milioni direttamente dal bilancio comunale. Questi importi rappresentano le principali coperture disponibili, ma non ricostruiscono da soli l’intero costo di 1,050 miliardi: restano infatti altre voci e trasferimenti che completano il finanziamento del sistema. Il dato più significativo riguarda però il peso crescente su Palazzo Marino. Nel 2019 il Comune contribuiva con circa 125 milioni; nel 2026 la quota sale di circa 188 milioni, con un aumento superiore al 150% in sette anni. In pratica, una parte sempre maggiore del costo di bus, tram e metropolitane ricade sui conti comunali. Il bilancio collega inoltre una quota dell’imposta di soggiorno al finanziamento dei servizi pubblici locali, in particolare del trasporto pubblico.
Cresce il costo dei dipendenti comunali
Un’altra voce destinata a crescere è quella del personale comunale. Nel bilancio assestato del 2025, i soli redditi da lavoro dipendente valevano circa 674 milioni di euro; il preventivo iniziale del 2026 ne stanziava 637,6 milioni, prima delle successive variazioni. L’assestamento estivo aggiunge ora circa 32 milioni per rispondere soprattutto agli aumenti contrattuali e alle altre esigenze legate alle risorse umane. Di questi, circa 13 milioni servono a finanziare gli aumenti previsti dai nuovi contratti, mentre altri 9,6 milioni sono destinati al welfare e ai servizi per i dipendenti. Allo stesso tempo, i pensionamenti producono risparmi stimati in circa 12,7 milioni. Il quadro è quindi doppio: da una parte diminuisce il personale più anziano, dall’altra cresce il costo medio del lavoro e diventa necessario sostenere nuovi contratti, assunzioni e servizi interni.
Accanto ai trasporti, la variazione di bilancio interviene in corsa anche sulla rete dei servizi sociali, correggendo stanziamenti che, a metà anno, non risultano più sufficienti. Il Comune di Milano ha aggiunto così circa 19 milioni di euro rispetto a quanto previsto inizialmente. La quota più consistente va alle aree in cui è necessario garantire assistenza continuativa: 5 milioni ai servizi per le persone con disabilità, 5,2 milioni agli interventi per i minori e 5,6 milioni a quelli rivolti agli anziani. Insieme, queste tre voci assorbono 15,8 milioni, oltre l’83% dell’intero aumento destinato al welfare. Restano circa 3,2 milioni per altre misure sociali non dettagliate negli articoli. Il peso economico è inferiore rispetto a quello del trasporto pubblico, ma riguarda servizi che non possono essere facilmente ridotti. Dietro queste cifre ci sono assistenza domiciliare, sostegno educativo, comunità per minori, servizi diurni e aiuti alle famiglie: interventi che incidono direttamente sulla vita delle persone più fragili.
Quanto costa il rincaro dell’energia
L’aumento della spesa non dipende soltanto da nuovi servizi, ma anche dal rincaro di quelli già esistenti. La variazione aggiunge 15,3 milioni di euro per energia elettrica, gas e riscaldamento, una cifra pari a circa il 7,5% dei 203 milioni di maggiore spesa corrente. Queste risorse non finanziano nuove attività, ma servono a mantenere operativi scuole, uffici, edifici comunali, impianti pubblici e parte della rete del trasporto locale. È una dinamica facile da riconoscere anche nella vita quotidiana: se aumenta la bolletta di casa, si spende di più senza avere più stanze o più elettrodomestici. Per il Comune accade lo stesso, ma su una scala molto più ampia. Il rincaro dell’energia rende quindi il bilancio più rigido: anche senza ampliare l’offerta, Palazzo Marino deve destinare nuove risorse soltanto per garantire la continuità dei servizi già esistenti.


Soldi per ampliare e riqualificare le case popolari?
La variazione di bilancio rafforza in modo deciso anche gli interventi sulla casa, con almeno 105 milioni di euro destinati ad ampliare e riqualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Il Comune stanzia 50 milioni per acquistare immobili e alloggi, pubblici o privati, da trasformare in nuove abitazioni popolari, e altri 55 milioni per intervenire sugli edifici comunali già esistenti.
Le risorse serviranno a recuperare appartamenti oggi inutilizzabili, migliorare l’efficienza energetica, ridurre i consumi e riqualificare le condizioni complessive degli stabili Erp. Per gli inquilini significa abitazioni più dignitose, impianti più efficienti e minori dispersioni; per il Comune, anche una riduzione dei costi energetici nel tempo. Sono inoltre previsti 2 milioni per interventi di depavimentazione, anche se non è ancora chiaro se questa cifra sia compresa nei 55 milioni o vada considerata aggiuntiva.
Investimenti, 322 milioni in più
Quanto vale la tassa di soggiorno a Milano
Già nel bilancio approvato a dicembre, la tassa di soggiorno assumeva un peso molto più rilevante rispetto all’anno precedente. Per il 2026 Palazzo Marino ha stimato un gettito di 179,4 milioni di euro, contro i 105 milioni dell’assestato 2025: 74,4 milioni in più, pari a una crescita di circa il 71%. L’aumento è legato alle tariffe straordinarie previste per l’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, che consentono ai Comuni coinvolti di applicare fino a 5 euro aggiuntivi per notte.
Le maggiori entrate, però, non restano interamente a Milano: il 50% viene destinato alle finalità previste dalla normativa, mentre l’altra metà confluisce nel bilancio dello Stato. Per questo il Comune chiede di poter mantenere anche negli anni successivi una tariffa massima di 10 euro, come già avviene a Roma, Firenze e Venezia. Secondo Palazzo Marino, un ritorno al tetto ordinario di 5 euro comporterebbe circa 30 milioni di euro di minori entrate all’anno.
Quanto debito ha il Comune di Milano
Il debito del Comune di Milano è previsto in calo di circa 66 milioni di euro. Alla fine del 2025 dovrebbe attestarsi a 3,207 miliardi. A fine 2026 potrebbe scendere a 3,141 miliardi. Anche il debito medio per abitante diminuisce. Passa da circa 2.280 a 2.230 euro. Il costo complessivo del servizio del debito, tra capitale e interessi, è stimato in circa 298 milioni. I soli interessi iscritti nel preventivo ammontano a 134,4 milioni.La loro incidenza sulle entrate correnti era inizialmente stimata al 3,51%. Un valore ampiamente inferiore al limite di legge del 10%.
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