Solo Irlanda, Paesi Bassi e Germania fanno meglio. Ecco che cosa è successo
Era già accaduto con la crisi economica precedente, quella finanziaria, e la storia si ripete ora che la recessione ha colpito in modo ancora più duro, con un crollo del Pil che nel 2020 è stato dell’8,9% del Pil. In controtendenza rispetto a quasi tutti gli altri indicatori economici si registra un miglioramento della bilancia commerciale dell’Italia, ovvero della differenza tra esportazioni e importazioni. E nel caso del nostro Paese da diversi anni è positiva. Siamo non a caso il secondo Paese esportatore dopo la Germania.
Positivo il saldo della bilancia commerciale dell’Italia
Nel 2020 questa posizione è stata confermata e anzi rafforzata. La bilancia commerciale italiana è migliorata di 75 miliardi in tutto: il saldo della bilancia commerciale è passato da un surplus di 561 miliardi del 2019 a uno di 636 del 2020. Per quanto riguarda l’anno scorso si tratta dell’esito della differenza tra i 4 miliardi e 335 milioni di esportazioni e i 3 miliardi e 700 milioni di importazioni.
Anche per altri Paesi vi sono stati importanti cambiamenti nel saldo della bilancia commerciale degli Stati europei. In alcuni casi sono stati positivi, con un incremento dei saldi come in Italia. Così in Irlanda, dove il miglioramento è stato di ben 95 miliardi, il Belgio, +43 miliardi, i Paesi Bassi, +27 miliardi. Irlanda e Paesi Bassi sono tra l’altro gli unici due Paesi con un surplus maggiore di quello italiano oltre alla Germania.

Il ruolo della pandemia sulla bilancio commerciale
In altri casi non è andata però allo stesso modo. Per esempio nella stessa Germania, dove anzi il saldo commerciale, per quanto sempre positivo, si è fortemente ridotto, passando da 2.283 a 1.824 miliardi. Così peggiora quello francese, che era già negativo di 747 miliardi e nel 2020 lo è stato di 825. Negativo è anche il saldo spagnolo, ma in questo caso c’è un netto miglioramento, con un deficit che si riduce da 346 a 158 miliardi. A causare questi cambiamenti tra il 2019 e il 2020 e anche il diverso segno che questi hanno assunto naturalmente è stata la crisi scatenata dalla pandemia di Covid19. E questo lo si capisce guardando agli incrementi o ai cali di export e import più che dei saldi complessivi.
Il saldo della bilancia commerciale dell’Italia
Nel caso della bilancia commerciale italiana si scopre che in realtà c’è stata una riduzione di entrambi. Solo che quella delle importazioni, del 13%, è stata più imponente di quella delle esportazioni, del 10%. È per questo che il surplus è cresciuto in realtà. Perché i consumi italiani sono diminuiti così tanto da superare nel loro calo quello delle vendite all’estero, magari proprio in quei Paesi in cui invece l’economia ha resistito di più.
Cala l’import tedesco, e non è una buona notizia
Viene fuori quindi il lato oscuro di una statistica che apparentemente sembra positiva. Così come in alcuni anni della crisi finanziaria precedente il nostro saldo migliora solo perché noi compriamo meno. E non è un caso che la Spagna, tra i pochi Paesi con un crollo del Pil maggiore del nostro, sia nelle stesse condizioni. Anche qui l’import diminuisce più dell’export, -15% contro -10%. Mentre in Germania gli acquisti dall’estero scendono solo del 7%, e anzi l’economia più forte d’Europa risente, con una diminuzione dell’export quasi simile alla nostra, -9%, dei pochi consumi dei Paesi vicini, come l’Italia.
Le differenze tra il commercio intra-Ue ed extra-Ue
Tradizionalmente nell’analisi degli andamenti della bilancia commerciale italiana così come di quelle degli altri Paesi Ue si distingue tra il commercio interno al mercato unico europeo e quello con il resto del mondo. Quello che emerge è che dal lato delle esportazioni del nostro Paese non si registrano molte differenze, l’export intra-Ue e quello extra-Ue sono entrambi in calo del 10%, mentre dal lato dell’import è quello extra-Ue a subire il tracollo maggiore, -15%.
Migliora la competitività italiana
Si tratta probabilmente anche dell’effetto dei minori acquisti di carburanti, vista la forte diminuzione dei viaggi, oltre che del costo del petrolio. In Germania invece non si nota un divario dell’andamento dei saldo della bilancia commerciale in base alla destinazione o della provenienza delle merci, mentre in Francia e Spagna le dinamiche sono molto più simili alle nostre.
Dovremo quindi aspettare i prossimi anni di ripresa per verificare se un miglioramento della bilancia commerciale italiana si ripeterà e soprattutto se sarà motivata effettivamente da un miglioramento competitivo dei nostri beni e servizi. E non invece solo dal fatto che essendo più poveri siamo costretti a consumare meno, sia prodotti italiani che stranieri.
I dati si riferiscono al 2019 e 2020
Fonte: Eurostat
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