In Crisi&Ripresa

Tra crac e fusioni hanno chiuso i battenti 40 istituti, in 3mila perdono il posto

Il grafico mostra la diminuzione del numero delle banche in Italia, sceso lo scorso anno da 644 a 600. Nel 2016 hanno chiuso i battenti 6 istituti in Lombardia, 8 nel Lazio e addirittura 11 in Toscana.

Le banche che chiudono

E non è finita. Il numero delle banche è destinato a calare ulteriormente quest’anno viste le fusioni in corso nel mondo del credito cooperativo e l’assorbimento di quattro banche nel gruppo Ubi.

Se aggreghiamo per macro aree, il Nord ovest ha perso 6 istituti e il Nord est 12, mentre hanno chiuso 22 banche in centro Italia e 14 al Sud e Isole.

Mille sporteli in meno

Tra crac e fusioni sono saltati anche più di mille sportelli (e relativi impiegati). Per la precisione gli sportelli sono scesi in un solo anno di  1.231 unità a quota 29.027 contro i 30.258 del 2015. Un taglio drastico che però parte da lontano: nel 2009 le filiali erano addirittura 34.036.

Il grafico (sopra) mostra la riduzione delle filiali dal 2015 al 2016: quasi 400 nel Nord ovest e 600 nel Nord est, 251 sportelli chiusi in centro Italia e 250 fra Sud e Isole.

In oltre 7 anni in Italia sono stati chiusi quasi 7mila sportelli bancari, con una flessione del 26,22% e si calcola che entro il 2020 ne verrano fatti fuori almeno altri 3.250, considerando solo i piani industriali presentati dai primi dieci gruppi bancari.

Il posto in banca non è più sicuro

In calo anche i lavoratori dipendenti, scesi lo scorso anno a 299.645 unità (da 302.721 al 31 dicembre 2015). Al culmine della crisi erano 330.512.

Per il sindacato autonomo dei bancari, ci sarebbero ancora altri 22mila esuberi già definiti dagli ultimi piani industriali dei principali gruppi italiani, a fronte di quasi 3.600 nuove assunzioni.

In Unicredit l’ultimo piano prevede 3.900 uscite volontarie. Il Gruppo Intesa – Popolari venete contempla invece 3.900 uscite volontarie di cui circa mille nelle Popolari venete e la chiusura di 600 sportelli. Monte Paschi di Siena conta ben 5.500 uscite volontarie da oggi al 20121, il Gruppo Ubi ne prevede 2.750, mentre Bpm metterà fuori dalla porta 1.800 dipendenti, a fronte di 400 nuove assunzioni.

I piani dicono che saranno necessari tagli anche nel Gruppo Bnl (783 uscite definite), nel Gruppo Carige (650) e nella Banca Popolare dell’Emilia Romagna (585).

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Banca d’Italia

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