Aiuti umanitari, i giapponesi ricostruiscono la Siria

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E’ il quinto donatore mondiale. E insegna a ricostruire dopo un terremoto

Il grafico mostra l’ammontare degli aiuti umanitari giapponesi ai Paesi del Terzo Mondo. Non sono considerati, invece, gli aiuti versati da privati e organizzazioni non governative. Tutti gli importi sono in dollari.

Aiuti umanitari giapponesi ai Paesi in guerra

Il Giappone, dal 2011, è il quinto maggior donatore di aiuti umanitari nel mondo. Nel 2015 il governo di Tokyo ha donato in totale 793,37 milioni di dollari che sono andati soprattutto alla Siria, che ha ricevuto 139,79 milioni, il 17,6% del totale mentre ai Paesi del Medio Oriente e dell’Africa è andato oltre il 50% del totale. Per gestire questa massa di denaro, Tokyo ha creato la Japan Platform, una piattaforma che coordina tutti i donatori umanitari del Paese: Stato, Ong e aziende.

A chi vanno aiuti umanitari giapponesi

Gli aiuti umanitari giapponesi rappresentano, comunque, solo il 9% degli aiuti allo sviluppo: fondi che, in totale, ammontano a 6,01 miliardi, nel 2014. Quasi la metà (2,76 miliardi) è rimasto in Asia. Ma c’è dell’altro: aiuti non monetari.

aiuti umanitari giapponesi

Il Giappone, infatti, ha subìto un gran numero di terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche ed è diventato nel tempo uno dei leader globali nelle strategie di Ddr (disaster risk reduction). I giapponesi sanno bene come gestire le conseguenze dei disastri naturali, limitando i danni e le perdite di vite umane e sono disposti a insegnarlo agli altri popoli. Per questo, hanno creato la Jica (Japan International Cooperation Agency) che opera in oltre 154 nazioni e ha uffici in circa 90 Stati.

Quando un Paese chiede aiuto al Giappone per una catastrofe naturale, la Jica manda una squadra Jdr (Japan Disaster Relief). Esistono cinque tipi di squadre Jdr: specialisti in ricerca e salvataggio dei sopravvissuti, medici, esperti di gestione delle emergenze, specialisti nella prevenzione delle epidemie e unità militari di protezione civile. Tra il 1987 e  l’aprile 2016, 140 squadre Jdr hanno operato in oltre 43 Paesi, soprattutto del Sud-Est Asiatico, in America Centrale e in Africa. Tra i loro compiti c’è quello di diffondere un concetto: “Ricostruire meglio”, visto che possiedono il know how necessario per applicarlo.

I dati si riferiscono al periodo 2011-2015
Fonte: Onu

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