
Quanto e come spendono i Paesi Ocse. Il 25,5% dei fondi italiani restano in Italia
Il grafico mostra l’andamento dei vari tipi di fondi Oda(Official Developement Aid) versati ai Paesi del Terzo Mondo da parte dei Paesi sviluppati che fanno parte del Dac (Developement Aid Committee) dell’Ocse. Come si vede, gli aiuti umanitari stanziati dai Paesi ricchi per i profughi presenti sul proprio territorio (in-donor, in verde), sono raddoppiati dal 2014 al 2015, facendo crescere il totale a 131.6 miliardi di dollari. L’aumento è stato del 6,9% in termini reali.
Sono scesi invece i prestiti senza interesse (in viola) che servono a ripagare i debiti dei Paesi poveri verso la finanza internazionale. In aumento (+ 11%) in un anno, anche gli aiuti umanitari: volti a “tamponare” emergenze come guerre e carestie.
Aiuti umanitari, la cooperazione allo sviluppo cresce poco
La cooperazione internazionale allo sviluppo vera e propria, sia quella multilaterale (in azzurro) sia quella basata su accordi bilaterali (in blu), è complessivamente cresciuta dell’1,7% tra il 2014 e il 2015. Su dell’83% dal 2000 al 2015. I fondi ODA provengono esclusivamente dalle casse degli Stati membri del DAC. Gli aiuti a Paesi poveri da parte di Chiese e altre organizzazioni non governative non sono rappresentati nel grafico.
Un quarto dei nostri aiuti al Terzo Mondo viene speso in Italia
Il denaro utilizzato per i profughi sul territorio dei Paesi DAC è aumentato dai 6.6 miliardi di dollari del 2014 ai 12 miliardi del 2014, equivalenti rispettivamente al 9,1% e al 4,8% del totale degli Oda.

La maggior parte dei costi sono sostenuti da Stati dell’Unione Europea. L’Italia nel 2015, per i profughi presenti sul proprio territorio, ha speso 982 milioni di dollari il 25,5% dei 3844 milioni di dollari stanziati in totale come fondi DAC dal Governo, che sono aumentati del 14,1% rispetto all’anno precedente. Al netto dei fondi per i profughi, i nostri Fondi DAC sono aumentati comunque del 7% tra il 2015 e il 2014.
Aiuti umanitari, il caso di Germania e Svezia
I Paesi che in assoluto hanno speso di più per i profughi nel 2015 sono la Germania (2993 milioni, 16.8% dei fondi Dac) e la Svezia (2397 milioni, 33,4% dei fondi DAC). Tuttavia, in questi dati non sono comprese le spese pubbliche sostenute per i profughi dal Sistema Sanitario, dagli Enti Locali e da tutte le voce di bilancio al di fuori dei “fondi DAC”. Quindi è probabile che l’impegno di alcuni Paesi appaia sovrastimato, mentre quello di altri risulti sottostimato.
I dati si riferiscono al periodo 2000-2015
Fonte: OCSE
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Perché e a chi mandiamo i nostri aiuti umanitari?
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