Lo Stato cerca 12.000 agenti, 2.000 ispettori e 600 commissari di Polizia
🔴 AGGIORNAMENTO 17 febbraio 2026
Il Ministero dell’interno ha tracciato la rotta per il prossimo triennio: servono 14.900 nuovi poliziotti entro il 2027 per colmare un vuoto d’organico che oggi sfiora il 10%. Il nuovo PIAO 2025-2027 (Piano integrato di attività e organizzazione) mette nero su bianco una necessità industriale di reclutamento, con l’obiettivo di inserire 12.000 allievi agenti, 2.000 vice ispettori e 600 commissari. Non si tratta solo di una questione di numeri, ma di una vera corsa contro il tempo per bilanciare un’ondata di 12.000 pensionamenti previsti e abbassare l’età media di un corpo dove oltre la metà del personale ha già superato i 45 anni.
Al 31 dicembre 2024 la Polizia di Stato conta 97.931 unità effettive a fronte di una dotazione organica prevista dalla legge di 109.271. Infatti, il numero massimo di poliziotti che possono essere assunti non è deciso in modo arbitrario dal Ministero, ma è stabilito da norme dello Stato. La legge definisce la “struttura ideale” del corpo di polizia necessaria per garantire l’ordine pubblico, ma le assunzioni reali dipendono poi dai tempi dei concorsi e dai limiti al turnover imposti dai bilanci annuali. Risultato: mancano all’appello 11.340 operatori, pari al 10% dell’organico.
Il dato emerge dall’Allegato 4 del “PIAO 2025-2027” del Ministero dell’interno. Il PIAO — Piano integrato di attività e organizzazione — è il documento con cui ogni amministrazione pubblica italiana è tenuta a programmare il proprio fabbisogno di personale: in pratica, è la “lista della spesa” che dice quante persone servono, dove e quando. Quello del Ministero dell’interno fotografa lo stato della forza della Polizia di Stato e traccia la rotta del reclutamento per il prossimo triennio.
Come è composta la forza della Polizia di Stato
Dei 97.931 effettivi, la grande maggioranza — 92.687 unità — svolge funzioni di polizia in senso stretto: sono gli agenti, gli ispettori, i sovrintendenti e i commissari che operano su strada, nei commissariati, nelle questure e nelle sale operative. A questi si aggiungono 4.906 operatori tecnico-scientifici, cioè il personale specializzato che lavora nei laboratori della Polizia scientifica (analisi DNA, impronte digitali, balistica), nelle unità di cybersicurezza e nei servizi di ingegneria e psicologia applicata. Completano il quadro 253 sanitari — medici e veterinari che si occupano della salute del personale e delle unità cinofile — e gli 85 componenti della Banda musicale della Polizia.
Le donne in servizio sono 17.306, il 17,7% del totale. La percentuale varia molto a seconda del settore: sale al 38% tra il personale tecnico-scientifico e al 58% tra i sanitari, mentre scende al 16% nel personale con funzioni di polizia — un dato che riflette la composizione storica del corpo, aperto alle donne solo dal 1981.
Dove si concentrano le 11.340 carenze: le quattro componenti del corpo a confronto
La tabella seguente mostra come i 109.271 posti previsti dalla legge e i 97.931 effettivamente in servizio si distribuiscono tra le quattro componenti della Polizia di Stato. La voce più grande — “Funzioni di polizia” — comprende da sola il 95% dell’organico con 103.730 posti previsti, ed è anche quella con il buco più profondo in termini assoluti: oltre 11.000 unità mancanti. Le altre tre componenti (tecnici, sanitari e banda) hanno organici molto più piccoli, ma in proporzione le carenze dei sanitari (-35%) sono le più gravi.
| Componente del corpo | Posti previsti dalla legge (organico) | Personale in servizio (forza effettiva) | Posti scoperti | Carenza % |
|---|---|---|---|---|
| Funzioni di polizia (agenti, ispettori, sovrintendenti, commissari) | 103.730 | 92.687 | -11.043 | -11% |
| Tecnico-scientifici (Polizia scientifica, cyber, laboratori) | 5.048 | 4.906 | -142 | -3% |
| Sanitari (medici e veterinari) | 388 | 253 | -135 | -35% |
| Banda musicale | 105 | 85 | -20 | -19% |
| Totale Polizia di Stato | 109.271 | 97.931 | -11.340 | -10% |
Quanti poliziotti ha l’Italia rispetto agli altri Paesi europei
Come abbiamo già analizzato su TrueNumbers, secondo i dati Eurostat l’Italia schiera circa 397 agenti ogni 100.000 abitanti. Si tratta di un rapporto superiore alla media europea e più alto di quello di Francia (371), Germania (317) e Regno Unito. Solo la Spagna, con 378 agenti ogni 100.000 abitanti, si avvicina al dato italiano. Il confronto internazionale va però letto con cautela: ogni Paese organizza le forze dell’ordine in modo diverso, e l’Italia ha la particolarità di avere cinque corpi di polizia distinti (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria e Polizia locale), ciascuno con compiti in parte sovrapposti. Il problema, dunque, non è tanto il numero complessivo di agenti sul territorio nazionale quanto la loro distribuzione interna — per ruolo, per età e per specializzazione.
L’emergenza anagrafica: il 55,7% ha più di 45 anni
Il dato più preoccupante del piano riguarda l’età del personale. Oltre la metà della forza — il 55,7% — ha più di 45 anni. Il gruppo più numeroso è quello tra i 45 e i 54 anni, con 34.143 unità (il 34,9%). Gli over 55 sono 20.373 (il 20,8%), mentre gli under 25 si fermano a 6.851, appena il 7% del totale. Perché questo è un problema? Perché il lavoro di polizia — pattugliamento, inseguimenti, ordine pubblico durante manifestazioni — richiede una forma fisica che declina con l’età. Un corpo in cui più della metà del personale ha superato i 45 anni è un corpo che si avvicina a un’ondata massiccia di pensionamenti, con il rischio di perdere in pochi anni migliaia di operatori esperti senza avere abbastanza giovani pronti a sostituirli.
Le fasce di età di tutti i 97.931 poliziotti in servizio
| Fascia d’età | Poliziotti in servizio | % sul totale della forza |
|---|---|---|
| Sotto i 25 anni | 6.851 | 7,0% |
| 25-34 anni | 20.166 | 20,6% |
| 35-44 anni | 16.398 | 16,7% |
| 45-54 anni | 34.143 | 34,9% |
| 55 anni e oltre | 20.373 | 20,8% |
La situazione è ancora più critica nel personale tecnico-scientifico: il 48,3% ha 55 anni o più, e solo l’1,5% è sotto i 25 anni. In pratica, quasi la metà degli specialisti di laboratorio andrà in pensione entro un decennio, e non c’è praticamente nessuno in formazione per prenderne il posto. Una piramide demografica rovesciata che rischia di lasciare scoperte competenze chiave nei laboratori della Polizia scientifica e nelle unità di cybersicurezza proprio negli anni in cui la domanda di queste professionalità è in crescita.
Il fabbisogno: 14.900 assunzioni in tre anni
Per rispondere a carenze strutturali e pensionamenti, il PIAO stima un fabbisogno complessivo di circa 14.900 nuove unità nel triennio 2025-2027. Si tratta di una stima “di massima” elaborata dal Dipartimento della pubblica sicurezza, che indica quante persone servirebbero idealmente per mantenere operativa la macchina della sicurezza — sommando sia le sostituzioni dei pensionamenti sia i posti già vacanti da riempire. Non tutte queste assunzioni sono garantite: il numero effettivo dipenderà dai vincoli di bilancio e dalle autorizzazioni annuali. Ecco come si distribuiscono per profilo:
Chi cerca la Polizia: i 14.900 profili richiesti nel 2025-2027
| Chi si cerca | Quanti nel triennio | Cosa faranno |
|---|---|---|
| Allievi agenti | 12.000 | Primo impiego: pattuglie, commissariati, ordine pubblico |
| Vice ispettori | 2.000 | Coordinamento operativo delle squadre |
| Commissari | 600 | Direzione indagini e pianificazione sicurezza |
| Commissari tecnici | 50 | Profili specialistici (ingegneri, fisici, psicologi) |
| Medici e veterinari | 100 | Assistenza sanitaria interna e unità cinofile |
| Atleti Fiamme Oro | 150 | Gruppi sportivi Polizia di Stato |
Le Fiamme Oro, per chi non le conoscesse, sono la sezione sportiva della Polizia di Stato: atleti professionisti che gareggiano a livello olimpico e internazionale rappresentando il corpo. Si tratta di assunzioni particolari, basate su titoli sportivi e non su concorsi tradizionali.
La quota minima annua di allievi agenti è fissata in circa 4.000 unità, un ritmo necessario per compensare le cessazioni stimate — anch’esse intorno alle 4.000 unità all’anno per il solo pensionamento per limiti di età — a cui si aggiungono dimissioni volontarie, decessi e destituzioni che il documento non conteggia nelle previsioni ufficiali, e che quindi portano il numero reale di uscite a essere più alto di quello stimato.
Il meccanismo del turnover e la frenata del 2026
Per capire perché le carenze organiche si accumulano, bisogna conoscere il meccanismo che regola le assunzioni. La Polizia di Stato non può assumere liberamente quante persone vuole: il numero è vincolato da una regola precisa, stabilita dall’articolo 66 del decreto-legge 112/2008. Funziona così: ogni anno si possono assumere al massimo tante unità quante ne sono andate in pensione l’anno prima. È il principio del turnover, cioè la sostituzione uno a uno del personale uscente.
Ma c’è un secondo vincolo, meno noto e altrettanto stringente: la spesa per i nuovi assunti non può superare il risparmio generato dalle cessazioni dell’anno precedente. In altre parole, quando un poliziotto va in pensione, lo Stato “risparmia” il suo stipendio; il nuovo assunto che lo sostituisce non può costare più di quel risparmio. Poiché i nuovi entrati guadagnano meno dei colleghi a fine carriera, in teoria questo secondo vincolo non dovrebbe essere un problema — ma in pratica limita la flessibilità dell’amministrazione, soprattutto quando si tratta di assumere profili specializzati a costo più alto.
Dal 2016 al 2025 la capacità di assunzione è fissata al 100% delle cessazioni dell’anno precedente. Ma la legge di bilancio 2025 (legge 207/2024, art. 1, comma 825) introduce un taglio: nel 2026 il turnover scende al 75%. Cosa significa in concreto? Se nel 2025 vanno in pensione 4.000 agenti, nel 2026 se ne potranno assumere solo 3.000 tramite turnover ordinario — più le 70 unità di assunzioni straordinarie già finanziate. Circa 1.000 posti resteranno vacanti per un anno, in attesa che nel 2027 il turnover torni al 100%.
È una misura di contenimento della spesa pubblica che colpisce tutte le forze di polizia, non solo la Polizia di Stato. Ma il danno è concreto: una sforbiciata del 25% arriva proprio nel mezzo del piano triennale di reclutamento, in un momento in cui le carenze organiche superano le 11.000 unità.
A parziale compensazione, il piano prevede assunzioni straordinarie in aggiunta al turnover. Si tratta di posti aggiuntivi finanziati da leggi specifiche, che permettono di assumere personale “extra” rispetto al meccanismo ordinario. Ma i numeri sono modesti rispetto al fabbisogno:
Le assunzioni straordinarie: posti extra già finanziati, anno per anno
Queste assunzioni si aggiungono a quelle ordinarie da turnover. Come si vede, nel 2026 — proprio l’anno della frenata al 75% — i posti extra sono appena 70.
| Anno | Posti extra già finanziati | Quali profili |
|---|---|---|
| 2025 | 384 | 325 allievi agenti + 50 vice ispettori + 9 agenti tecnici |
| 2026 | 70 | Allievi agenti |
| 2027 | 100 | Allievi agenti |
C’è un ultimo passaggio burocratico che può rallentare tutto: anche quando i numeri e i soldi ci sono, ogni assunzione deve essere autorizzata con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM), sottoposto a verifica della Corte dei conti. Questo significa che tra la previsione sulla carta e l’effettivo ingresso in servizio possono passare mesi.
Lo squilibrio nascosto: troppi soldati, pochi sergenti
I numeri complessivi nascondono un problema strutturale che il documento ministeriale mette nero su bianco. Le carenze non sono distribuite in modo uniforme: si concentrano nei ruoli intermedi, quelli che garantiscono il coordinamento operativo sul territorio.
Per capire il quadro, bisogna sapere come è organizzata la gerarchia della Polizia di Stato. Dal basso verso l’alto: gli agenti e assistenti sono il personale di primo impiego, quelli che pattugliano le strade e presidiano i commissariati. I sovrintendenti sono un gradino sopra: coordinano piccoli gruppi, gestiscono turni e supervisionano le attività quotidiane — sono i “sergenti” del corpo. Gli ispettori hanno responsabilità ancora maggiori: dirigono nuclei operativi, conducono indagini, coordinano servizi complessi. Infine, i funzionari (commissari e dirigenti) sono i vertici, responsabili della pianificazione e della direzione strategica.
La gerarchia della Polizia: dove mancano le persone e dove ce ne sono troppe
Questa tabella riguarda solo il personale con funzioni di polizia (92.687 effettivi su 103.730 previsti), cioè la componente più grande della Polizia di Stato — quella che opera su strada. Non include i tecnico-scientifici, i sanitari e la banda musicale, che abbiamo visto nella tabella precedente.
| Grado (dal più alto al più basso) | Posti previsti dalla legge | In servizio | Scopertura | % |
|---|---|---|---|---|
| Funzionari (dirigenti e commissari) — i “vertici” | 4.074 | 3.971 | -103 | -2,5% |
| Ispettori — dirigono nuclei e indagini | 23.586 | 14.982 | -8.604 | -36% |
| Sovrintendenti — i “sergenti”, coordinano le squadre | 24.200 | 15.396 | -8.804 | -36% |
| Agenti e assistenti — pattuglie e primo impiego | 51.870 | 56.195 | +4.325 | +8% |
I sovrintendenti sono sotto organico del 36%, con 8.804 posti vacanti. Stessa situazione per gli ispettori, a -36% con 8.604 carenze. Al contrario, agenti e assistenti sono in sovrannumero dell’8%, con 4.325 unità in più rispetto alla dotazione prevista. Una situazione paradossale: è come avere un esercito con tanti soldati semplici ma senza i sottufficiali necessari a guidarli. Come è possibile? Perché il sovrannumero degli agenti è consentito dalla legge: una norma (art. 3, comma 2, del d.lgs. 95/2017) permette di utilizzare i posti vacanti di ispettori e sovrintendenti per assumere agenti in eccedenza. In pratica, lo Stato riempie i buchi in basso perché è più facile e veloce bandire concorsi per agenti, ma non riesce a formare e promuovere abbastanza personale per i ruoli intermedi.

Il quadro è ancora più grave nei ruoli tecnici. I sostituti commissari tecnici — figure chiave per la Polizia scientifica, responsabili del coordinamento delle analisi forensi — sono appena 57 su 580 previsti: una carenza del 90%. I funzionari tecnici nel complesso sono sotto del 25%, mentre agenti e sovrintendenti tecnici sono in sovrannumero (rispettivamente +47% e +15%). Si ripete lo stesso schema: abbondanza alla base, deserto ai livelli di coordinamento.
Tra i sanitari, la carenza complessiva è del 35% (253 medici su 388 previsti), con la qualifica di medico principale e medico — cioè i medici “operativi” che visitano il personale e certificano l’idoneità al servizio — che segna un drammatico -50%: solo 68 presenti su 135 in organico. Significa che in molte sedi la Polizia non ha abbastanza medici propri e deve ricorrere a convenzioni esterne.
Le cessazioni previste: 12.000 uscite nel triennio
Il piano stima che nel triennio 2025-2027 andranno in pensione per limiti di età 10.663 unità con funzioni di polizia e 1.496 unità del personale tecnico-scientifico, per un totale di oltre 12.000 uscite programmate. Il documento precisa che si tratta di stime per difetto: non includono chi lascerà il servizio prima della pensione per dimissioni volontarie, decesso o destituzione, dunque il numero reale sarà più alto.
Quanti poliziotti andranno in pensione, anno per anno e per grado
Anche questa tabella riguarda solo il personale con funzioni di polizia. A queste 10.663 uscite si aggiungono 1.496 pensionamenti previsti tra i tecnico-scientifici, per un totale che supera le 12.000 unità nel triennio.
| Grado | Uscite 2025 | Uscite 2026 | Uscite 2027 | Totale triennio |
|---|---|---|---|---|
| Funzionari | 478 | 450 | 335 | 1.263 |
| Ispettori (già in carenza del 36%) | 1.134 | 1.157 | 1.078 | 3.369 |
| Sovrintendenti (già in carenza del 36%) | 1.330 | 1.298 | 1.303 | 3.931 |
| Agenti e assistenti (oggi in sovrannumero) | 632 | 632 | 836 | 2.100 |
| Totale personale con funzioni di polizia | 3.574 | 3.537 | 3.552 | 10.663 |
Dato significativo: le uscite più massicce riguardano sovrintendenti (3.931) e ispettori (3.369) — cioè proprio i ruoli già in carenza del 36%. Nei prossimi tre anni ne usciranno altri 7.300, aggravando una situazione già critica. Chi coordina oggi una pattuglia o dirige un nucleo investigativo andrà in pensione, e non c’è abbastanza personale formato per prenderne il posto.
I concorsi in corso e quelli in arrivo
Al momento sono in svolgimento otto procedure concorsuali, tra pubbliche e interne. La distinzione è importante: i concorsi pubblici sono aperti a tutti i cittadini che possiedono i requisiti (età, titolo di studio, idoneità fisica), mentre i concorsi interni sono riservati a chi è già in servizio e vuole avanzare di grado. Sono proprio i concorsi interni lo strumento principale per colmare le carenze nei ruoli intermedi — sovrintendenti e ispettori — perché permettono agli agenti esperti di essere promossi.
Le otto selezioni attualmente aperte
| Per quale ruolo | Posti | Aperto a tutti o solo a chi è già in servizio? | Bandito nel |
|---|---|---|---|
| Commissari | 196 | Pubblico (aperto a tutti) | 2024 |
| Vice ispettori tecnici cyber | 177 | Pubblico (aperto a tutti) | 2024 |
| Allievi agenti | 1.306 | Pubblico (aperto a tutti) | 2024 |
| Atleti Fiamme Oro | 33 | Pubblico (aperto a tutti) | 2024 |
| Vice sovrintendenti | 1.447 | Interno (promozione) | 2023 |
| Vice commissari | 118 | Interno (promozione) | 2024 |
| Vice ispettori (per titoli) | 959 | Interno (promozione) | 2024 |
| Vice ispettori (per titoli ed esame) | 411 | Interno (promozione) | 2024 |
Per il triennio 2025-2027, il piano prevede l’indizione di concorsi annuali per commissari (circa 196 posti/anno), uno-due concorsi annuali per allievi agenti (circa 4.000 posti/anno, aperti sia a civili sia a volontari in ferma prefissata provenienti dalle Forze armate — questi ultimi hanno un canale di accesso riservato), almeno un concorso per 1.500 vice ispettori ordinari, un concorso per 170 vice ispettori tecnici specializzati in cybersicurezza, e bandi per 130 commissari tecnici, 40 medici e 7 veterinari.
Sul fronte interno, sono previsti concorsi annuali per vice commissari e due procedure per circa 1.300 vice ispettori complessivi. Queste ultime, però, sono subordinate all’approvazione di una proposta normativa che al momento non è ancora stata varata — un’incertezza che potrebbe ritardare il ripianamento dei ruoli intermedi.
Per accelerare le procedure, il Ministero sta lavorando all’istituzione di un “Polo concorsuale” della Polizia di Stato. Oggi, ogni volta che si bandisce un concorso per migliaia di candidati, l’amministrazione deve trovare palazzetti, fiere o strutture abbastanza grandi per ospitare le prove scritte — un problema logistico che causa ritardi ricorrenti. Un polo dedicato risolverebbe il problema alla radice.
Il potenziamento degli organici 2022-2023
Negli ultimi due anni la dotazione organica — cioè il numero di posti previsti dalla legge — è stata ampliata con due interventi legislativi. Il decreto-legge 36/2022 ha aggiunto 609 unità, il decreto-legge 44/2023 altre 548, per un incremento complessivo di 1.157 posti. Attenzione: aumentare l’organico non significa assumere persone, ma alzare il tetto massimo di personale che la Polizia è autorizzata ad avere. L’organico teorico è così salito a 109.408 unità (poi ridotto a 109.271 per effetto degli scaglionamenti temporali delle decorrenze, cioè del fatto che alcuni posti diventano disponibili gradualmente negli anni successivi).
Il secondo intervento ha anche elevato a livello dirigenziale generale quattro Questure di capoluogo di regione — Ancona, L’Aquila, Perugia e Potenza — con conseguente potenziamento dei servizi operativi, della Polizia scientifica e dei settori di tutela della salute sul lavoro.
A livello complessivo, un piano pluriennale di assunzioni straordinarie avviato nel 2018 prevede l’ingresso di 5.835 unità aggiuntive rispetto al turnover ordinario entro il 2031, di cui 5.733 allievi agenti. Le assunzioni straordinarie sono finanziate da diverse leggi di bilancio succedutesi tra il 2017 e il 2023, ciascuna con le proprie aliquote annuali: non si tratta di un programma unico, ma della somma di più interventi normativi stratificati nel tempo.
Una sfida non solo numerica
Il piano triennale del Ministero dell’interno descrive una sfida che va oltre il semplice reclutamento di personale. L’obiettivo dichiarato è l’immissione di un numero di risorse che resteranno continuativamente in servizio senza creare improvvisi vuoti di organico per contestuali cessazioni massive. Ma i vincoli di bilancio — il taglio al 75% del turnover nel 2026 e il tetto di spesa legato ai risparmi delle cessazioni — rischiano di frenare un piano che sulla carta appare ambizioso.
Il vero nodo, però, non è quanti agenti entreranno, ma dove finiranno. Con 8.804 posti vacanti tra i sovrintendenti e 8.604 tra gli ispettori, il problema della Polizia di Stato non è la mancanza di personale in assoluto — gli agenti base sono addirittura in soprannumero — ma la carenza di figure intermedie capaci di coordinare il lavoro sul campo. Colmare questo squilibrio richiede non solo concorsi pubblici per nuovi ingressi, ma soprattutto percorsi di carriera interna che permettano agli agenti esperti di salire di grado: un processo che richiede tempo, formazione e — soprattutto — norme che al momento il sistema fatica a garantire.
Fonte: PIAO 2025-2027 Ministero dell’interno — Dipartimento della pubblica sicurezza, “La pianificazione strategica del personale della Polizia di Stato”
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