In Sessi

Ogni mille nati ci sono 185 interruzioni di gravidanza. Nel Centro Italia si arriva a 211

Il grafico mostra il numero di aborti in Italia ogni anno. I dati del ministero della Salute raccontano di 87.639 interruzioni di gravidanza (Ivg) praticate nel 2015, cioè 185 ogni mille nati vivi. Le statistiche variano molto a seconda delle aree del Paese prese in considerazione. Nel Nord sono state effettuate 39.728 Ivg, al Sud 20.746 e al Centro 18.770. Nelle Isole gli aborti sono stati 8.395. Guardando al rapporto con i nati vivi, però, il dato è più alto nell’Italia centrale con 211,4 Ivg ogni mille nascite, mentre il Mezzogiorno (182,9) sopravanza di molto poco il Settentrione (182,7).

GLI ABORTI IN ITALIA

I numeri ministeriali, inclusi nella relazione annuale al Parlamento, permettono anche di tracciare l’identikit delle donne che scelgono l’interruzione di gravidanza. La maggioranza delle donne si colloca nella fascia di età 30-34 anni (21,6%). Seguono le donne di poco più mature, quelle tra i 35 e i 39 anni, che rappresentano il 20,9%.

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Si tratta di una percentuale di poco superiore alle 25-29enni, che sono il 20,6%. Oltre il 10% anche le 40-44enni (10,8%) mentre le donne al di sopra dei 45 rappresentano solo l’1% del totale. Le ragazze non ancora o appena maggiorenni (15-19) sono il 7,5%, quelle al di sotto dei 15 anni lo 0,2%. Un dato da non sottovalutare.

PIÙ LAVORATRICI E CONIUGATE

Quali sono le condizioni di vita delle donne che scelgono l’aborto? Innanzitutto, la maggioranza è composta da donne lavoratrici, la fetta più grande della torta qui sopra: rappresentano il 42%. del totale. Quasi alla pari le disoccupate (21%), leggermente meno le casalinghe (22%), mentre le donne in cerca di occupazione sono appena il 2%. Le studentesse che decidono di abortire, infine, sono il 10% del totale.


La tabella sopra racconta lo stato civile delle richiedenti l’Ivg: se sembra “comprensibile” che le nubili siano il 53%, potrebbe sorprendere qualcuno che a interrompere la gravidanza nel 40% dei casi siano donne sposate.

I dati si riferiscono al 2015
Fonte: Ministero della Salute

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