Quasi 250mila nel pubblico. Certificati di malattia: 6,7 milioni in tre mesi
Con la graduale ripresa di tutte le attività economiche nel 2021 l’Inps ha ricominciato a svolgere alcuni dei suoi compiti principali: le visite fiscali ai lavoratori in seguito al rilascio di un certificato di malattia.
Nella prima metà di quest’anno ve ne sono state 459.490, 219.701 nel primo trimestre e 239.789 nel secondo. Come si può vedere dalla nostra infografica sono state naturalmente molte di più di quelle effettuate nello stesso periodo del 2020, quando furono solo 244.054. Nei primi sei mesi dell’anno, in pratica, in tutta Italia sono state effettuate 2,5 visite fiscali ai dipendenti.
Il motivo è semplice, nel momento più duro della pandemia, il secondo trimestre 2020, le visite fiscali dell’Inps erano state sospese. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, infatti, non ha neanche rilasciato statistiche relative ai controlli in questo periodo. Seppur lentamente nell’estate dell’anno scorso sono riprese e ne erano state fatte 92.448 che sono diventate 251.989 nell’ultimo trimestre. Ma cosa intendiamo per visite fiscali?
Cosa sono le visite fiscali dell’Inps al lavoratore
Si tratta di un controllo medico che viene richiesto dall’Inps, su propria iniziativa o su domanda dell’azienda. Serve a verificare che lo stato di salute del lavoratore che ha presentato un certificato di malattia gli impedisca effettivamente di andare al lavoro. Se è un’impresa a richiedere all’Inps la visita fiscale sarà suo compito allora pagarla, ma può essere l’Istituto di Previdenza stesso a decidere di inviare un medico a domicilio. Questo succede soprattutto se all’Inps arrivano certificati di malattia per periodi molto lunghi oppure ripetuti nel tempo con una certa frequenza, insomma quando l’assenza del lavoratore comincia a costare molto alle sue casse.
L’andamento storico dei controlli a domicilio
Nel primo semestre di quest’anno non sono stati ancora toccati i livelli del 2019 quanto a numero di visite fiscali. Nei primi sei mesi di due anni fa sono state ben 579.690, circa 120mila in più rispetto allo stesso periodo del 2021, e ben 1.107.509 tra gennaio e dicembre.
Tra le ragioni vi è il fatto che quest’anno, almeno all’inizio, sono stati presentati meno certificati di malattia. Nei primi tre mesi del 2019 furono più di 8 milioni, contro i 6,7 milioni del periodo tra gennaio e marzo 2021. Al principio del 2021, del resto, i lavoratori totali erano meno, in gran numero erano ancora in Cassa Integrazione e altri in smart working. È plausibile pensare che chi lavora da casa davanti a un’indisposizione tenda a chiedere malattia meno frequentemente di chi va fisicamente in ufficio o in fabbrica.
Già nel secondo trimestre del 2021, tuttavia, il numero di certificati ha superato quello del medesimo periodo del 2019. E però le visite fiscali dell’Inps sono state minori. Il 2019, infatti, è stato l’anno con più controlli finora, in aumento del 10% sul 2018. Non è possibile effettuare confronti con gli anni ancora precedenti perché il portale unico Inps per le visite fiscali è nato nel settembre 2017. E naturalmente il 2020 fa storia a sé, con solo 588.541 ispezioni.

Le differenze tra settore pubblico e privato
Un dato che salta subito all’occhio osservando i numeri ufficiali è che le visite fiscali dell’Inps sono molto più numerose nel settore pubblico. Tra gennaio e giugno 2021 sono stati 249.594, contro 209.896 effettuate presso dipendenti privati. Questo nonostante i certificati di malattia presentati in ambito statale siano stati un terzo di quelli trasmessi da lavoratori del privato, 3,1 contro 9,2 milioni.
Probabilmente ha un peso decisivo il fatto che se l’Inps non si mobilita di propria iniziativa le imprese, se vogliono effettuare controlli, devono pagarli di tasca propria.
Anche nel 2019 le visite fiscali presso lavoratori statali erano state di più, ma non nel 2018. Tra questi due anni si è assistito a un aumento considerevole dei controlli nel settore pubblico: sono passati da 451.258 in tutto l’anno a 558.459.
Quali sono gli orari delle visite fiscali dell’Inps
Questi controlli sono spesso temuti dai lavoratori perché vi è il timore di non essere trovati in casa e di essere quindi accusati di avere mentito sul certificato di malattia. L’Inps ha determinato con precisione quando il medico può passare, e anche in questo caso vi sono differenze in base al fatto che il lavoratore sia attivo nel pubblico o nel privato. Gli orari per le visite fiscali ai dipendenti pubblici sono tra le 9-13 e 15-18, mentre dagli altri il medico può recarsi tra le 10 e le 12 e le 17 e le 19. E questo vale per ogni giorno della settimana, domenica inclusa.
Circa il 10% dei dipendenti risulta assente ingiustificato alla visita fiscale
Nell’ultimo trimestre per cui sono presenti dati, il secondo del 2021, l’esito del controllo è stato nel 77,1% dei casi positivo, ovvero è stata confermata la prognosi. Solo per il 2,2% dei lavoratori questa è stata ridotta, perché giudicata troppo lunga dal medico dell’Inps. Mentre il 10,9% delle volte il lavoratore non è stato trovato, ma è stato dichiarato assente giustificato, perché dal medico.
Il caso più grave tra tutti è quello in cui invece la persona non viene rintracciata e non viene fornito un motivo valido della sua mancanza in casa. In tali occasioni si va chiaramente incontro a sanzioni. Ed è accaduto tra aprile e giugno nel 9,8% delle volte. Un dato in linea con quelli degli anni precedenti. La pandemia non ha quindi cambiato le abitudini dei furbetti del certificato.
I dati si riferiscono al 2017-2021
Fonte: Inps
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