La classifica dei Paesi partecipanti, 37 quest’anno. Per l’Italia Lucio Corsi
Per cinque giorni, Basilea diventa il centro simbolico dell’Europa. Non per un vertice politico o un incontro internazionale, ma per l’Eurovision Song Contest, il più longevo e seguito concorso musicale televisivo al mondo. Nato nel 1956 da un’idea dell’Ebu (l’Unione Europea di Radiodiffusione), l’evento mette in gara artisti provenienti da decine di Paesi – non solo europei – chiamati a rappresentare la propria nazione con un brano originale. Quest’anno è la St. Jakobshalle di Basilea a fare da teatro all’Eurovision: un impianto da 12.400 posti che un tempo ha visto in campo i colpi di rovescio di sua maestà Federer e che ora si prepara ad accogliere una parata di coreografie improbabili, costumi sgargianti e canzoni al limite del surreale.
Nessun palco, per quanto illuminato, è davvero impermeabile al mondo che lo circonda. Anche all’Eurovision 2025, le tensioni internazionali riescono a farsi spazio tra le note. Tra le presenze più discusse di questa edizione c’è quella di Yuval Raphael, in gara per Israele con il brano New Day Will Rise. La sua partecipazione ha sollevato critiche e proteste da parte di alcune delegazioni e attivisti, che contestano la presenza israeliana in un momento segnato dalle violente operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.
Vincitori Eurovision e record di presenze
Le nazioni in gara sono 37, esattamente come nel 2024 e nel 2023: nessun nuovo ingresso, nessuna esclusione eccellente, a parte la Moldavia, che ha fatto marcia indietro per motivi di budget (si parla di un taglio del 15% ai fondi culturali nazionali). Il dato interessante? La media dei partecipanti nei decenni precedenti era di 26, segno che negli ultimi anni anche i Paesi più piccoli vogliono la loro dose di luci, playback e visibilità internazionale.
Negli ultimi anni il podio è stato piuttosto variegato: nel 2024 ha trionfato la Svizzera con Nemo e il brano The Code, mentre nel 2023 la vittoria è andata alla Svezia con Loreen e la sua Tattoo, segnando il suo secondo successo personale dopo il 2012. Nel 2022, a imporsi è stata l’Ucraina con i Kalush Orchestra e Stefania, brano che ha unito folk e hip hop in un contesto fortemente segnato dal conflitto in corso.
Tra gli artisti passati da questo palco, molti hanno poi raggiunto fama mondiale: dai Måneskin, vincitori nel 2021 per l’Italia, a Abba, che nel 1974 portarono la Svezia sul tetto d’Europa con Waterloo, passando per Céline Dion, che nel 1988 vinse per la Svizzera prima di diventare una star internazionale.
Eurovision, da 69 edizioni il festival che unisce l’Europa
A sessantanove edizioni dalla sua nascita, l’Eurovision Song Contest continua a essere uno degli eventi televisivi più seguiti e riconoscibili d’Europa – e non solo. Nato nel 1956 a Lugano, con appena 7 Paesi partecipanti tra cui Germania, Svizzera e Italia, oggi il festival coinvolge oltre 50 nazioni diverse. A guidare la classifica delle presenze c’è la Germania, con 67 partecipazioni su 69 edizioni, seguita da Francia (66) e Belgio (65). Quest’anno, la Germania si presenta in finale con Abor & Tynna e la loro Baller, mentre la Francia punta su Louane, con la toccante maman. Il Belgio, invece, è in gara con Red Sebastian e Strobe Lights, un pezzo dance dallo stile internazionale.
Lucio Corsi al posto di Olly: la scelta dell’Italia
All’Eurovision 2025, l’Italia si presenta senza il proprio titolare: non sarà infatti Olly, vincitore del Festival di Sanremo con Balorda Nostalgia, a salire sul palco di Basilea, ma Lucio Corsi, secondo classificato, chiamato a sostituirlo dopo la rinuncia del collega. Una scelta inaspettata che interrompe la consuetudine, ormai consolidata, di affidare il biglietto per l’Eurovision al vincitore del Festival.
Per il nostro Paese si tratta della 52ª partecipazione nella storia della manifestazione, a cui prese parte per la prima volta nel 1956, in occasione della sua edizione inaugurale. Da allora, l’Italia ha alternato periodi di assenza a momenti di rilancio, tornando stabilmente in gara dal 2011.
Vincitori Eurovision: l’Italia tra glam e dance
Classe 1993, Lucio Corsi porterà a Basilea Volevo Essere un Duro, una ballata glam rock. Capelli lunghi, trucco marcato, atmosfere anni ’70: nel caos elettropop dell’Eurovision, il suo stile potrebbe davvero catturare l’attenzione. E chissà che non si riveli la sorpresa dell’anno, un po’ come accadde ai Måneskin nel 2021, quando vinsero il festival e finirono per superare il miliardo di stream su Spotify.
Mentre l’Italia punta sul rock glam di Lucio Corsi, San Marino risponde con la dance all’italiana. A rappresentare il microstato è infatti Gabry Ponte, dj torinese da oltre 15 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, volto storico degli Eiffel 65 e, a sorpresa, anche lui legato a Sanremo. La sua Tutta l’Italia è stata scelta come sigla ufficiale dell’edizione 2025 del Festival firmata da Carlo Conti.

Eurovision oltre l’Europa: chi può partecipare al concorso
All’Eurovision 2025, la geografia conta poco. A decidere chi può partecipare è l’appartenenza all’EBU, l’Unione Europea di Radiodiffusione, che consente l’accesso al concorso a tutte le emittenti che ne sono membri attivi, anche se provenienti da Paesi fuori dai confini europei. È per questo che Armenia, Georgia e Azerbaigian sono regolarmente in gara, nonostante la loro collocazione geografica.
Un altro esempio di presenza extraeuropea è l’Australia, che partecipa dal 2015. Invitata inizialmente per celebrare i 60 anni del concorso, è poi rimasta in gara grazie all’accoglienza positiva ricevuta e agli ascolti elevati. Nel 2025 torna con Go-Jo e il brano Milkshake Man, che promette di portare sul palco energia e ironia, nel più puro stile Eurovision.
Vincitori Eurovision 2025? Ecco i favoriti
Tra i favoriti di questa edizione dell’Eurovision ci sono nomi già noti e sorprese pronte a esplodere. La Svezia si affida al trio KAJ con Bara Bada Bastu, un inno alla sauna cantato in un dialetto svedese che gioca tutto sull’ironia e la teatralità. L’Austria punta sull’intensità emotiva di JJ (Johannes Pietsch) e la sua Wasted Love, ballata pop con inserti lirici che ha già conquistato i bookmaker.
Ma a stupire è soprattutto l’Estonia in corsa con Tommy Cash e la sua Espresso Macchiato. Il pezzo, in apparenza una semplice hit da club, mescola dance elettronica e un inglese volutamente maccheronico che gioca con gli stereotipi – e ha già fatto breccia anche in Italia, dove è diventato virale su TikTok e in diverse playlist radiofoniche. Un potenziale tormentone che potrebbe superare i confini del concorso.
Eurovision 2025: stranezze, ritorni e polemiche sul palco
All’Eurovision 2025, le stranezze non mancano e spesso fanno più notizia dei favoriti. La Lettonia si presenta con le Tautumeitas e Bur Man Laimi, un brano folk mistico cantato in costumi tradizionali e ritmi arcaici. Dalla Danimarca, Sissal porta Hallucination, un viaggio onirico tra synth e luci stroboscopiche. Il Lussemburgo, tornato in gara dopo oltre trent’anni, schiera Laura Thorn con La Poupée Monte Le Son, un numero pop in francese volutamente sopra le righe.
Non manca il caso polemico: arriva da Malta, dove Miriana Conte ha dovuto modificare parte del testo di SERVING dopo che l’EBU ha ritenuto inappropriata l’originale parola “Kant”, troppo simile a un’espressione volgare in inglese. La canzone, che gioca con lo slang da passerella, è rimasta in gara ma riveduta e corretta. Infine la Serbia, con Princ e Mila, punta su un’estetica da ballata urbana, tra romanticismo e atmosfere dark.
Dati aggiornati al 2025
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